UCI. IN ARRIVO UN NUOVO PROTOCOLLO IN CASO DI CALDO ECCESSIVO

SALUTE | 21/12/2023 | 14:56

A poche settimane dall'inizio in Australia dell'UCI Women's WorldTour e dell'UCI WorldTour 2024 con il Santos Tour Down Under (12 gennaio per le donne e quattro giorni dopo per gli uomini), l'UCI fa il punto sulle misure volte a proteggere la salute dei corridori nella prossima stagione.


L'elemento più recente tra le misure di sicurezza dell'UCI è un protocollo che sarà introdotto nella prima parte della stagione dopo la sua finalizzazione e approvazione, per far fronte alle situazioni di caldo elevato durante le competizioni su strada. Questo protocollo si aggiungerà al Protocollo in caso di condizioni meteorologiche estreme messo in atto dall'UCI nel 2015, che copre tutte le situazioni meteorologiche avverse e non solo quelle legate al caldo estremo. Considerati i cambiamenti climatici che il mondo si trova ad affrontare da diversi anni, l’UCI desidera definire meglio le condizioni ottimali per organizzare gare su strada nei climi caldi, con un nuovo Protocollo in caso di caldo elevato.


Gli elementi di questo protocollo rimarranno gli stessi del Protocollo esistente in caso di condizioni meteorologiche estreme: quando le condizioni di un evento lo rendono necessario, un gruppo di lavoro sarà convocato dal Presidente del Collegio dei Commissari su richiesta. dell'UCI, delle squadre, dei corridori o degli organizzatori, di concordare un piano d'azione volto a mitigare i rischi per la salute e la sicurezza dei corridori.

Il nuovo protocollo sul caldo estremo mira a fornire una valutazione dell’ambiente obiettiva, pratica e di facile utilizzo – basata sui dati di temperatura e umidità relativa pubblicati in tempo reale dalle stazioni meteorologiche – e a proporre misure da adottare da parte degli organizzatori e squadre per ridurre il rischio di incidenti legati al caldo. Queste raccomandazioni possono includere, ad esempio, lo spostamento delle aree di partenza in aree ombreggiate, la fornitura di bevande fredde e ghiaccio tritato alle squadre durante la gara, l'aumento del numero di motociclette per il rifornimento, la modifica dell'orario di partenza o eventualmente la neutralizzazione di sezioni della gara. Resta inteso che queste misure saranno solo raccomandazioni, a seconda della gravità delle condizioni climatiche, e che la loro applicazione rimarrà di responsabilità del gruppo di lavoro.

Il direttore medico dell'UCI, il professor Xavier Bigard ha presentato il protocollo alle parti interessate durate il seminario dell'UCI Women's WorldTour e dell'UCI WorldTour a Losanna, in Svizzera, la scorsa settimana. Sarà sottoposto all'approvazione del Comitato Direttivo dell'UCI nella prossima riunione, che si terrà a Praga, in Repubblica Ceca, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2024.

Sempre in vista della nuova stagione su strada, l'UCI ricorda che il Programma UCI Tramadol terminerà il 31 dicembre 2023 a causa dell'introduzione del divieto di questa sostanza in competizione da parte dell'Agenzia Mondiale Antidoping (AMA) dal 1° gennaio 2024. La presenza di tramadolo nell'organismo dei corridori verrà quindi indagata nell'ambito del programma antidoping attuato nel ciclismo dall'International Testing Agency (ITA).

Si ricorda che questa sostanza è vietata nelle competizioni nel ciclismo da marzo 2019 per motivi medici (rischio di sonnolenza e dipendenza) e non allo scopo di migliorare le prestazioni. In particolare, possiamo trattenere dal programma di controllo – basato sull’analisi di gocce di sangue essiccato, secondo un metodo scientificamente validato – i seguenti elementi:

- sono stati effettuati quasi 2.200 controlli all'arrivo delle gare su strada;

- sono stati rilevati tre casi di utilizzo di tale sostanza, tutti rappresentativi di primi reati, e puniti con la squalifica dalla manifestazione in questione e con la sanzione pecuniaria;

la prevalenza dell’uso di tramadolo nel ciclismo è aumentata dal 4 al 6% prima di marzo 2019, allo 0,2-0,5% dopo tale data.

Sempre dal punto di vista della sicurezza dei corridori, l'UCI ricorda l'importanza del Protocollo Commozioni cerebrali. Le commozioni cerebrali sono lesioni cerebrali che devono essere rilevate, diagnosticate e gestite per garantire il pieno recupero delle funzioni cerebrali colpite.

Se già esisteva un protocollo validato da organismi scientifici internazionali per la diagnosi rapida delle commozioni cerebrali, l'UCI ha adattato e trasposto questo protocollo affinché rispondesse alle specificità delle diverse discipline ciclistiche, compreso il ciclismo su strada.

Se la diagnosi di trauma cranico resta in ambito medico, l'individuazione dei primi segni di trauma cranico riguarda tutti coloro che praticano il ciclismo che non siano operatori sanitari (membri della squadra, meccanici, commissari, funzionari, corridori stessi, ecc.). L'UCI ha sviluppato a questo scopo strumenti di riconoscimento, disponibili a tutti attraverso un semplice codice QR.

È obbligatorio denunciare ogni caso di commozione cerebrale al Dipartimento medico dell'UCI e dichiarare ogni ritorno alla competizione del corridore interessato, utilizzando i documenti disponibili sul sito dell'UCI.

Un altro protocollo sanitario, giudicato in questa fase non più necessario per la stagione 2024, è quello relativo alla pandemia di Covid-19. Il Protocollo Covid-19 è stato messo in atto dall'UCI nel giugno 2020 per la prevenzione delle infezioni da virus responsabile del Covid-19. Questo protocollo, regolarmente adattato in funzione dello stato della pandemia, ha consentito la rapida ripresa delle gare su strada in piena pandemia.

Attualmente il virus circola ancora e si nota una debole ripresa epidemica, favorita dalla stagione invernale. Tuttavia, grazie alle estese campagne di vaccinazione, le forme della malattia rimangono lievi anche tra le persone vulnerabili.

Indossare una maschera, l’igiene delle mani e la ventilazione degli spazi chiusi – misure efficaci durante una pandemia – rimangono importanti. Le persone che risultano positive non sono più obbligate a isolarsi, ma il proseguimento dei gesti di barriera rimane essenziale. Queste misure rientrano nella responsabilità dei medici dell'équipe nell'ambito della prevenzione standard delle malattie infettive respiratorie.

Il presidente dell’UCI David Lappartient ha dichiarato: “La salute, la sicurezza e il benessere dei nostri ciclisti sono della massima importanza. Ecco perché l’UCI lavora continuamente per rispondere alle nuove situazioni e adattare i suoi protocolli all’ambiente in evoluzione in cui operano i ciclisti. Accolgo con favore il lavoro svolto dall'UCI, sotto la direzione del professor Xavier Bigard, al fine di stabilire un protocollo in caso di calore elevato, e incoraggio inoltre tutti coloro che sono coinvolti nel ciclismo a familiarizzare con il protocollo sulle commozioni cerebrali. Per quanto riguarda l’uso del tramadolo, sono estremamente soddisfatto del lavoro svolto dall’UCI per eliminarlo dal ciclismo e accolgo con favore il divieto della WADA su questa sostanza dall’inizio del prossimo anno”.

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COMMENTI
E poi
21 dicembre 2023 18:40 Miguelon
Se piove troppo gli diamo l'ombrello, se grandina li facciamo correre al coperto, se ci sono buche li facciamo salire in macchina. Il ciclismo premia il più forte nelle condizioni date. Se uno non ce la fa, molla. Dev'essere così. Altrimenti non è piu ciclismo.

Basta questi boomer basta
21 dicembre 2023 20:07 Finisseur
Una volta che fan una cosa sensata non sta bene. Che gente

Boomer?
21 dicembre 2023 21:19 Miguelon
Categoria sbagliata. E ragionamento per categorie. Il ciclismo è più affine agli iron men, che alla prestazione pura in condizioni controllate. Più variabili ci sono e più è ciclismo. La prestazione da laboratorio è la morte di questo sport.

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