L'ORA DEL PASTO. VITO TACCONE, UNA VITA TUTTA DA LEGGERE

LIBRI | 08/03/2022 | 08:04
di Marco Pastonesi

Era figlio della miseria: “Andò a lavorare non appena ebbe l’età per farlo, ma forse anche prima. Con un bastone di legno, alla stregua di un direttore d’orchestra, pascolava le pecore di papà Gaetano”, “nella mano sinistra reggeva un sacco di juta, mentre con la destra estraeva semi da spargere nei campi”, “con la schiena ricurva e la camicia sbottonata fino al petto, spaccava la legna”.


Poi incontrò una bicicletta: “Aveva quattordici anni quando iniziò a lavorare al forno di Michetti di piazza Cavour ad Avezzano”, “si occupava di consegnare il pane ai clienti, a bordo di una bici con il cestino di ferro agganciato al manubrio”, “la bicicletta che aveva in casa, sgangherata e arrugginita”, “era del padre, fornitagli dall’allora Ente Fucino”.


E la bicicletta gli cambiò la vita: “Ogni occasione era buona per arrivare in cima, tentando di migliorare le proprie prestazioni””, “le gambe erano dinamite pronta a esplodere e i polmoni avevano una riserva d’aria straordinaria”, “in sella alla sua bicicletta, il garzone diventava una furia”, “in cuor suo si faceva largo l’ambizione di diventare un ciclista”, “poteva essere soprattutto una via di fuga dalla miseria”.

Fu così che divenne un lupo (“Devo essere lupo perché ho fame, la mia famiglia ha sempre avuto fame. Ogni vittoria è una rapina”), un rapinatore (“Io vado alle corse come un rapinatore entra in una banca. Ogni vittoria significa una cambiale in meno che mia madre non deve più pagare”), un guerriero (“Era in guerra con la vita, perché da essa si sentiva derubato”). Fu così che divenne un corridore. E fu così che divenne “Vito Taccone – il Camoscio d’Abruzzo”, come nel titolo e nelle 160 pagine di Federico Falcone (Radici edizioni, 15 euro).

Vita, morte e miracoli. Tre vite, una morte e memorabili miracoli. La prima vita da bambino, amputata dalla morte del padre, un episodio (un assassinio?) mai risolto, la seconda da corridore (dai sedici ai trent’anni), la terza da imprenditore (ristorante, bar, proprietario di un liquorificio, poi di un’azienda di abbigliamento sportivo). La morte, un infarto, da solo, di notte, nel proprio letto. E i miracoli, otto tappe e una maglia rosa al Giro d’Italia, un Giro di Lombardia, un Giro del Piemonte, un Giro di Toscana, tappe al Giro di Romandia e di Svizzera. E il primo miracolo, nella seconda corsa disputata, a L’Aquila: “La corsa – scrisse il giovane cronista Bruno Vespa – è stata vinta dal dinamico Taccone, basso e tarchiato di statura, appena visibile sulla bicicletta”.

Lo avrebbero visto tutti, su e giù dalla bicicletta, perché Taccone era incandescente per la voglia e fluorescente per la fame, brillava di forza e splendeva di energia, si accendeva con uno scatto e s’incendiava con una polemica. In corsa era capace di tutto: aggiudicarsi quattro tappe consecutive al Giro del 1963, ma anche gettare la bici a terra e prendersi a cazzotti con lo spagnolo Fernando Manzaneque o con l’emiliano Nunzio Pellicciari, conquistare per la prima volta il Muro di Sormano al Lombardia del 1961, ma anche non sopportare e non rispettare ruolo e compiti da gregario, fosse stato anche per campioni come Felice Gimondi o Italo Zilioli. Perché era fatto così: io, io, io. La gente, soprattutto dall’Abruzzo in giù, se ne appropriò. Sergio Zavoli, al “Processo alla Tappa”, lo assoldò. Alcuni compagni se ne innamorarono, altri invece non lo tolleravano.

Falcone ha scavato e ritrovato il Taccone bambino, corridore e imprenditore, cercando amici, parenti, giornalisti, frugando in giornali, archivi, memorie, recuperando curiosità, episodi, storie, resuscitando tornanti, volate, podi. “Indimenticabile lo striscione a Roccaraso che, in perfetto dialetto pescarese, recitava: ‘Tacco’, strascina Anchetil pe li capill’ (Taccone, trascina Anquetil per i capelli, cioè fagli vedere chi sei, ndr)”. “Gli amici di una vita organizzarono un aperitivo di bentornato e, tra un bicchiere e un altro, gli porsero un pacco. Era un regalo. Lo scartò e vide un televisore. Non ne aveva mai posseduto uno”. “Per dimostrare al Cannibale (Eddy Merckx, ndr) di potergli stare a ruota, a un certo punto della corsa lo affiancò e iniziò a pedalare con una gamba sola, fissandolo dritto negli occhi con ghigno cagnesco”. “Adorni tentò più volte la fuga, sempre ripreso da Vito, che a un certo punto lo guardò e disse: ‘Vitto’, solo se svengo mi stacchi’”.

Irascibile, imprevedibile, intrattabile, eppure Taccone aveva un cuore grande così. Falcone ha salvato un altro miracolo di Taccone nei ricordi di Primo Franchini, suo gregario, caduto in gara e dato per morto da Adriano De Zan: “Mi avevano addirittura coperto con un telo. Intorno a me vi erano il medico, i dottori della Croce Rossa e le ammiraglie scoperte. Ma anche la morte non aveva fatto i conti con Vito, che si fermò e venne da me. Ma quello non è morto!, esclama. Mi prese e mi portò dentro l’ammiraglia, avevo il volto tumefatto e coperto di sangue. Aprii gli occhi, lo guardai e biascicai parole e casaccio perché ero ancora sotto shock. Poi scoppiai a piangere”. Risorto.

Copyright © TBW
COMMENTI
Taccone gambe e dialettica
8 marzo 2022 12:10 marco1970
Taccone dopo la vittoria di quattro tappe consecutive in un giro d'Italia e alla fine ne vinse una quinta,il tappone dei monti Pallidi,se non ricordo male,conquistò grandissima popolarità,titoloni sui giornali e grande visibilità televisiva data la sua dialettica da tribuno.Purtroppo ci manca nel ciclismo un personaggio così mediatico.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Una muscolare dimostrazione di impatto mediatico da parte del Tour de France? Verrebbe da dire, “sai che scoperta!”, leggendo il report proposto da Aso in materia di seguito televisivo e non solo. La dovizia di dati eclatanti, invece, fa capire...


In vista del Tour de France Femmes 2026 ha cambiato il proprio nome in UAE Team L'IMAD, ma l’obiettivo del team emiratino di Elisa Longo Borghini è chiaro: essere protagonista da Losanna a Nizza, lungo tutte le nove tappe della...


In occasione del Tour de France Femmes avec Zwift (1–9 agosto 2026),  Alé ha realizzato una nuova livrea per il team Fenix-Premier Tech, che le atlete indosseranno lungo le nove tappe della più prestigiosa corsa del calendario ciclistico femminile. Pensata esclusivamente per...


È una storia che si ripete e si rinnova. Quei quattro amici al bar ormai sono cresciuti e hanno creato da una bottega un’officina, da un’officina una vera e propria industria. Loro sono Andrea Camerana, Gian Luca Pozzi, Robert Carrara...


Columbus, lo storico produttore milanese di tubazioni per telai e componenti,  ha annunciato l'ampliamento della sua collezione di manubri e forcelle in carbonio con una serie di componenti dedicati al ciclismo su strada, allroad e gravel. Vengono introdotti tre nuovi manubri integrati leggeri –...


Da Losanna a Nizza, dalla storica partenza in Svizzera alla Francia, il Tour de ance Femmes è pronto ad ospitare 9 giorni di grande battaglia. Dal 1 al 9 agosto, 9 tappe per un totale di 1175 km tutti concentrati...


Garmin Ltd. (NYSE: GRMN) ha annunciato di aver acquisito le piattaforme di allenamento TrainingPeaks e TrainHeroic, destinate ad atleti e allenatori. L'acquisizione rafforza l'ecosistema fitness di Garmin, offrendo esperienze di allenamento personalizzabili per gli atleti che praticano sport di resistenza, forza e atleti orientati alle...


Week end veneto per la formazione Continental del Team Biesse Carrera Premac, attesa da due gare per Elite e Under 23 in due giorni.Sabato in agenda c'è la Zanè-Monte Cengio, dove la line-up guidata dai ds Marco Milesi e Dario...


Dalla Val di Vara con partenza da Brugnato in provincia della Spezia ed arrivo a Barbarasco in provincia di Massa Carrara in Alta Lunigiana. Sarà l’itinerario di un’attesa sfida tra diversi dei migliori juniores nazionali in programma domenica pomeriggio...


Parte con un podio il cammino dell'Italia agli Europei di MTB di Monteceneri. A regalare il primo sorriso alla Nazionale è Juri Zanotti, splendido secondo nella prova XCC Elite, al termine di una gara vissuta sempre nelle posizioni di vertice e...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra