VENT'ANNI DOPO CHRISTINA RINCONTRA MAMMA TONINA NEL NOME DI MARCO

STORIA | 30/03/2023 | 08:55
di Guido La Marca

Una bella storia, raccontata questa mattina da Pier Bergonzi su La Gazzetta dello Sport. La storia di un amore, ma anche di un dolore per la perdita di quel ragazzo, di quell'uomo di nome Marco Pantani. Vent’anni dopo Christina ha provato anche lei a riavvicinarsi, «... per abbreviare l’agonia». Per lenirla, forse anche per medicarla. Christina Jonsson la storica fidanzata di Marco è tornata a Cesenatico, dove «ha vissuto gli anni più belli di quel Pirata che aveva conquistato il mondo a pedali, ma anche gli anni della caduta vertiginosa con quelle devastanti conseguenze che hanno portato Pantani a morire a Rimini, nell’algida stanza del residence Le Rose, il 14 febbraio del 2004, in circostanze che lasciano ancora tante, troppe domande aperte».


Vent'anni sono passati. Era l’estate del 2003, quando aveva deciso di staccare i ponti con l’Italia per rifugiarsi a Losanna, in Svizzera, dove ha lavorato in una galleria d’arte. «Ma non c’è stato giorno in cui non abbia in qualche modo pensato a Marco - racconta -. Quando ci ha lasciato, mi sono sentita sconfitta e distrutta. Piegata da un dolore così forte che ancora non ho superato del tutto. Ci sono voluti tanti anni di lavoro su di me per andare oltre, in qualche modo. Fino a poco tempo fa, non riuscivo a pronunciare il suo nome e stavo male appena sentivo qualcuno che parlava o raccontava di lui. Non sopportavo, e non sopporto ancora, chi ne parla male».


C'è voluto del tempo, per elaborare il lutto, per domare il dolore, per imparare a sopportarlo. «Ho prenotato e cancellato più volte i biglietti per venire a Cesenatico», racconta lei oggi. A metà marzo, finalmente, ha deciso di tornare a Cesenatico per incontrare mamma Tonina e papà Paolo Pantani, e anche Manola, la sorella di Marco. «E’ stato un passo importante - dice Christina -. Ci pensavo da anni, ma ho dovuto lavorare tantissimo su di me per riuscirci. Ho programmato e cancellato i voli più volte, ma alla fine sono stata davvero felice. È stato come superare l’esame più importante della mia vita. Avevo il timore che nulla fosse più come prima, che la città e le persone mi potessero respingere e invece è stato tutto facile, tutto bello e intenso. Ho capito, una volta di più perché amavo Cesenatico e la sua gente. Sono rimasta impressionata dalla crescita dei pini. Una cosa pazzesca. Cesenatico non è solo mare. È molto di più. E poi l’incontro con Tonina... e con Paolo e Manola. È bastato poco perché ritrovassimo le battute, le risate, quante risate, di 25 anni fa. Tonina mi aveva accolto in casa e mi aveva dato un lavoro nella piadineria. È sempre stata tosta, una dura. Una Pantani. Ma so che mi ha voluto bene».

Anche per Tonina Pantani l’incontro è stato un momento forte. «Sì, l’ho accolta come una figlia. Le avevo fatto sapere che mi sarebbe piaciuto incontrarla e sono stata felice che sia tornata a Cesenatico - dice mamma Pantani -. L’ho trovata molto più matura, molto dolce. Per tutti noi, e in particolare per Paolo, è stato un momento forte. Ci siamo fatti qualche risata quando le ho ricordato le mie sfuriate in piadineria, io ero un po’ “selvaggia”, le mie urla erano proverbiali e Christina se le ricordava bene. Del resto Marco in qualcosa, qualcosa tanto, assomigliava a me. E adesso spero di non perderla di vista. Tutto quello che mi riporta a Marco, per me è sempre una forte emozione».

 

 

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COMMENTI
Povero Marco
30 marzo 2023 14:56 Plinio di Lato
Troppo forte il ricordo delle gesta sportive per lasciarlo al solo ricordo dei tifosi.

grande
30 marzo 2023 20:58 pasticca
era un puro con i suoi lati belli e quelli meno

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