DI ROCCO. «BENE LA RIPARTENZA, BENE IL RISPETTO DEL PROTOCOLLO»

INTERVISTA | 06/08/2020 | 08:00
di Francesca Monzone

Il presidente della Federciclismo Renato di Rocco tira le prime somme e fa un bilancio sul ciclismo italiano e la situazione politica del nostro Paese.

Presidente finalmente si è tornati a correre, si sente soddisfatto di questa ripartenza?
“A luglio avevamo ricominciato a correre in modo propedeutico in Emilia Romagna, con il fuori strada e le categorie giovanili. Nel rispetto delle regole, gli organizzatori di Extra Giro hanno creato una vera e propria festa dello sport multidisciplinare. Sabato c’è stata Strade Bianche e anche in questa occasione tutto è andato benissimo. Il livello organizzativo a livello sanitario è molto alto e non ci sono stati errori”.

Come si sta comportando il pubblico italiano?
“I tifosi hanno capito la situazione e almeno in queste prime gare abbiamo potuto vedere un comportamento di piena presa di coscienza e responsabilità. La gente è venuta a vedere le corse in modo disciplinato, lungo il percorso e non all’arrivo e alla partenza. Come Nazione che ha dato il via alle corse importanti mi sembra che ci stiamo muovendo molto bene all’interno di protocolli rigidi”.

Prima Siena e poi il Trittico Lombardo con la Milano-Torino. Come sta andando?
“Come detto, a Siena è andato tutto benissimo e al Trittico Lombardo i corridori sono stati veramente degli eroi. Dal caldo torrido della Toscana, sono passati ai temporali e al freddo, sembrava di essere ad una classica in Belgio. Per la Milano-Torino c’è stato un cast di corridori da Mondiale. Sono veramente soddisfatto”.

La Milano-Sanremo ha cambiato il suo percorso, a suo avviso è diminuito il fascino di questa corsa?
“Il percorso nuovo potrebbe far cambiare le strategie delle squadre, come sempre sarà una corsa da seguire con passione e potremmo vedere una corsa innovativa”.

È ripartito anche il ciclismo femminile, che più di quello maschile ha sofferto per i calendari della ripartenza.
“Le ragazze hanno corso prima in Spagna e poi a Siena e siamo andati bene con un quinto e decimo posto. Anche con le giovanissime stiamo andando bene e il ciclismo rosa ancora una volta si sta dimostrando pronto e competitivo e con le nostre ragazze che portano a casa risultati di prestigio”.

Ci saranno progetti importanti nel ciclismo femminile?
“Il nostro Paese sta portando avanti una iniziativa internazionale molto importante ed apprezzata. Un progetto che prevede l’arrivo di un gruppo di atlete afgane nel nostro Paese, dove si perfezioneranno e le aiuteremo a far conoscere la loro odissea sportiva e a realizzare il sogno olimpico. Una storia che stanno seguendo con attenzione da tutto il mondo”.

Con i più giovani a che punto siamo?
“Sono soddisfatto anche in questo settore, lunedì ero a Monza per la festa regionale della bicicletta. C’erano 940 giovani tra esordienti e juniores, questo vuol dire che stiamo lavorando bene”.

Il Tour de France sta richiedendo dei protocolli molto più rigidi rispetto a quelli italiani per accedere alle corse, sia ad atleti, tecnici federali e stampa. Come vi state organizzando?
“Il Tour ha deciso di attuare un protocollo più alto con test sierologici e tamponi per tutti, non solo per le squadre. L’Italia ha rispettato i protocolli stabiliti dall’UCI, ma Aso ha deciso di alzare la sicurezza. I test dovranno essere ripetuti a intervalli regolari per tutta la durata della corsa. Noi siamo riusciti a trovare un laboratorio che opera a livello internazionale, per tutto il nostro personale, faremo test prima in Italia e poi a Nizza e poi man mano che la corsa si sposterà, ripeteremo i test e li consegneremo. Bisognerà fare sia tamponi che test sierologici, così come ci viene richiesto”.

Potrebbe cambiare qualcosa a livello di protocollo sanitario?
“Attualmente come nel calcio i tamponi devono essere ripetuti ogni 4 giorni, penso che in autunno, così come dicono le comunità scientifiche, almeno per il ciclismo, si arriverà a farli ogni 10 giorni. Tra l’altro va detto che su tutti questi test non esiste una certificazione ufficiale, non viene indicato quale tipo di test fare”.

A livello politico cosa sta accadendo nello sport italiano?
“Questa situazione del Governo sta lasciando tutti molto preoccupati, sia  per come si muovono, che per la gestione. A livello di contenuti non sappiamo ancora di cosa si parlerà. Il decreto portato avanti dal ministro Spadafora, mi sembra che venga contestato anche dal suo partito. Dobbiamo attendere per capire quello che succederà”.

Si è parlato molto delle ipotesi elezioni e mandati con presidenti non più eleggibili. In quale direzione si sta andando?
“Dobbiamo capire cosa succederà per i mandati, per le assemblee e anche per lo svincolo degli atleti. In base alle scelte governative potrebbero essere mortificate le società che si occupano dello sport di base e della crescita degli atleti“.

Può spiegare meglio il problema del vincolo sugli atleti e i corsi di formazione?
“C’è in discussione l’eliminazione del vincolo sportivo sull’atleta. Un atleta a livello professionistico può passare liberamente da una società ad un’altra, mentre nelle categorie giovanili, esiste il vincolo, ovvero le società che cedono hanno il vincolo del premio di formazione. Per i giovani c’è bisogno di una crescita e stabilità per almeno un biennio. Il ciclismo e tanti altri sport non sono come il calcio, abbiamo il dovere di difendere le società che fanno promozione con i giovani”.

Il decreto oggi a che punto è?
“Doveva essere andato già al Consiglio dei Ministri, ma con la spaccatura politica, penso che attualmente sia molto difficile. C’è tempo fino al 8 novembre”.

C’è stata l’ipotesi che lei come tanti altri presidenti di federazione e lo stesso presidente del CONI, non potete più candidarvi alle prossime elezioni. Cosa si è deciso?
“Tutto è ancora in discussione. Il primo decreto prevedeva l’ineleggibilità dopo il secondo mandato. Abbiamo fatto presente che quasi tutti i presidenti di federazione sono già al secondo mandato e che c’è bisogno di avere una stabilità nel tempo anche per le cariche internazionali. Penso che 4 anni siano il numero minimo per avere credibilità internazionale e per essere conosciuti. Ulteriori 4 anni servono per entrare nei consigli direttivi, ma se alla fine del secondo quadriennio sei costretto a lasciare l’incarico, allora l’Italia perderebbe importanza a livello internazionale”.

La meritocrazia si scontra con il problema dell’età dei presidenti?
“Io penso che se uno ha lavorato bene, allora è giusto che continui. Abbiamo Presidenti della Repubblica non giovanissimi ma che lavorano bene e hanno un peso importante a livello internazionale. Prima di diventare Presidenti della Repubblica hanno fatto cicli politici molto lunghi, per tanto non capisco perché deve esserci un problema di eleggibilità per lo sport e non per la politica. Poi c’è anche il problema delle competenze. Possiamo vedere come al governo siano arrivate persone prive di esperienza e che ora amministrano, che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo devono cambiare tutto. Mi sembra comunque di percepire che almeno un altro mandato possano farlo tutti”.


Copyright © TBW
COMMENTI
Ma con la famosa riforma categorie???
6 agosto 2020 10:14 Roxy77
Tutto bene Caro Presidente ma ad oggi 6 agosto non è possibile che ancora ne è stata chiarita la situazione...resta tutto come prima (cosa che in molti si augurano) o tutti ripetono l anno?? Dobbiamo saperlo altrimenti è difficile ipotizzare le squadre per l'anno venturo soprattutto per le categorie giovanili.

Complimenti agli organizzatori. Giudici incompetenti
6 agosto 2020 13:34 comm65
Un plauso a Perego ed a tutto lo staff organizzativo.
I giudici di gara non hanno perso l'occasione per rimarcare ancora una volta la loro incompetenza: a) classifiche con appena 10 nomi ( non si chiede tutto il gruppo ma qualcosina di più magari sì, b) comportamento scorretto in volata non sanzionato, c) partenza alla gara donne esordienti con atleta vestita da maglia tricolore di cui non ha diritto indossare, d) ecc.
Sarebbe il caso che i vertici della categoria dopo un quadriennio di insuccessi avessero il buon senso di dimettersi.


Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
A quasi 52 di media Patrik Rosola Pezzo si è aggiudicato la quarta edizione della Cronoversilia, anteprima della Tirreno-Adriatico professionisti, organizzata dal Pedale Lucchese Poli con il patrocinio del Comune di Camaiore e l’apporto della RCS. La gara con 32...


L’Union Européenne de Cyclisme ha tenuto il proprio Congresso annuale ad Avignone (Francia), nella prestigiosa cornice del Palais des Papes, uno dei luoghi simbolo della storia europea. Una sede di straordinario valore culturale e istituzionale che ha rappresentato il contesto...


La prima tappa della Parigi-Nizza di quest'anno è stata vinta da Luke Lamperti di EF Education-EasyPost che ha messo fine a un lungo periodo di digiuno della sua squadra. Alla corsa francese però, gli occhi sono puntati in particolare su...


Ha conosciuto da vicino, con una breve esperienza di soldato, la sanguinosa Guerra civile del Tigray (durata un triennio con 800 mila morti e milioni di rifugiati), nel nord dell’Etiopia dove in queste ore, a due anni dal raggiungimento della pace,...


Il mondo del ciclismo piange Dario Corbetta, scomparso ieri all’età di 64 anni dopo aver combattuto con una grave malattia. Lecchese, classe 1961, Corbetta nelle categorie giovanili aveva corso da Allievo per la Alberto da Giussano, poi era passato tra...


Avete presente quante sono cento biciclette? Avete presente quala sforzo deve fare un'azienda per fornire un simile numero di biciclette ad una società sportiva? Eppure, in casa Cicli Piton non hanno tentennato un attimo! Sara e Simone Pitozzi hanno sposato...


Impossibili non notarli a Siena sul traguardo e nelle infinite inquadrature televisive, ma anche prima di questa gara non sono passati inosservati. I nuovi Aeroshade 2.0 Titanium rappresentano l’evoluzione di un modello che è mito in casa Scicon Sports e in questa nuova versione...


La Bardiani-CSF 7 Saber celebra la prima vittoria della stagione 2026 grazie a Vicente Rojas, che ha conquistato il Campionato Nazionale cileno su strada disputato a Pichidegua. Il corridore cileno, classe 2002, ha centrato il primo titolo nazionale della sua...


Per la 12ª volta consecutiva la Tirreno-Adriatico prenderà il via da Lido di Camaiore, anche stavolta con una cronometro individuale di 11, 5 km. Il percorso si snoda integralmente sul lungomare, è completamente pianeggiante e dal punto di vista tecnico...


Aveva diciassette anni, Pieter Corneliszoon Hooft, studente olandese di Amsterdam, quando disse che sarebbe andato a fare un giro, uscì di casa, attraversò Francia e Italia, soggiornò – fra l’altro – a Genova, Venezia, Roma, Napoli, Pozzuoli e Firenze, tornò...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024