LINEA VERDE. I SOGNI TRICOLORI DI MIRKO FONTANA

ALLIEVI | 17/04/2020 | 07:51
di Danilo Viganò

Ha un carattere di ferro ed è un guerriero in corsa. Corre sempre all'attacco e da questo punto di vista si sente un pò come Pantani, il suo grande idolo. Mirko Fontana, allievo di secondo anno, classe 2004, ha già la mente rivolta a questa stagione qualora si riuscirà a riprendere l'attività agonistica. Ci tiene a far bene, anche per migliorare il 2019 chiuso senza vittorie, in cui comunque è riuscito a raccogliere qualcosa di importante come il il titolo di Campione Provinciale Bergamasco, l'argento ai regionali in pista nell'Inseguimento a squadre (con Sala, Tebaldi e Martinelli), il secondo posto a Faloppio nel Comasco, i terzi a Cabiate, Telgate e Osio Sotto, la quarta posizione nella Pavia-Sabaghina, Corbetta e a Treviglio, tre volte piazzato nel Giro della Provincia di Como a tappe, nono nella Gazzaniga-Onore sono risultati di tutto rispetto.


«La prospettiva di vincere è un grande stimolo. So che dipenderà da come usciremo da questa situazione. Gli obiettivi fanno parte del gioco e mi fa piacere averne».


La prima bici, una mini mountain bike, gli è stata regalata dal nonno Angelo che ha trasmesso la sua passione di accanito cicloamatore al nipote. Il giovane Fontana abita a Cagliano una piccola frazione del comune di Colle Brianza, nel Lecchese, una fra le tante salite percorse abitualmente da migliaia di ciclisti, e che anche i professionisti affrontano in occasione della Coppa Agostoni di Lissone.

«Su queste strade mi alleno serenamente e molto bene. La salita di Colle Brianza, che affronto dal versante di Dolzago, praticamente la faccio ogni giorno, al rientro dagli allenamenti. Da casa mia ci vogliono ancora 1700 metri, ma la salita è molto più dolce. Sono convinto che questo lavoro mi tornerà molto utile».

In quel di Cagliano, Fontana vive con il padre Massimiliano, dipendente in una azienda di estintori a Milano, e sempre nel capoluogo lombardo lavora anche la madre Laura, impiegata in una casa editrice, mentre la sorella miniore, Asia, dal ciclismo è passata al nuoto. Mirko, che si definisce passista scalatore (173 centimetri per 65 chili) frequenta l'Istituto di formazione professionale Enaip Lombardia di Lecco come riparatore di veicoli a motore. Corre nella formazione orobica del Team F.lli Giorgi diretta da Stefano Segalini.

 

Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«Siamo molto avanti, e abbiamo degli ottimi corridori in tutte le categorie».

A quale età hai cominciato a correre?
«A 7 anni per la Costamasnaga La Piastrella, avevo una bici in ferro con la scritta del team di colore rossa».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Marco Pantani, era il mio idolo, uno scalatore fortissimo».

Quale altro sport ti piacerebbe praticare?
«Mi piacerebbe correre i rally».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono scontroso e mi arrabbio facilmente».

Il tuo modello di corridore?
«Vincenzo Nibali».

Cosa leggi preferibilmente?
«Tutto quello che riguarda i motori, e il settore tecnologico».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«Il carattere, gli occhi e la sincerità».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Niente, per me va bene così».

Piatto preferito?
«Pizza».

La tua attrice o attore preferiti?
«Cole Sprouse di Zack e Cody, e Ursula Corberò nella serie tv La Casa di Carta».

Chi è il tuo collega più simpatico?
«Il mio compagno di scuola e di classe, Thomas Pirelli».

Sei religioso?
«Non molto».

Paese preferito?
«Gli States, in particolare la California e Los Angeles».

Cosa vorresti che si dicesse di te in particolare?
«Che ho un bel carattere, e sono bravo nello sport».

Hobby?
«Play Station e tutto ciò che riguarda la meccanica».

La gara che vorresti vincere?
«Il campionato italiano».

Ti senti in debito con qualcuno in particolare?
«Con mio nonno, per tutti i sacrifici che fa per me».

Quale sarà il tuo obiettivo al rientro nelle gare?
«Di prendere subito la forma di inizio anno, e vincere più gare possibili per migliorare il 2019».

 

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