COSTANTINO (AOCC): «FISSIAMO SUBITO LA DATA DEL 1° AGOSTO, AIUTERA' TUTTI A RIPARTIRE»

POLITICA | 03/04/2020 | 11:04

Franco Costantino, presidente dell’AOCC, scende in campo per chiedere certezze nel calendario che si sta cercando di ridisegnare e scrive quindi al presidente dell’UCI Lappartient, al presidente della Federazione Di Rocco e al presidente della Lega Ciclismo Professionisti Ghigo. Ecco la sua lettera:

Signori,
comprendo che nell’attuale situazione mondiale determinata dalla pandemia è veramente difficile prendere decisioni per cercare di non danneggiare l’attività sportiva del ciclismo che ormai si è mondializzata. Invito però ad esaminare e riflettere sulla collocazione della nostra attività nella realtà sociale che stiamo vivendo e alle priorità che vanno privilegiate e fra queste naturalmente la salute: nel nostro caso specifico quella degli atleti e degli operatori.

Dalle varie ipotesi che circolano nei vari siti e nelle interviste, appare abbastanza chiaro che l’UCI indica tre ipotesi per la ripresa dell’attività: inizio 1° luglio, inizio 15 luglio o, infine, 1° agosto 2020. Per ciascuna delle sopraindicate ipotesi si realizzerebbe un calendario che dovrebbe innanzitutto privilegiare le gare del circuito mondiale e quindi il calendario va costruito attorno a questi eventi.

Naturalmente per la ripresa delle attività è necessario che alle gare prendano parte i corridori che dovranno farsi trovare pronti dal punto di vista atletico per gli impegni programmati. La possibilità per loro di ritrovare una forma accettabile dipende dalle disposizione delle singole autorità nazionali, soprattutto di quelle attualmente nel pieno della bufera “coronavirus”, in particolare Italia, Spagna Francia e altri paesi europei, senza trascurare il continente americano. E questo, a mio avviso, non potrà accadere simultaneamente perché l’evolversi delle situazioni è differente.

Assieme agli atleti dovranno essere pronti gli organizzatori degli eventi i quali, a parte forse il Tour, dovranno ricostituire i rapporti, per le gare a tappe, con le località di partenza ed arrivo che, ricordiamocelo sempre, vivono una realtà di difficile gestione e non necessariamente potranno aderire a nuove date o supportare economicamente l’evento perché l’esigenza primaria è quella di pensare alla comunità ed ai suoi problemi anche di sopravvivenza economica.

Per iniziare questo lavoro di verifica occorre indicare e proporre una data “certa” per poter chiudere il progetto generale. Analoga esigenza esiste anche per le gare di un giorno.

Chi può oggi lavorare su tre ipotesi di calendario? Si può lavorare sulla carta ma questo, a mio avviso, non basta perché resta sempre una incertezza che mina alla base quanto sopra illustrato.

Ora mi domando perché non si lavora direttamente sulla terza ipotesi che prevede la ripartenza al 1° di agosto dando così il tempo alla pandemia di allentare la sua presa, alle Autorità coinvolte di avere tempo e pensiero per assistere le nostre iniziative e soprattutto ai protagonisti, corridori, Gruppi Sportivi e Organizzatore di porsi delle scadenze molto più “sicure”.

E’ meglio una soluzione anche imperfetta, ma tempestiva che una soluzione perfetta che arriva in ritardo.

Prendo atto che il nostro movimento necessità, per i corridori, di un periodo di riavvio per permettere loro di presentarsi al Tour con chilometri di corsa alle spalle, ma questo si può ottenere iniziando con gare nazionali aperte anche per gli stranieri, laddove possibile. Si potrebbero anche trasformare alcune gare in linea in gare a cronometro che permetterebbero di essere svolte su circuiti sicuri, evitando contatti e assembramenti pericolosi per la diffusione del contagio.

Grato per l’attenzione
Franco Costantino

ENGLISHVERSION

Gentlemen,
I understand that in the current world situation caused by the pandemic it is really difficult to make decisions to try not to damage the sporting activity of cycling which has now become globalized.

However, I invite you to examine and reflect on the location of our business in the social reality that we are experiencing and the priorities that should be privileged and, of course, health: in our specific case, that of athletes and operators.
From the various hypotheses circulating in the various sites and in the interviews, it is quite clear that the UCI indicates three hypotheses for the resumption of activity: beginning July 1, beginning July 15 or, finally, August 1, 2020.

For each of the aforementioned hypotheses, a calendar would be created which should first of all privilege the races of the world circuit and therefore the calendar must be built around these events.

Of course, for the resumption of activities it is necessary for the riders to take part in the races, who must be ready from the athletic point of view for the scheduled commitments. The possibility for them to find an acceptable form depends on the dispositions of the individual national authorities, above all of those currently in the midst of the "coronavirus" storm, in particular Italy, Spain France and other European countries, without neglecting the American continent. And this, in my opinion, cannot happen simultaneously because the evolution of situations is different.

Together with the athletes the organizers of the events must be ready as they, apart from perhaps the Tour, will have to reconstitute the relationships, for the stage races, with the places of departure and arrival which, remember always, live a reality of difficult management and not they will necessarily be able to join new dates or financially support the event because the primary need is to think about the community and its problems, including economic survival.

To start this verification work it is necessary to indicate and propose a "certain" date in order to close the general project. A similar need also exists for one-day races.

Who can work on three calendar hypotheses today? You can work on paper but this, in my opinion, is not enough because there is always an uncertainty that undermines as above illustrated.

Now I wonder why we are not working directly on the third hypothesis which foresees the restart of the activity on 1st August thus giving time to the pandemic to loosen its grip, to the Authorities involved to have time and thought to assist our initiatives and above all to the protagonists, riders, sports groups and organizers to set much safer deadlines.

Is better, even imperfect, but timely solution than a perfect solution that arrives delayed

I note that our movement requires runners to restart to allow them to show up on the Tour with kilometers of running behind them, but this can be achieved by starting with national competitions open also for foreigners, where possible.
Some online races could also be transformed into time trial races that would allow them to be held on safe circuits, avoiding dangerous contacts and gatherings for the spread of the infection.

Grateful for your attention
Franco Costantino

VERSION FRANCAISE

Messieurs,
Je comprends que dans la situation mondiale actuelle causée par la pandémie, il est vraiment difficile de prendre des décisions pour essayer de ne pas nuire à l'activité sportive du cyclisme qui est maintenant mondialisée.

Cependant, je vous invite à examiner et à réfléchir sur la place de notre entreprise dans la réalité sociale que nous vivons et les priorités qui devraient être privilégiées et, bien sûr, la santé: dans notre cas particulier, celle des athlètes et des opérateurs.
D'après les différentes hypothèses circulant dans les différents sites et dans les entretiens, il est bien clair que l'UCI indique trois hypothèses pour la reprise de l'activité: à partir du 1er juillet, à partir du 15 juillet ou, enfin, à partir du 1er août 2020.

Pour chacune des hypothèses précitées, un calendrier serait créé qui devrait privilégier tout d'abord les courses du circuit mondial et donc le calendrier doit être construit autour de ces événements.
Bien entendu, pour la reprise des activités il est nécessaire que les coureurs participent aux courses, qui doivent être prêts du point de vue athlétique pour les engagements programmés.

La possibilité pour eux de trouver une forme acceptable dépend des dispositions des autorités nationales individuelles, en particulier de celles qui sont actuellement en pleine tempête de "coronavirus", en particulier l'Italie, l'Espagne, la France et d'autres pays européens, sans pour autant négliger le continent américain. Et cela, à mon avis, ne peut pas se produire simultanément car l'évolution des situations est différente.

Avec les athlètes, les organisateurs des épreuves doivent être prêts qui, à part peut-être le Tour, devront reconstituer les relations, pour les courses par étapes, avec les lieux de départ et d'arrivée qui, souvenez-vous toujours, vivent une réalité de gestion difficile et ils ne pourront pas nécessairement rejoindre de nouvelles dates ou soutenir financièrement l'événement car le besoin premier est de penser à la communauté et à ses problèmes, y compris la survie économique.

Pour commencer ce travail de vérification il est nécessaire d'indiquer et de proposer une "certaine" date afin de clore le projet général.
Un besoin similaire existe également pour les courses d'une journée.
Qui peut travailler sur trois hypothèses de calendrier aujourd'hui. Vous pouvez travailler sur papier mais cela, à mon avis, ne suffit pas car il y a toujours une incertitude qui sape ce qui est illustré ci-dessus.

Je me demande maintenant pourquoi nous ne travaillons pas directement sur la troisième hypothèse qui prévoit le redémarrage le 1er août laissant ainsi le temps à la pandémie de desserrer son emprise, aux Autorités concernées d'avoir du temps et de la pensée pour accompagner nos initiatives et surtout aux protagonistes, coureurs, groupes sportifs et organisateurs pour fixer des délais beaucoup plus sûrs.
C’est mieux une solution même imparfaite, mais opportune qu’une solution qui arrive tard.

Je note que notre mouvement oblige les coureurs à redémarrer pour leur permettre de se présenter sur le Tour avec des kilomètres de course derrière eux, mais cela peut être réalisé en commençant par des compétitions nationales ouvertes également aux étrangers, si possible.
Certaines courses en ligne pourraient également être transformées en courses de contre-la-montre qui leur permettraient de se dérouler sur des circuits sûrs, en évitant les contacts et les rassemblements dangereux pour la propagation de l'infection.
Bref, il faut tout reconstruire comme les premiers pas pour un enfant ou pour un convalescent.

Reconnaissant l'attention
Franco Costantino

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COMMENTI
Riapertura
3 aprile 2020 14:14 paree
Non avete ancora capito che non riapriranno a manifestazioni con gruppi di persone,apriranno alle uscite non in gruppo....
Saltano olimpiadi,Wimbledon, mai saltato nella storia ,europei di calcio ecc.ecc.

Addio 2020
3 aprile 2020 15:37 lupin3
E dal 2021 il ciclismo sarà virtuale

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