Doping: serie A e B ritardano, il ciclismo non può ritardare...
| 30/01/2009 | 12:48 Il consiglio direttivo dell'Associazione italiana calciatori, "in segno di solidarietà" per i calciatori Daniele Mannini (giocatore del Napoli, al tempo dei fatti al Brescia) e Davide Possanzini (Brescia) e "di protesta per la scandalosa sentenza che li condanna" (sono stati squalificati per un anno dal Tribunale sportivo di Losanna per un ritardo di 25 minuti al controllo antidoping), si legge in una nota, "ha deciso che nella prossima giornata di campionato di Serie A e di Serie B, compresi gli anticipi ed i posticipi, le squadre scenderanno in campo con 15 minuti di ritardo". Un'azione di protesta, ha spiegato il presidente dell'Aic Sergio Campana, "che ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'enormità del caso e vuole essere anche un messaggio al Coni ed alla federcalcio per una riflessione operativa sulla sentenza del Tas di Losanna e sulla necessità di iniziare un percorso di rivisitazione della normativa Wada".
Un chiarimento: i due calciatori si presentarono 43 minuti dopo l'orario fissato (che già nn è tassativo, ma un periodo di tempo) per il controllo antidoping. I ciclisti non possono nemmeno permettersi di ritardare o asciugarsi il viso: al Tour de France, per esempio, i corridori sorteggiati vengono affiancati da bodyguard immediatamente dopo il traguardo e accompagnati al controllo antidoping senza poter nemmeno incontrare il personale della loro squadra, altro che doccia o massaggi... Protestino pure, i calciatori: la triste realtà è che il mondo dello sport continua ad andare a velocità diverse.
Queste cose vanno fatte sapere ai dirigenti e al mondo sportivo in generale.Il ciclismo lo sà già!!
30 gennaio 2009 14:14lorianoclubbasso
Ma l'opinione pubblica lo sa che nel CALCIO su 152 controlli 8 sono POSITIVI.
Mentre nel CICLISMO su 145 controlli sno 6 i POSITIVI.
Allora dobbiamo scendere NOI in piazza a difendere i nostri corridori,sempre bistrattati,derisi da molti che di CICLISMO non sanno niente!
Ormai è di "MODA" parlar male dei CORRIDORI CICLISTI,sì, una "MODA"
da CRETINI! Ma l'ITALIANO CAPISCE TUTTO QUESTO O NO?
coesione
30 gennaio 2009 15:10ciba
C'è una cultura totalmente diversa nel mondo del pallone e lo si evidenzia da questa ennesima presa di posizione da parte del CALCIO. Se quanto accaduto, si fosse verificato nel ciclismo, solidarietà e coesione sarebbero rimaste utopia. DOBBIAMO RIFLETTERE E ANZICHè GODERE sugli errori del e nel nostro ambiente, capire quando è il caso di usare gli stessi mezzi che usa il calcio e cioè unione e azione di forza ( ben inteso , solo a livello mediatico!!!! ), rendendo credibilità ad uno sport che deve rialzarsi e dal quale si devono e vanno allontanati tutti coloro che intendono ancora barare.
bella rivolta.....
30 gennaio 2009 15:27Dmz
ancora una volta ci siamo di mezzo, per far vedere quanto i ciclisti sono colpevolizzati,perchè i calciatori basta poco che si inventono subito qualcosa,anche quella di far sciopero. forse non ci stanno??.....
mi auguro che qualche persona possa far mettere, anche a loro tutti,come ai ciclisti, i relativi accompagnatori al controllo antidoping per evitare tuttu cio'.........
30 gennaio 2009 19:36adriano
Dov'è l'associazione corridori?
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