SICUREZZA, LE INNOVAZIONI CHE CI HA PROPOSTO IL TOUR DE FRANCE

NEWS | 27/07/2021 | 07:50
di Silvano Antonelli

Tra i tanti risultati di questo ultimo Tour, anche il tema della sicurezza ha avuto la sua parte, e non sempre nel modo giusto. In particolare per quanto avvenuto nelle prime tappe, dove alcune eclatanti cadute seguite da eccellenti ritiri, hanno inevitabilmente occupato gli spazi della discussione, della critica, della polemica, inducendo ad una emotiva ricerca di soluzioni immediate, tra cui la sperimentazione di estendere la zona di neutralizzazione come nel finale della tappa di Carcassone.


Un “pannicello”  di maggior tutela per chi cura la classifica, ma che non riduce assolutamente i rischi di cadute, per lo più legate a strategie di finali forsennati, irrigiditi da blocchi di intere squadre a protezione del loro velocista o capitano. Una sorta di “tutti avanti” negli ultimi 20 chilometri, con il gruppo a gonfiare sull’intera sede stradale, come un palloncino che scorre a fatica dentro un tubo troppo stretto.


Certamente, per la sicurezza, tutto va osservato e nulla trascurato o intentato, ma mentre quasi tutti, ancora una volta, hanno riflettuto, lamentato e proposto osservando unicamente le conseguenze di certe cadute, non altrettanto si è compreso e stigmatizzato ciò che invece gli organizzatori del Tour hanno quest’anno portato sul terreno della sicurezza, innovando il modo di segnalare e proteggere gli ostacoli presenti sulla carreggiata. Uno studio che interviene su quelle circostanze che, ormai, purtroppo, rischiano di trasformare le corse in veri percorsi ad ostacoli, gimcane, labirinti di cui capire da che parte uscirne.

Situazioni che notiamo, in particolare, negli attraversamenti dei centri abitati, dove gli arredi urbani, i dossi e le chicane “rallenta traffico”, hanno raggiunto livelli di fantasia assoluta, o, meglio dire, di pericolosità assoluta!

I francesi dell’ASO, infatti, con una scelta molto coraggiosa e un pochino azzardata, hanno deciso di abbandonare quasi per intero la segnalazione degli ostacoli e dei punti pericolosi fatte dagli agenti della Gendarmeria in moto, le così dette segnalazioni dinamiche, per sostituirle unicamente con le protezioni passive.

Non più agenti, talvolta in piedi sulle staffe delle loro moto, ad agitare le loro bandierine triangolari gialle, per segnalare rotonde, spartitraffico, strettoie, dossi e quant’altro possa sporgere sulla carreggiata, bensì invece, protezioni di materiale sintetico avvolto in un tessuto plasticato a strisce bianche e rosse, facili da individuare, messe ovunque sia ipotizzabile un punto di rischio. Riducendo in tal modo anche il via-vai di motociclisti della scorta, coi loro sorpassi per portarsi di nuovo avanti, a segnalare sempre più, con manovre anch’esse rischiose, se non quando di disturbo ai corridori.

Niente più di tutto questo anche nei finali di gara, dove certe serpentine, seppure ben indicate da queste vistose protezioni passive, lasciavano con il fiato in gola, come fosse una roulette russa.

Arrivi anche esteticamente più apprezzabili, con immagini esclusivamente fatte di corridori, senza nessuna moto “safety” a precederli nell’intento di indicare loro le traiettorie migliori, come invece è diventata una discutibile abitudine italiana.

Il risultato finale è che questa scelta dei francesi è stata premiata in toto, senza cadute o ricadute negative di alcun genere. Stabilendo un esempio di soluzione sulla quale riflettere ed anche misurarsi, ricavandone magari soluzioni intermedie, coscienti che quanto fatto al Tour ha dei costi organizzativi molto elevati, con grande impiego di manodopera e mezzi di trasporto. Da integrare con l’uso di colonnine a pannello luminoso e segnalatore acustico, per indicare le difficoltà di una curva, di un restringimento di carreggiata o di uno spartitraffico superabile da entrambi i lati. Strumenti anche questi costosi e abbastanza complicati da gestire, ma molto efficaci, che dopo i francesi altri organizzatori vanno fortunatamente copiando, visto il vantaggio anche di non esporre gli addetti alle segnalazioni manuali  al rischio di essere loro stessi investiti dai corridori.

Sempre al Tour, buono anche il modo di frecciare il percorso con pannelli di colore giallo limone fluorescente, i più efficaci che esistano, da quest’anno differenziati tra quelli che stanno sull’incrocio e quelli che ti avvisano che stai per arrivarci, lasciando ai conducenti di moto e di auto al seguito, lo spazio utile per predisporsi alle svolte nel modo meno azzardato possibile.

Un Tour quindi molto interessante per la ricerca della sicurezza, anche se a fare notizia sono stati gli incidenti e non le soluzioni per evitarli. Peccato, perché un po’ tutti gli organizzatori, a partire da quelli nostri, meriterebbero maggiore considerazione per le continue e svariate difficoltà che devono affrontare.

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Perché
27 luglio 2021 14:41 noel
non usare i computer dei corridori come ricevitori di segnali emessi dai vari ostacoli, magari con colori diversi a secondo del tipo di pericolo, su cui istallare, di volta in volta, i trasmettitori...

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Si torna a salire sulle strade della Vuelta in una giornata nella quale anche il grande caldo promette di avere un ruolo importante: oggi si affronta infatti la rappa numero 14, la Jaen - Sierra de la Pandera di km...


Si delinea sempre di più l'elenco degli iscritti al 48° Gran Premio Industria & Artigianato di Larciano, corsa di categoria UCI ProSeries organizzata dall'U.C. Larcianese, che domenica 6 settembre aprirà la seconda parte di stagione del grande ciclismo in Italia....


Il Palazzo Senza Tempo di Peccioli, nel cuore della Valdera, ha ospitato la presentazione delle 2 classiche dell’Unione Ciclistica Pecciolese presieduta da Luca Di Sandro. Si tratta di Giro della Toscana-Memorial Alfredo Martini in programma mercoledì 9 settembre con partenza...


Santini svela la collezione FW26/27 con tecnologia Polartec, pensata per affrontare le diverse condizioni dell’inverno: dalla nuova Magic Plus Waterproof Jacket, progettata per affrontare le condizioni meteorologiche più difficili, con collo foderato in Polartec® Power Wool™ e un livello ancora più...


A un mese dalla disputa, il Lombardia U23 pubblica ufficialmente l’elenco delle squadre al via. Nonostante la concomitanza con i Campionati Europei UEC in Slovenia, in programma il 3 ottobre, la classica internazionale di Oggiono conferma un parterre di livello...


Selle Italia, in occasione della fiera IBF – International Bike Festival,  presenta UNICA, un innovativo progetto di customizzazione powered by idmatch che segna un nuovo capitolo nella personalizzazione delle selle. A differenza delle selle stampate in 3D convenzionali – dotate...


Sono arrivati come ogni anno a migliaia, in particolare dal Nord Europa ma anche da più lontano. Hanno invaso Santa Maria Maggiore e l’intera Valle Vigezzo con la loro allegria, il loro entusiasmo, le loro divise di lavoro, la loro...


L’ultima iscrizione al 28° Trofeo San Rocco, gara nazionale per juniores in programma domenica 6 settembre e giunta quasi in extremis, ha reso felicissimi i dirigenti del G.S. Amici del Pedale di Fabbrica di Peccioli, dal presidente Alessandro Bacciarelli ai...


Dopo l’intenso programma di gare dello scorso weekend, Riboli Team Autozai Contri torna in gara domenica 6 settembre al 28° Trofeo San Rocco, prova caratterizzata da un percorso particolarmente selettivo. I corridori dovranno affrontare per cinque volte un circuito nel...


Continua la serie di grandi appuntamenti per Team ECOTEK Zero24 che nei prossimi giorni si appresta ad affrontare una sequenza di gare molto interessanti. Si inizia oggi a Cepagatti (PE) con la 10/a Corsa del Dott.Carlo, gara di 112 Km...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra