I TRAGUARDI FINALI DEL TOUR. LA CIPALE, TERRA DI CONQUISTA DEL CANNIBALE - 3. GALLERY

STORIA | 26/06/2024 | 08:12
di Paolo Broggi

Il traguardo della 111ª edizione del Tour de France sarà allestito in Place Masséna, a Nizza, a pochi colpi di pedale dalla Promenade des Anglais. Sarà la prima volta che il Tour de France si concluderà lontano dalla sua casa parigina. Ma in realtà, anche prima di questascelta inedita l'arrivo della Grande Boucle aveva già “vagato” per le strade parigine. In una serie in quattro appuntamenti, grazie agli archivi del Tour riviviano il contesto e i momenti salienti degli arrivi di Ville-d'Avray, del Parc des Princes, del velodromo La Cipale e, dal 1975, degli Champs-Élysées.


EPISODIO 3: LA CIPALE - UN BANCHETTO DEGNO DI UN CANNIBALE


Quando il Tour si concludeva al velodromo del Parc des Princes, era il Bois de Boulogne a conquistare l'azttenzione ma la decisione di demolire a pista nel 1967 non lasciò agli organizzatori altra scelta che trasferirsi nella parte orientale di Parigi e scegliere il Bois de Vincennes. Il Velodromo Municipale di Vincennes era stato praticamente messo in naftalina dopo aver ospitato gli eventi olimpici dei Giochi del 1900 e del 1924, ma la sua pista era all'altezza degli standard richiesti per ospitare l'arrivo della Grande Boucle all'epoca.

La nuova sede era un po' più angusta rispetto alla precedente, ma si è lavorato duramente per far sì che una cronometro potesse concludere il Tour e rappresentare il primo arrivo a "La Cipale". Nessuno ovviamente immaginava che Jan Janssen, che aveva faticato a infiammare i fan dopo l'incidente e il ritiro di Raymond Poulidor, fosse pronto a tirare fuori un coniglio dal cilindro nella tappa finale dell'edizione del 1968. Il percorso di 55,2 km tra Melun e Parigi ha fatto da sfondo a un'emozionante corsa contro il tempo, con l'olandese staccato al via di soli 16 secondi dalla maglia gialla, Herman Vanspringel, e un totale di nove corridori racchiusi in due minuti e mezzo. Il verdetto del cronometro al traguardo non mente: Janssen ha superato il rivale belga diventando il primo olandese vincitore del Tour con 38 secondi di vantaggio. Come al solito, nessuno ha espresso il suo pensiero meglio di Antoine Blondin, che ha intitolato il suo resoconto sul giornale del giorno dopo Le fort de Vincennes. Ha concluso il suo pezzo con un bel gioco di parole, difficile da riportare in italiano, giocando su principeCipale e principale.

IL DOMINIO DI EDDY. Il 1969 regalò una storia completamente diversa, poiché Eddy Merckx fece la sua prima apparizione nell'arena principale del ciclismo internazionale. È arrivato come una palla da demolizione, facendo in breve tempo un boccone dei suoi avversari, imponendo la sua legge prima sul Ballon d'Alsace, poi nella cronometro di Divonne-les-Bains, sui passi alpini che portano a Digne e soprattutto nella tappa dei Pirenei che culmina a Mourenx. La crono a La Cipale aveva il suo nome scritto dappertutto, mentre il belga trionfava con lo skyline di Parigi all'orizzonte. E puntuale quel giorno è arrivata la sua sesta vittoria di tappa, inaugurando il suo dominio al Tour de France proprio a La Cipale.

LE STELLE DI LUIS. All'inizio degli anni '70 Merckx domina i Grandi Giri e tutte le classiche, nonostante gli sforzi di avversari del calibro di Raymond Poulidor, Luis Ocaña, Flice Gimondi e Joop Zoetemelk. Il "Cannibale" continua a dominare al Bois de Vincennes, complice il fatto che il Tour de France si concludeva in quegli anni con una cronometro. Il campione belga si trova nel suo elemento ideale e sconfigge Ocaña nell'ultima tappa nel 1970 e Joaquim Agostinho con un margine ancora più ampio nel 1971. Un cambio di percorso nel 1972 permise all'altro belga Willy Teirlinck di conquistare la tappa 20 in uno sprint di gruppo, ma Eddy Merckx arrivò comunque a La Cipale per conquistare il suo quarto trofeo in altrettante presenze al Tour.

Nel 1973 Eddy Merckx si prese una pausa dopo un inizio di stagione ricco di vittorie alla Parigi-Roubaix, alla Liegi-Bastogne-Liegi, alla Vuelta a España e al Giro d'Italia, tra le altre corse. La sua assenza dal Tour de France ha lasciato un vuoto di potere rapidamente riempito da Luis Ocaña. Le stelle si erano allineate per il leader spagnolo della Bic: nell'ultimo giorno del Tour, lo spagnolo ha conquistato laa cronometro di 16 km a Versailles, con Bernard Thévenet che ha vinto a La Cipale poche ore più tardi. Nessun problema per Ocaña, l'attesissimo erede di Federico Bahamontes (1959) nel pantheon del Tour de France.

TORNA IL RE. La storia riprende il suo corso nel 1974 e torna Eddy Merckx, ancor più implacabile di prima. Le cifre parlano chiaro: otto vittorie di tappa eguagliando il record di Charles Pélissier. Raymond Poulidor, di nuovo secondo, ha chiuso a 8′04". Ed il grande campione belga ha conquistato il suo quarto trionfo nel suo "giardino" a La Cipale eguagliando Jacques Anquetil, con cinque vittorie al Tour. Ma in quel momento nessuno poteva imnmaginare che la sua quinta vittoria sarebbe stata anche l'ultima. Così come nessuno sospettava che La Cipale sarebbe stata presto consegnata ai libri di storia, una volta che il pubblico avesse avuto un primo assaggio della prossima destinazione d'arrivo: gli Champs-Élysées. Per quanto riguarda il velodromo, è stato ribattezzato in onore di Jacques Anquetil nel 1987...

GIA' PUBBLICATI

IL RIPIEGO DI VILLE-D'AVRAY E L'ARRIVO SEGRETO

IL FASCINO ETERNO DEL PARC DES PRINCES

 

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