I MARTINELLI PEDALANO INSIEME

INTERVISTA | 25/01/2020 | 08:05
di Pier Augusto Stagi

Sarà come avere un papà in corsa o un direttore sportivo a casa? Una cosa è certa: Davide Martinelli non ha problemi a sentirsi figlio di, ma dopo quattro anni trascorsi nel team più vincente al mondo, sa anche che il suo passaggio all’Astana non è stato per grazia ricevuta.


Davide è uno dei volti nuovi dell’Asta­na 2020. L’uomo del Nord che serviva alla squadra di Alexander Vinokourov e che il team kazako non si è fatto sfuggire.


«Lasciare la squadra di Patrick Lefe­ve­re non è stato facile - ci spiega il figlio d’arte -, ma per me era un’opportunità da sfruttare. Alla Deceunick la vera con­correnza era all’interno: troppi e tali campioni che non era facile trovare spazio, anche se io alla fine me lo sono ritagliato. All’Astana, però, provo a mettermi in gioco. Ho l’età giusta per farlo e non è un caso che abbia firmato un contratto solo per un anno. Voglio mettermi alla prova e meritarmi la riconferma».
Davide ha cominciato a correre da G1 nel 2000, anche se ha saltato le categorie G5 e G6 per il calcio. Poi è tornato a pedalalare, da esordiente. Prima le maglie del Gs Ronco e Feralpi, poi quelle di Hopplà e Colpack, con due stage alla Sky, prima del passaggio al professionismo alla Quick Step: «A loro sarò sempre grato a loro», dice il ragazzo.

Beppe ha cominciato da esordiente con la maglia del Gs Europack, prima di passare alla Pezzini di Morbegno e da professionista alla Jolly Ceramica. I due, chiaramente, si conoscono fin troppo bene, ma siamo noi in questo caso a volerli conoscere meglio.

Quale pregio gli riconosci?
Beppe. «Davide ha voglia di fare, e questo mi piace».
Davide: «È schietto».

Difetto?
B. «Tagliente, ci sono dei momenti in cui le sue parole fanno male».
D. «È schietto, ma in determinate occasioni diventa anche intransigente».

Cosa ti aspetti dalla nuova stagione?
B. «Sono curioso di vederlo all’opera».
D. «Cerco il mio spazio e voglio pren­dermelo».

La corsa dei sogni?
B. «Qualunque corsa vinca a me va be­ne».
D. «La Parigi-Roubaix. Se piove e tira vento, ho qualche chance in più».

Sei contento se…
B. «Se Vino o Shefer a fine stagione mi dicono: “Però, mica male Davide…”.
D. «Se vinco e riesco a capire quali sono i miei limiti. Io non me li pongo e vado alla scoperta di me stesso».

Cosa ti colpisce della sua storia?
B. «Non mi sarei mai immaginato che al primo anno da professionista riuscisse subito a vincere (Tour de Provence, 2016)».
D. «La sua continuità nel mondo del professionismo non è cosa per tutti. Ha accompagnato tantissimi campioni al successo, è uno che sa cosa significa correre in bicicletta: non è da tutti».

L’idea di correre sotto lo stesso “tetto”?
B. «Eravamo ai Paesi Baschi, giornata di riunioni. Ad un certo punto Vino mi chiede. “Dove è Davide?”. Io gli ri­spondo che è in Belgio. Lui replica: “Noi facciamo fatica solo a formare una squa­dra per andare a correre in Bel­gio”. Io gliela butto lì: “Potrebbe venire da noi…”. Lui mi guarda e di­ce: “Perché no?...”.
D. «L’ho saputo qualche tempo do­po, mi hanno lasciato un po’ lì a rosolare prima di dirmelo. Poi Johnny (Carera, ndr), un bel giorno, mi ha chiesto cosa ne pensavo. Per me si è rivelata subito una grande opportunità e non me la sono fatta sfuggire».

Cosa è per te la bicicletta?
B. «Non ci ho mai messo tanto le mani, ma la volevo sempre bella pu­lita. Se era sporca nemmeno usci­vo in allenamento. Ero però ma­niaco dei tubolari: sempre nuovi, sempre di seta».
D. «Sono attentissimo al mezzo meccanico. Da uno a dieci sono preciso 12. Non è un caso che ad inizio stagione io abbia sempre con me una brugola e un me­tro. Se ho dei riti? Controllo sempre che il disco dei freni non tocchi le pastiglie».

Rapporti che abitualmente usi?
B. «Io la scala 13-21, e poi 12-23. Davanti 52x42».
D.«Io 11-30 e 53x39».

Corridore ideale?
B. «Tre su tutti: Merckx, Gimondi e Marco Pantani. Nel ’77 passo professionista ma fino al Giro di Romandia non incrocio Eddy. Prima tappa, ad un certo punto Merckx si ferma per espletare alcuni bisogni fisiologici e io lo se­guo, ma per l’emozione non faccio nul­la. Il belga rimonta in sella e io mi met­to alla sua ruota. Mi tremano le gambe, sono incredulo: pedalo alle spal­le del Cannibale».
D. «Tom Boonen: un mo­tore esagerato. Classe im­mensa. Ricordo ancora quando ad una Tre Giorni di La Panne mi affianca e mi passa la borraccia. Pen­so: mi avrà scambiato per qualcun altro… Ma anche Gilbert e Cancellara non era­no da meno. Campioni e signori».

Musica?
B. «Non ho una grande passione: sento quello che danno le radio».
D. «Uguale».

Cinema?
B. «Adoro i film con Renato Poz­zet­to».
D. «Mi piacciono quelli di Fantozzi».

Piatto preferito?
B. «A me basta un piatto di pasta, ma anche il manzo all’olio».
D. «Vitello tonnato».

Squadra del cuore?
B. «Juventus, sono malato».
D. «Juventus, ma ti­midamente. Non ne faccio una malattia come papà».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Si è spenta oggi Ana Montegro, una donna solida e sempre sorridente e che nella vita aveva fatto tanti sacrifici per aiutare suo figlio Richard Carapaz a diventare un ciclista professionista. Domani il campione ecuadoriano avrebbe fatto il suo esordio...


Ieri alla presentazione del Team Drali Repsol abbiamo avuto l'occasione di fare quattro chiacchiere con Alexander Kristoff, fresco “pensionato” nella proprietà della formazione Continental norvegese. Il campione europeo di Herning 2017, vincitore di una Milano-Sanremo e di un Giro delle...


Non poteva farsi un regalo migliore Antonio Morgado (UAE Team Emirates-XRG) che, nel giorno del suo 22° compleanno, è andato a trionfare nella prima prova della Challenge Mallorca, il Trofeo Calvià, superando in volata Hector Alvarez (Spagna) col quale,...


Jonathan Milan è imbattibile e oggi ha conquistato la seconda frazione dell’AlUla Tour. Questo é il ventisettesimo successo in carriera per il friulano e il secondo consecutivo nell’edizione 2026 della corsa, ma le possibilità di ulteriori successi non si sono...


Jonathan Milan firma uno splendido bis e conquista il successo anche nella seconda tappa dell’AlUla Tour, disputata con partenza e arrivo a AlManshiyah sulla distanza di 152 km. Perfetto il lavoro della Lidl Trek cvhe ha pilotato il velocista friulano...


Il ciclismo italiano è protagonista oggi nei palazzi della politica italiana. In attesa della presentazione della Coppa Italia delle Regioni 2026 che si svolgerà questo pomeriggio alla Camera dei Deputati - evento trasmesso in diretta streaming sui canali ufficiali della...


La Mapei Cadel Evans Great Ocean Road Race offrirà una nuova opportunità di gara a squadre e corridori giovedì 29 gennaio con l’introduzione di ‘Cadel’s Criterium’. Questo evento sostituisce le gare su strada di Surf Coast Classic e femminile che...


Luca Mozzato è al lavoro per costruire la condizione ideale che gli permetta di avere un ruolo da protagonista nella stagione 2026. Il corridore veneto, che compirà 28 anni il prossimo 15 febbraio ed è al suo settimo anno nella...


Ralph Denk non è solo il Ceo della Red Bull-Bora Hansgrohe ma è un uomo che ha creduto in un sogno importante: è sicuro di poter dirigere la squadra che tra qualche tempo diventerà la più forte del World Tour....


Alle porte di una stagione che vede lo Swatt Club proseguire il suo ciclo virtuoso con l'approdo nella categoria Continental, il presidente Carlo Beretta si è lanciato in una chiacchierata-fiume col nostro Federico Guido, che a livello redazionale abbiamo diviso...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024