LINEA VERDE. LE PASSIONI DI ENRICO BAGLIONI

DILETTANTI | 08/04/2020 | 07:50
di Danilo Viganò

Aretino di Laterina, Enrico Baglioni è un giovane promettente con licenza di vincere. Come dimostrano i suoi quattro successi nelle due ultime stagioni con gli juniores nel team Stabbia, tra cui quella conquistata a marzo dello scorso anno nel Memorial Falcone a Terracina. Ma soprattutto le dieci affermazioni ottenute nell'ultima annata tra gli allievi: il tricolore a cronometro a squadre e nella Velocità a Squadre in pista, a Dalmine, con Tommaso Dati e Francesco Della Lunga, la Coppa Diddi e il Trofeo Villaggio San Pio X a Cesano Maderno quest'ultime prove dell'Oscar tuttoBICI.


Enrico inizia a correre su spinta del padre Ezio, che ha fatto una carriera più che onorevole tra i dilettanti vincendo anche gare importanti. Da qui la passione, che Baglioni trasforma in agonismo allo stato puro timbrando il primo tesserino con la società del Pedale Toscano Ponticino. Corridore talentuoso, adatto anche ai lavori di squadra ma anche bravo a cogliere l'attimo fuggente, altruista e dalle caratteristiche di passista veloce. La sua, fino a questo momento, è una carriera in crescendo, finalizzata all'obiettivo di passare tra i professionisti.


Baglioni vive a Laterina, nella provincia di Arezzo, località della Toscana famosa tra gli appassionati di ciclismo per il Gran Premio di Laterina, la corsa dei professionisti che non c'è più e, che nel 1977 fu vinta da Franco Bitossi allora in maglia Vibor sotto la direzione di Italo Zilioli: il compianto cittì della nazionale Alfredo Martini la inserì nel calendario come indicativa premondiale. Laterina è anche il paese dell'ex prof Gino Tigli (Magniflex Famcucine).

Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico e Linguistico Francesco Redi di Arezzo, Enrico si è lasciato attrarre dall'Università di Firenze, dipartimento di Fisica, che però ha frequentato per un paio di mesi «poi ho capito cosa mi piacesse davvero fare, quando ho scelto fisica ero convinto di aver intrappreso la strada giusta, ma il mio percorso universitario poi si è rivelato essere quello di medicina».

Oltre agli studi e alla bici, Baglioni trascorre le sue giornate in famiglia: il padre Ezio è titolare dell'agriturismo Casa Vacanze Le Fornaci di Latereto, appena fuori Laterina, mamma Giuliana gestisce un negozio di abbigliamento in paese, il fratello maggiore, Elia (ex ciclista) gioca a calcio in prima categoria nella squadra dell'Alberoro, mentre Emma, la sorella minore, studia da infermiera. Baglioni ha iniziato il 2020 con gli Under 23 della Maltinti Lampadari di Empoli guidata dal vulcanico Renzo Maltini, e diretta da Leonardo Scarselli e Tiziano Antonini.

 

Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«Siamo in buona salute, il ricambio generazionale è un processo già avviato, e anche tra i professionisti c'è... tanta roba».

A quale età hai cominciato a correre?
«A 6 anni per la società Pedale Toscano Ponticino, con una bici Viner rossa».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Eddy Merckx, per lui parlano la storia e le oltre 500 vittorie».

Quale altro sport ti piacerebbe praticare?
«Le gare di maratona».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono testardo e un pò impulsivo».

Il tuo modello di corridore?
«Peter Sagan per le sue caratteritische e l'immagine che dà».

Cosa leggi preferibilmente?
«Biografie di sportivi, attualmente sto leggendo il libro su Danilo Di Luca».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«Il carattere, che per un ciclista è fondamentale».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«In corsa lascierei spazio più all'immaginazione, e meno alla tecnologia».

Piatto preferito?
«Spaghetti allo scoglio».

Qual è la tua attrice o attore preferito?
«Non seguo molto il cinema, però mi stanno simpatici Brad Pitt e Angelina Jolie».

Chi è il tuo collega più simpatico?
«Ho sempre avuto ottimi rapporti con Jacopo Boschi».

Sei religioso?
«Non più di tanto».

Paese preferito?
«Apprezzo il mio Paese, l'Italia».

Cosa vorresti che si dicesse di te in particolare?
«Che sono una persona solare e altruista».

Hobby?
«Camminare nei boschi e la pesca».

La gara che vorresti vincere?
«Campionato del Mondo».

Ti senti in debito con qualcuno in particolare?
«Con nessuno».

Quale sarà il tuo obiettivo al rientro nelle gare?
«Disputare delle buone corse e ottenere buoni risultati».

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