L'ORA DEL PASTO. DIECI ANNI FA, IL BALLERO...

STORIA | 07/02/2020 | 08:10
di Marco Pastonesi

 


La notizia deflagrò come una bomba ed echeggiò come una campana. Solenne, profonda, cupa: a morto. Non ci si poteva credere. Perché lui era giovane (45 anni, ma vissuti fra le biciclette si dimezzano) e teneva famiglia (moglie e due figli, più l’intera famiglia allargata e allungata, una comunità quella del ciclismo), perché era una domenica mattina e di domenica mattina non si può e non si deve morire, perché il fatto era, anzi, andava, anzi, viaggiava contro natura. Non ci si poteva credere. Quante volte abbiamo dovuto chiederne la conferma, come se si trattasse di un incubo, quando basta aprire gli occhi, fare mente locale e poi scacciare le nuvole, la tempesta, l’apocalisse.


Fu proprio l’apocalisse quando Franco Ballerini, il 7 febbraio di dieci anni fa, si schiantò durante un rally vicino a casa sua. Da navigatore, stava leggendo e interpretando il percorso. La macchina non lo seguì, non gli obbedì, l’impatto fu inevitabile, agli occhi di un profano di automobilismo e di un fedele del ciclismo non sembrava assassino, eppure si rivelò estremo, terminale, fatale. Quattro ruote non furono sufficienti per mantenere quell’equilibrio che le due, da ragazzo a uomo, da corridore a tecnico, da discepolo ad apostolo, gli avevano regalato come una passione, una professione, una missione.

Prima fu la tragedia: la tragedia della morte. Poi fu il dramma: il dramma di Sabrina e dei figli Gianmarco e Matteo. Poi fu il funerale: che durò molto, moltissimo, infinitamente più delle funzioni religiose e civili. Poi fu lo strazio: quello di Alfredo Martini, che qui perse quel figlio che Elda, oltre a Silvia e Milvia, non gli aveva dato forse perché sapeva che sarebbe arrivato così. Poi fu il lungo, lunghissimo, anche stavolta infinito addio che non solo Franco Vita e Marco Mordini, i suoi autisti angeli custodi, ma tutti, proprio tutti, dal presidente della Federazione Renato Di Rocco al più umile degli appasionati di corse e corridori, non riuscivano a dargli. E che non riescono, che non riusciamo a dargli. Perché “il Ballero”, un po’ qua e un po’ là, un po’ su e un po’ giù, un po’ misteriosamente e un po’ miracolosamente, c’è. Il luogo dell’incidente si chiama Case al vento: e, a pensarci bene, non poteva chiamarsi diversamente, perché il vento era la sua casa, prima quello creato da passista, poi quello disegnato da commissario tecnico della nazionale italiana.

Curriculum e palmares – Roubaix e Mondiali, squadre e la Squadra - si possono trovare in tutti gli archivi. Quello che rimane, che si trasmette, che si tramanda, quello che risuona ed echeggia, quello che non morirà mai è l’umanità di Franco. Da Martini aveva compreso, sposato ed ereditato la capacità di parlare con tutti, dal presidente della Repubblica al bambino, alla panettiera, al pensionato, perché presidente della Repubblica, bambini, panettiere e pensionati erano (sono) il popolo del ciclismo. E lui era popolare nel senso che spopolava, faceva parte del popolo, era aria (vento), era terra-terra, era soprattutto strada, era un uomo di strada. Sapeva essere dovunque e comunque, sapeva parlare, e prima ancora sapeva ascoltare. Guardando negli occhi. Guardando nell’anima.

Non era un santo, “il Ballero”. Avrà avuto i suoi difetti, avrà commesso i suoi peccati, avrà oltrepassato i suoi limiti. Quel rally, per esempio. Che bisogno c’era di farlo, tra i presentimenti di Sabrina e le ammonizioni di Alfredo, facile dire adesso che allora avrebbe dovuto spegnere, una volta tanto, quel fuoco che gli ardeva dentro, come succede a tutti (quasi tutti) quelli abituati da una vita a cominciare la domenica all’alba e sfidare (sfidarsi) in una gara, in un romanzo, in un’avventura. Ma non c’erano gare di ciclismo, quel 7 febbraio, se non dall’altra parte del mondo. E così Franco morì.

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Poco meno di una settimana fa. Giulio Ciccone ci aveva tenuti incollati al televisore nelle ultime fasi della prova in linea dei campionati europei. Tanta gioia, ma soprattutto grande amarezza per quell'oro sfuggito via per tre millimetri. Un post social con...


La Polti VisitMalta oggi non si è limitata a comunicare, come di prassi, l'elenco dei corridori che domani sarà ai nastri di partenza del Lombardia. Che per la cronaca, saranno Ludovico Crescioli (fiore all'occhiello della formazione, reduce dagli Europei con...


A margine del XXVIII Premio Internazionale Vincenzo Torriani, delle cui assegnazioni presso la Madonna del Ghisallo vi ha raccontato oggi la nostra inviata Giorgia Monguzzi, c'è stato anche un momento legato a un grande ex corridore: l'olandese Tom Dumoulin, vincitore...


Domani la MBH Bank CSB Telecom Fort vivrà una giornata speciale affrontando per la prima volta Il Lombardia, che parte proprio da quella Bergamo che è la città sede storica del team. Intanto i dirigenti della formazione italo-ungherese sono al...


E' ormai diventata una tradizione della vigilia del Lombardia, anche quest'anno il premio Vincenzo Torriani ha animato il Museo de Ghisallo premiando campioni ed amici del ciclismo. Un doppio anniversario da celebrare tutti insieme, i 20 anni del Museo del...


Ieri Jacopo Mosca ha corso la sua ultima gara da atleta professionista. Il Gran Piemonte ha rappresentato la fine di un viaggio, ma anche l’inizio di qualcosa di nuovo, una nuova vita, sempre nel ciclismo ma dall’altra parte, con cui...


Nuiova avventura per Davide Ballerini: lo specialista italiano delle Classiche porta esperienza, un comprovato pedigree vincente e la passione per il pavé nella "Casa dell'Innovazione Ciclistica", ovvero la Pinarello Q36.5, con un accordo biennale. Alcuni corridori detestano il freddo,...


Giornata di annunci e novità in casa Netcompany INEOS: stamane la notizia dell'ingaggio del giovane talento spagnolo Markel Beloki, quest'oggi il "raddoppio" con l'arrivo dello scalatore colombiano Harold Tejada. Il ventinovenne sudamericano, che rafforzerà notevolmente le capacità della squadra in...


Il legame fra Como e Il Lombardia si fa sempre più stretto: non solo domani, infatti, perché il capoluogo lariano continuerà a essere protagonista de Il Lombardia presented by Crédit Agricole anche nel 2027, 2028 e 2029. È quanto annunciato oggi,...


KMC, leader mondiale nella produzione di catene per biciclette, ha scelto Ciclo Promo Components S.p.A. come nuovo distributore ufficiale per l’Italia, una certezza assoluta per presenziare in modo capillare in tutta la penisola. L’accordo appena siglato porta a rivenditori e professionisti del...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra