SELVA DI VAL GARDENA, GUERINI, PANTANI E QUELLA TAPPA CHE HA FATTO LA STORIA

STORIA | 20/05/2024 | 08:20
di Alessandro Brambilla

E’ il 2 giugno 1998, si corre la Asiago – Selva di Val Gardena, diciassettesima tappa del Giro d’Italia. Due scalatori italiani si giocano la vittoria di tappa in volata sulla salita di Selva: primo Giuseppe Guerini, bergamasco della Polti, secondo Marco Pantani in maglia verde da leader degli scalatori. Si classifica terzo il colombiano “Chepe” Gonzalez a 2’04”.


Guerini ottiene il suo primo successo di tappa nella storia del Giro in una giornata storica. Infatti il Pirata Pantani a Selva indossa per la prima volta in carriera la maglia rosa. Lo svizzero di lingua tedesca Alex Zulle, leader alla partenza da Asiago, arriva in ritardo a Selva di Val Gardena. Guerini, classe 1970, firma l’impresa che gli consente di salire al terzo posto in classifica generale che non mollerà più.


Era il Giro numero 81 della storia e prese il via da Nizza, in Costa Azzurra,  con un cronoprologo di 7 chilometri dominato da Zulle, capitano del team Festina ed etichettato despota di quell’edizione. La vittoria di Zulle nella quindicesima tappa, la cronometro di 40 chilometri a Trieste (31 maggio), con Pantani, Guerini e gli altri scalatori nettamente taccati sembrava una sentenza.

La maglia rosa era sulle spalle sempre più solide del corridore di Wil. Ma la tappa del 2 giugno (data all’epoca non riconosciuta come Festa della Repubblica) ribaltò tutto. La Asiago-Selva di Val Gardena si svolse in una giornata bellissima.

“C’era un pubblico pazzesco fin dalla mattinata, fuori dall’hotel – racconta Guerini, che quell’anno aveva vinto l’ultima tappa della Settimana Bergamasca, da Cambiago a San Pellegrino – pur essendo di martedì, giorno infrasettimanale”.

All’inizio di quel Giro la Polti del manager Gianluigi Stanga aveva due capitani designati: Davide Rebellin e Luc Leblanc. “Io – sottolinea Beppe “Turbo” Guerini, classe 1970, cittadino di Vertova – guadagnai sul campo il ruolo di punta per la classifica generale”. Prima di ogni Giro i corridori stilano i loro piani di battaglia. “Avevo segnato col pennarello fluorescente le tappe di Selva Val Gardena  e Plan Montecampione. Però alla partenza della tappa con Marmoalda, salita di Passo Gardena e arrivo a Selva non avevo pianificato una strategia”.

A rompere gli indugi fu il Pirata di Cesenatico all’inizio della Marmolada. “Marco scattò deciso, alla sua maniera, e io lo seguii. Non stavo passivamente a ruota, qualche cambio lo davo. Sul drittone ripido Marco si accorse che Zulle era in difficoltà e aumentò il ritmo. La folla immensa ci dava una carica enorme. Di chilometri ne mancavano molti tuttavia importava poco a noi, pedalavamo con grande decisione, in perfetto accordo”.

Sui tornati di Passo Gardena il margine della coppia italiana su Zulle aumentò notevolmente. Guerini ebbe il merito di battere in volata Pantani per la vittoria di tappa. “Era l’anno d’oro di Marco, che con le sue imprese fece del bene al ciclismo”, ribadisce spesso Guerini. Il Giro 1998 fu quello del ritorno di Mamma Rai come rete ufficiale. “Nel giorno del mio successo a Selva – aggiunge Beppe – venne sfondato il muro dei 5 milioni di spettatori. Un risultato notevole, ottenuto di giorno infrasettimanale anche perché in quell’epoca le tappe terminavano presto, quando la maggior parte degli italiani erano ancora al lavoro”.

Pantani indossò la maglia rosa tra il tripudio generale e per Guerini ci fu altresì la gioia per la terza posizione in classifica generale. Pantani era maglia rosa con 30” sul russo Pavel Tonkov della Mapei-Bricobi, e Guerini era a 31”: una classifica cortissima. Il giorno dopo nella Selva Val Gardena – Alpe di Pampeago vinse Tonkov, secondo Pantani e Beppe Turbo perse più di un minuto dai due campioni. A Beppe andò meglio nella diciannovesima tappa , Cavalese – Plan Montecampione, quella del volo vittorioso e decisivo ai fini della classifica di Pantani vincitore di tappa con 57” su Tonkov. Terzò arrivo Guerini a 3’16”, blindando il piazzamento finale sul podio.

Il Giro finì domenica 7 maggio a Milano con la seguente classifica: 1° Pantani, 2° Tonkov a 1’33” e 3° Guerini a 6’51”.  Il corridore di Vertova passa alla storia per le vittorie ottenute su traguardi d’autore. La più importante nel suo palmares è quella della tappa al Tour de France 1999, Sestriere – Alpe d’Huez 220,5 chilometri. Beppe nel ’99 era alla T-Mobile, squadrone sponsorizzato dai tedeschi, con Jan Ullrich come capitano. Guerini sceglie anche le date giuste per trionfare: la tappa della mitica Alpe d’Huez si svolse il 14 luglio. E’ l’anniversario della presa della Bastiglia e i francesi, si sa, sono molto nazionalisti.

“L’ Alpe d’Huez – fa notare il corridore di Vertova che ora lavora per il reparto corse della Bianchi – è il grande stadio del ciclismo, con una folla immensa anche per la festa nazionale del 14 luglio”. Alpe d’Huez cima del Tour e degli italiani: hanno vinto tappe Fausto Coppi (2), Gianni Bugno (2), Pantani (2), Roberto Conti (1) e appunto Beppe Turbo. “L’arrivo all’Alpe d’Huez – afferma l’orobico Beppe con una punta d’orgoglio – è il Campionato del Mondo degli scalatori”. Nella carriera professionistica Guerini ha ottenuto 10 vittorie (comprese 2 cronosquadre), tra le quali la tappa di Le Puy en Velay del Tour de France 2005.

Copyright © TBW
COMMENTI
Passo Gardena?
20 maggio 2024 22:36 rufus
Veramente io ricordo che non venne affrontato il passo Gardena dopo la Marmolada bensi' il passo Sella salendo da Canazei e poi scendendo su Selva.

se non ricordo male
21 maggio 2024 00:04 pickett
Fu Franco Cribiori a parlare di maglia e mutande.A inizio tappa Zulle era andato all'ammiraglia per un problema meccanico e aveva impiegato + del dovuto a rientrare in gruppo.Cribiori aveva notato la cosa e l'aveva confidata a De Zan,che ne aveva parlato in apertura di telecronaca.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Non c’è una vera e propria notizia e nemmeno un vincitore, solo un bimbo di 5 anni che è figlio e nipote d’arte che si sta dilettando in sella alla sua biciclettina e ha fatto il suo esordio “agonistico” alla...


Il Giro Next Gen entra nel vivo e tutte le piattaforme accendono i riflettori sulle tappe che contano; dalle 14, infatti, oggi ci sarà la diretta della tappa su RaiSport e sulle piattaforme on demand Discovery+ e HBO Max.Un appuntamenro...


L’avevamo apprezzata nella sua versione prototipale in un debutto speciale durante il Tour de Romandie, l’occasione giusta in cui questa Colnago TT2 sviluppata in collaborazione con UAE Team Emirates-XRG e UAE Team ADQ, ha mostrato i muscoli per far capire...


Il Tour de France 2026 vivrà il suo 27° Grand Départ all'estero il 4 luglio prossimo. Esattamente un secolo fa, era il 1926, la corsa visse un momento storico quando la partenza fu data da Evian, per la prima volta...


Ci voleva un pittore, al valico fin de siècle fra l’Espressionismo e il Futurismo, ci voleva appunto un Matisse, di secondo nome Van Kerckhove, per sublimare il traguardo del Giro Next Gen, a Bacoli. Ci voleva il tocco di un...


Cinque giorni di tappe spettacolari e di classifica rimasta in bilico sul filo dei secondi con quattro diverse maglie rosa: questa è stata la fotografia di un Giro Next Gen che da oggi però cambierà sicuramente passo e... volto. In...


“I quattro azzurri curvi sul manubrio, stretti in un gruppo, che spicca sul bianco del cemento, in breve sono completamente lanciati e iniziano la loro offensiva. E’ in testa Gaioni che impone una severa andatura; pedalata elastica; nessuna impressione...


La puntata di Velò andata in onda giovedì sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di grande ciclismo, di Giro Next Gen in arrivo in Abruzzo e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini. Marco cannone e Donatello Di Prinzio. Come sempre...


Sono un affezionato ciclista che da quasi 25 anni pedala su bici De Rosa. Ho avuto la fortuna di conoscere Ugo, il fondatore dell'azienda, che in ogni occasione trasmetteva a noi appassionati la gioia di possedere una sua bicicletta. I...


Ci sono frasi che, nel ciclismo, valgono più di una tabella di potenza. Sjoerd Bax, ex compagno di squadra di Tadej Pogačar alla UAE, ne ha consegnata una che merita di essere letta con attenzione: un allenatore dello sloveno può...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra