AURÉLIEN PARET-PEINTRE: «LA TAPPA AL GIRO IL MOMENTO PiÙ BELLO, DELUSIONE DOPO IL TOUR»

PROFESSIONISTI | 10/11/2023 | 08:10
di Luca Galimberti

Francese di Annemasse, ventisette anni, professionista da cinque stagioni, Aurélien Paret-Peintre si è presentato al grande pubblico tagliando a braccia alzate il traguardo di Lago Laceno al Giro d’Italia del 2023. Per l’alfiere della AG2R Citroën Team quella ottenuta nella quarta tappa della Corsa Rosa dopo più di novanta chilometri è stata la terza affermazione in carriera e, come lui stesso ha dichiarato alla testata sportiva transalpina Le Quotidien du Sport anche «Il punto più alto della stagione e il momento più bello della mia carriera».


Aurélien, che si è classificato al quindicesimo posto nella Generale, è soddisfatto di ciò che ha ottenuto al Giro e ammette: «Mi ero preparato bene e sono arrivato in Italia con l’obiettivo di essere competitivo. Il Giro d’Italia è una grande corsa e centrare una vittoria di tappa, la prima in una corsa World Tour di altissimo livello, mi ha dato molta fiducia nei miei mezzi. È stata la conferma che preparandomi bene posso essere protagonista e raggiungere dei bei risultati».


Il 2023 ciclistico del “pittore” transalpino era iniziato a febbraio con la vittoria di tappa e il secondo posto finale nella graduatoria a tempo del Tour des Alpes Maritimes et du Var per poi proseguire con il tredicesimo posto nella Faun-Ardèche Classic e l’undicesimo posto finale nella Parigi – Nizza di Tadej Pogacar. «Nella prima parte di stagione ho avuto davvero delle buone gambe e dei buonissimi risultati come il quarto posto a La Loge des Gardes nella quarta tappa della Paris – Nice. Riuscivo a tenere il passo degli scalatori» afferma l’atleta dell’Alta Savoia

Sostenuto dalle buone sensazioni e galvanizzato dai risultati ottenuti nella prima parte di stagione tra Francia, Belgio (18° alla Liegi - Bastogne - Liegi, ndr) e Italia Paret-Peintre decide di competere anche al Tour de France in cui però non riesce a lasciare il segno e a mostrare le sue qualità come al Giro d’Italia. «La seconda parte della mia stagione è stata catastrofica. Mi sono presentato alla Grande Boucle stanco dopo le fatiche della corsa italiana ma comunque con fiducia. Speravo di far bene sulle Alpi, vicino a casa mia, invece mi sono ritrovato lontano dai primi e con cattive sensazioni. Ho finito il Tour de France deluso e frustrato ma ho imparato la lezione: se dovessi rifare il Giro non andrei al Tour subito dopo» dichiara Aurélien, che nel 2024 difenderà ancora i colori della formazione del General Manager Vincent Lavenu per cui gareggia anche il fratello minore Valentin.

Per il 2024 il più esperto dei Paret-Peintre non ha ancora un programma pianificato ma ha già iniziato a ragionare su alcuni obiettivi: «Alla Parigi-Nizza penso che riuscirò a migliorarmi arrivando più in alto nella Generale. Per la classifica dei Grandi Giri forse ho già raggiunto i miei limiti, sono competizioni molto gratificanti che però consumano anche tantissime energie. Dovrò analizzare bene la situazione per stabilire un programma adatto alle mie aspettative e alle mie capacità». Non sappiamo ancora quale Grande Giro e quale colore sceglierà, rosa o giallo le probabilità di vedere il “pittore” all’opera in Italia sono molte.

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