COPPA SAN GEO. I 100 ANNI DI UNA CORSA DALLA STORIA STRAORDINARIA

DILETTANTI | 10/02/2024 | 08:03

Tra due settimane esatte la Coppa San Geo spegne 100 candeline. Sabato 24 febbraio la corsa di apertura del ciclismo dilettantistico nazionale sarà abbinata anche quest’anno al 54° Trofeo Caduti Soprazocco e ai Memorials Giancarlo Otelli e Attilio Necchini. Due corse ciclistiche cariche di gloria e due autentici giganti che a vario titolo hanno contribuito moltissimo alla diffusione del ciclismo nel Bresciano e non solo.


Una storia infinita che dal 1925 a oggi ha inanellato ben 99 capitoli che hanno fotografato le vicende delle persone che l’hanno disputata, insieme a quelle che l’hanno organizzata e alle decine di migliaia di tifosi che negli anni l’hanno seguita con grande partecipazione. Una storia ai confini della leggenda, nata dall’intuizione di Geo Davidson, pioniere e grande presidente dell’UVI, il quale decise di mettere a disposizione del comitato regionale lombardo i premi della prima edizione. E anche negli anni seguenti si fece sempre fatto trovare pronto per fare la sua parte.


Ne ha fatta si strada la Coppa San Geo, e ad impreziosirla negli anni si sono susseguiti alcuni campioni che hanno fatto la storia del ciclismo mondiale. Limitandoci a coloro che hanno concluso la corsa tra i primi cinque della classe sono assurti a protagonisti corridori che nel prosieguo della carriera hanno conquistato prestigiosi allori. Learco Guerra, virgiliano si è classificato 2° nell’edizione del 1929 vinta da Severino Canavesi a Legnano In seguito la Locomotiva Umana vinse un Giro d’Italia (1934); un campionato del mondo (Copenaghen 1931); chiuse secondo due volte ai meeting iridati del 1930 e 1934 a Liegi e Lipsia; due argenti li conquistò anche al Tour de France (1930/1933).

Che dire poi di Marino Vigna, terzo sul traguardo di Mariano Comense nel 1960, anno in cui si laureò campione olimpico nell’inseguimento a squadre a Roma. Nel 1980 a Padenghe del Garda il veneto Moreno Argentin chiuse secondo dietro il compagno di squadra Silvestro Milani. Nel prosieguo dell’attività vinse quasi tutto quello che c’era da vincere: un Mondiale a Colorado Springs 1986; quattro edizioni della Liegi-Bastogne-Liegi, un Giro delle Fiandre, un Giro di Lombardia, un argento e un bronzo iridati nel 1985 al Montello e nel 1987 a Villach. Più recentemente Sonny Colbrelli si è messo al collo la medaglia di bronzo nel 2011 a Soprazocco alle spalle dei conterranei Renzo Zanelli e Marco Zanotti.

Dieci anni dopo ha griffato la sua miglior stagione con la conquista del titolo italiano, quello continentale e la Classica delle Pietre, ovvero la Parigi-Roubaix. Tra gli sconfitti Remco Evenepoel e Mathieu Van Der Poel. Con loro numerosi altri concorrenti hanno regalato nel prosieguo della loro carriera allori internazionali all’Italia. L’elenco però è talmente lungo che ci fermiamo al successo ai Giochi del Mediterraneo a Mersin 2013 di Nicola Ruffoni, terzo alla San Geo del 2010 ed a Fabrizio Bontempi quinto a Salò nel 1988, terzo classificato ai Giochi del Mediterraneo di Latakia 1987.

Crediamo basti e avanzi per qualificare questa corsa tra le più prestigiose del mondo...

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