CASO AERTS. QUEL PULLMAN DI TIFOSI MESTI CHE CHIEDONO GIUSTIZIA. L'UCI RISPONDE CHE...

CICLOCROSS | 02/11/2022 | 08:12
di Francesca Monzone

Ieri al Koppenbergcross di Oudeenard in mezzo alla folla festosa che arrivava per la prova del X2O Trofee, è arrivato un pullman pieno di tifosi la cui espressione però era tutt’altro che gioiosa.


In silenzio e guardando dritto davanti a loro, il gruppo di tifosi con in mano mazzi di crisantemi e magliette a lutto si è fatto strada fra la gente e con un lungo striscione sono arrivati vicino al traguardo. Erano i tifosi del campione di ciclocross Toon Aerts, che a Oudeenarde aveva vinto nel 2018.


I tifosi di Toon Aerts hanno organizzato un pullman per protestare contro l’UCI, che otto mesi fa ha comunicato al fiammingo il ritrovamento di una sostanza proibita in un suo campione di urine. Dal ritrovamento del farmaco vietato Aerts si è autosospeso, ma l’UCI ancora non ha comunicato la propria decisione nei confronti del ventinovenne belga.

Era il 19 gennaio del 2022 quando, tra le gare di Flamanville in Francia e Hamme nelle Fiandre orientali, Toon Aerts aveva ricevuto la visita a sorpresa di un ispettore antidoping. Dieci giorni dopo quel controllo nella sua abitazione il belga stava partecipando al Mondiale di Fayetteville, negli Stati Uniti, senza immaginare che a breve qualcosa sarebbe successo.

Il 15 febbraio, quasi un mese dalla visita dell’antidoping, Aerts ha ricevuto una lettera proprio dall’UCI che gli comunicava la sua positività al letrozolo, un farmaco proibito di cui il belga ignorava l’esistenza. 

Il giorno dopo Aerts, convinto della propria innocenza, ha deciso di autosospendersi dalle gare in accordo con Sven Nys e la sua Baloise Trek Lions, in attesa di ulteriori comunicazioni da parte dell’UCI. Il fiammingo non aveva mai ricevuto una comunicazione con un divieto di partecipazione alle corse, ma non sapendo quale decisione sarebbe stata presa dall’Unione Ciclistica Internazionale, aveva deciso di seguire il documento antidoping che stabilisce che in caso di una non partecipazione alle gare per la durata dell’intero periodo di sospensione anche se precedente alla comunicazione ufficiale, il corridore potrà riprendere a gareggiare perché avrà già scontato la sanzione inflitta.

Un caso analogo era accaduto a Denise Betsema che, sospesa nell'aprile 2019 per positività, decise di fermarsi immediatamente nell’attesa di ulteriori comunicazioni. Solo a gennaio del 2020 l'UCI comunicò la sua sentenza con una sospensione di sei mesi. La Betsema che si era già fermata ad aprile, aveva facilmente dimostrato di non gareggiare da più di sei mesi e così le venne permesso di riprendere immediatamente le gare.

Qualora Aerts interrompesse i suoi mesi di inattività anche con una sola gara, l'UCI, in caso di conferma della positività avrebbe la facoltà di non tenere conto del periodo di fermo. Aerts è certo della sua integrità e per farlo si è lasciato crescere i capelli, perché l’analisi dei capelli viene utilizzata per vedere se si è fatto uso di sostanze illecite. Il fiammingo senza dubbio è provato, ma fisicamente è pronto per tornare a gareggiare. Appena possibile il campione di ciclocross sarà ai nastri di partenza, ma non vestirà più la maglia della Baloise Trek Lions di Sven Nys, ma quella della Tormans CX con cui ha già firmato un contratto.

AGGIORNAMENTO

QUESTO POMERIGGIO L'UCI HA EMESSO UN COMUNICATO RIGUARDANTE TOON AERTS

Il caso riguardante Toon Aerts è ancora in corso e l'UCI di solito non commenta le cause pendenti. Tuttavia, alla luce di informazioni inesatte e/o incomplete che sono state rese pubbliche in merito a questo procedimento, l'UCI desidera chiarire quanto segue:

Sospensione provvisoria:

Il 14 febbraio 2022 a Toon Aerts è stato notificato un riscontro analitico avverso (AAF) per il metabolita del letrozolo (Bis-4-ciano-fenil-metanolo) in un campione raccolto durante un controllo fuori concorso svoltosi il 19 gennaio 2022 (L'UCI ha rilasciato una dichiarazione al riguardo il 16 febbraio 2022). Il letrozolo e i suoi metaboliti sono qualificati come sostanze specifiche nell'elenco delle sostanze proibite dell'Agenzia mondiale antidoping.

In tali casi non è richiesta la sospensione provvisoria obbligatoria e il Sig. Aerts non è stato sospeso provvisoriamente dall'UCI. Ogni corridore può, tuttavia, decidere di accettare una sospensione provvisoria e di astenersi dal partecipare a gare su base volontaria.

Stato del procedimento:

In conformità con il regolamento antidoping, l'UCI ha offerto al sig. Aerts l'opportunità di fornire le sue spiegazioni per l'AAF. Il Sig. Aerts ha scelto di farlo, e durante questo processo ha avanzato diverse richieste che ha ritenuto necessarie per supportare le sue spiegazioni. L'UCI ha sempre rispettato i diritti procedurali del sig. Aerts e lo ha assistito in tutte le indagini pertinenti con terzi.

Le fasi successive del procedimento sono le seguenti:

- Il sig. Aerts fornirà le sue spiegazioni finali per l'AAF;

- l'UCI esaminerà tali spiegazioni (comprese eventuali prove a sostegno) e, se pertinente, potrà proporre un'accettazione delle conseguenze come previsto dal Codice mondiale antidoping e dalle Regole antidoping dell'UCI;

- se il sig. Aerts rifiuta qualsiasi proposta di Accettazione delle conseguenze, il caso sarà deferito al Tribunale antidoping dell'UCI.

In questa fase, l'UCI non può fornire indicazioni sui tempi per la conclusione del procedimento del sig. Aerts. L'UCI continuerà a rispettare il diritto del Sig. Aerts di presentare il suo caso e procederà il più rapidamente possibile non appena riceverà la posizione finale del Sig. Aerts. Ulteriori dettagli sul processo di gestione dei risultati dell'UCI sono disponibili nel documento Informazioni chiave sui procedimenti antidoping sul sito web dell'UCI.

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COMMENTI
Inqualificabile UCI
2 novembre 2022 10:42 Plinio di Lato
Questi comportamenti minano la carriera di un atleta che è relativamente breve. Gli atleti meritano risposte riguardo a squalifiche, rapide e certe. Se uno è positivo rimane perché aspettare a comunicargli la squalifica? Se una analisi è dubbia non è il tempo che fa cambiare l'esito: in quel caso l'analisi non è positiva quindi l'atleta non va squalificato.

UCI
2 novembre 2022 11:52 Anbronte
L UCI è un accozzaglia di incapaci, vedi caso Gazprom, con ricchisdimi stipendi , senza competenze. Questi , dirigenti UCI, vanno eliminati dal potere, ma le federazioni non fanno niente, sono conniventi con questo schifo.

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