MARTINELLI E FELLINE, IL TIMORE DEL GRUPPO E I FINTI CAMPIONI DEI RULLI

PROFESSIONISTI | 24/07/2020 | 00:50
di Pietro Illarietti

“La paura più grande per un corridore attualmente? Forse il gruppo. Stiamo per riprendere a correre. Ci sono atleti da ogni parte del mondo, in alcune gare ci saranno pure team che non hanno seguito protocolli così rigidi come il nostro. E poi in gruppo ci sono situazioni molto fluide. L'UCI ci chiede di soffiare il naso con i fazzoleti, ok va bene, ma prendi ad esempio il corridore che va prendere la borraccia e te la porta, probabilmente non sempre si atterrà ai protocolli, oppure nei viaggi, quando l'atleta è a casa non sappiamo cosa fa. E se un compagno ci chiede un gel nel finale di corsa non glielo diamo?”. 


Parlare con Davide Martinelli e Fabio Felline è come farsi guidare in un viaggio nella mente dei corridori che in questo momento sono ancora impegnati nei ritiri in altura e che si preparano al debutto di stagione (Fabio alle Strade Bianche e Davide al Trittico). Hanno lavorato tanto e non vogliono vedere le loro fatiche andare in fumo per qualcosa di imprevisto. "Il rischio zero non esiste" precisano.


La coppia è molto affiatata e qui a Livigno condivide la stanza nel bellissimo B&B che l'Astana ha preso in esclusiva al fine di evitare qualsiasi problema di contagio esterno. Hanno appena terminato una sessione di massaggi in una giornata, che per quanto leggera, ha comunque registrato qualche ora di bici. Siamo quasi alla fine del training camp in altura che li ha visti scalare molte delle montagne del comprensorio valtellinese e del vicino Engadina. Il programma è andato bene, unico neo per Martinelli che ha dovuto fermarsi per 3 giorni in via precauzionale a causa di un dolore al ginocchio, ora risolto.

Gli atleti sono divisi in gruppi, le famose bolle. Una da 5 e l'altra da 4 atleti. La vita dei gruppi viaggia su binari paralleli con staff dedicato. Anche gli allenamenti sono separati e di fatto i gruppi non si sfiorano mai. 

Felline e Martinelli sono 2 corridori in grado di fornire molti spunti di riflessione e guidano con piglio il discorso. La domanda spontanea va alla situazione contingente e a come si vive in questo ritiro blindato, con i contatti esterni ridotti all'osso in modo, una vita quasi monastica scandita dai ritmi del lavoro e del riposo. 

“In questo momento tutto è relativo. Si arriva da 3 mesi in cui solo il fatto di stare fuori all'aria aperta era un problema. Sono già felice di essere nella squadra. - racconta un lucido Felline in divisa da riposo blu navy - Ora hai paura del mondo extrabolla. Già entrare in un bar sembra pericoloso”. 

La realtà è cambiata anche nelle piccole cose. “Se incontri 2 ciclisti che non appartengono al team ora non ci stai a ruota. Eppure sono colleghi e tra poco saremo tutti assieme in gara. Parliamo di piccole cose che ora però sono diventate normalità”. 

Il piemontese aggiunge un dettaglio condiviso da molti. “A me manca non salutare con la stretta di mano. Però ora è così. Personalmente non sarei pronto ad un altro lockdown. Comunque voglio essere positivo e pensare al fatto che ora ci aspettano 3 mesi di fuoco. Se a novembre dovessero bloccare tutto sarebbe un problema. Noi corridori a novembre troviamo il tempo per fare tutto quello che le persone fanno il resto dell'anno. Questo mi crea ansia e ora non voglio rimandare niente ad un secondo momento”.

Un passo indietro e i 2 ricordano il lockdown: “Quando si è capito che le corse andavano per le lunghe - aggiunge Martinelli - abbiamo deciso di prendere le cose con calma e di non diventare matti con i programmi. Ad un certo punto non speravamo più nella ripresa”. 

Felline continua: “La cosa era diventata talmente grande che non c'era una via d'uscita. Non un discorso locale ma globale. La salute pubblica e l'economia sono passate davanti a tutto e qualcuno si preoccupava ancora solo del ciclismo”.

Il fatto che durante la quarantena qualcuno abbia potuto continuare ad allenarsi non turba i 2 atleti: 

Siamo tutti sulla stessa barca e quindi partiamo alla pari. Non crediamo che svizzeri o belgi siano avvantaggiati. C'è stato il tempo per pareggiarsi. In 3 mesi il gap è stato colmato”. 

Durante questa fase si sono viste anche molte imprese virtuali. “Mi sono preoccupato – afferma Martinelli - quando il ciclismo virtuale ha sostituito il ciclismo reale. Esistono le esigenze di sponsor, certo, ma si stava perdendo il senso del ciclismo. Il mio incubo (e ride) è quello di tornare nel lockdown ed essere obbligati a fare le gare sui rulli. Non amo questa sfida. I campioni nei test e nei rulli non son quelli su strada. Un giorno stavamo facendo una competizione on line ed ho ricevuto un messaggio da Philppe Gilbert che si lamentava per quando andassero forte i concorrenti. Non esiste un mondo in cui i cicloamatori levano di ruota (virtualmente i professionisti).

Andare in bici vuol dire saper guidare il mezzo, avere delle abilità nello stare in gruppo, rientrare dopo una foratura, saper stare in scia. L'essenza del ciclismo è saper frenare all'ultimo, scollinare su una salita con 10” di ritardo e fare il pezzo seguente a tutta per rientrare subito”. 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ottimo antipasto questa mattina ai Campionati del Mondo MTB di Val di Sole con la gara femminile Under 23, che ha aperto il programma della giornata prima delle attesissime prove Elite, culminate con la sfida per il titolo mondiale tra...


Riccardo Vesco aggiunge un altro tassello alla sua stagione di alto livello: il brianzolo del Team Guerrini Senaghese conquista la Castelfranco Veneto–Monte Tomba juniores, centrando la sesta vittoria stagionale e confermando ancora una volta la sua predilezione per gli arrivi...


Un finale al cardiopalma, entusiasmante, imprevedibile regala una splendida vittoria in rimonta a Brandon Fedrizzi che fa suo il 54° Trofeo Emilio Paganessi, seconda e conclusiva prova della “2 Giorni Ciclistica Internazionale Juniores di Vertova”. L’altoatesino della Borgo Molino Vigna...


Tadej Pogacar ha subito aggiornato i fan con una storia su Instagram, direttamente dal letto dell'ospedale di Barcellona, dove è stato ricoverato ieri sera in seguito alla caduta avvenuta a 32 km dal traguardo dell'ottava tappa. Con una smorfia ironica...


Parafrasando il detto "anche i ricchi piangono" la sensazione nella mente di chi vi scrive dopo la maledetta ottava tappa della Vuelta, giornata di trasferimento trasformatasi in carneficina di cadute, è che "anche i fenomeni alieni sono esseri umani". Rileggendo...


Tadej Pogacar, il fenomeno sloveno del ciclismo, ha avuto una carriera costellata di successi, ma anche di cadute. Il recente ritiro dalla Vuelta di Spagna a causa di una scivolata in gruppo ha riacceso l'attenzione sulle sue esperienze di caduta....


Ci sono momenti in cui la rivalità sportiva si ferma. Il risultato, la classifica, le vittorie e le ambizioni passano improvvisamente in secondo piano e rimane soltanto la preoccupazione per un collega, per un avversario che fino a pochi istanti...


Non solo Pogacar, purtroppo. Quella di ieri sulla carta era una tappa prova di difficoltà, so è rivelata un avera e propria ecatombe in fatto di cadute. Ecco l'elenco degli incidenti. Caduta al chilometro 3Stan Van Tricht (NSN): Diverse abrasioni....


Dopo lo choc di ieri, con la caduta di Tadej POgacar e il conseguente ritiro dell'uomo in maglia rossa, la prima lunga settimana della Vuelta España si conclude ai bordi del Mediterraneo con un autentico tappone: la Vila Joiosa/Villajoyos -...


Era uno dei movimenti di cui si vociferava da tempo ed ora è ufficiale: Shirin van Anrooij, dopo sette anni, lascerà la Lidl-Trek, team con il quale è passata professionista nel 2020, e si accaserà alla Canyon Sram. La 24enne...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra