È MORTO FELICE GIMONDI

LUTTO | 16/08/2019 | 20:14
di Paolo Broggi

Felice Gimondi ci ha lasciato. Il grande campione bergamasco è stato colpito da un infarto questa sera mentre era in vacanza a Giardini Naxos con la moglie Tiziana. Felice si è sentito male mentre faceva il bagno nelle acque siciliane di contrada Recanati, è stato immediatamente soccorso dai bagnini del 118 e della Guardia Costiera, ma il suo cuore non ha retto e il grande campione è volato via.


Nato a Sedrina il 29 settembre del 1942, Felice Gimondi è stato un grandissimo del ciclismo, prima come corridore e poi come dirigente. Salito alla ribalta vincendo da dilettante il Tour de l'Avenir (che per curiosa concidenza si sta correndo proprio in questi giorni) nel 1964, il campione bergamasco ha esordito tra i professionisti nella stagione successiva collezionando il secondo posto alla Freccia Vallone e il terzo al Giro d'Italia vinto dal suo compagno di squadra Vittorio Adorni. Proprio quel risultato convinse i dirigenti della Salvarani a proporgli di partecipare anche al Tour de France: dopo qualche tentennamento, e superate le perplessità della famiglia, Gimondi partì per la Francia. Partito anche qui come gregario di Adorni, Felice vinse la terza tappa a Rouen indossando la maglia gialla e da lì cominciò la sua cavalcata finale che - dopo il duello cul Mont Ventoux con Poulidor e altri due successi di tappa nelle crono del Mont Revard e di Parigi - lo portò a cogliere il trionfo finale.


Fu quello il primo passo di una carriera straordinaria che lo potò a conquistare per tre volte il Giro d’Italia (1967, 1969 e 1976) e una volta la Vuelta di Spagna (nel 1968, è uno degli otto nella storia ad aver centrato questo traguardo). Nel suo ricchissimo palmares tra le altre il Mondiale del 1973 a Barcellona, la Sanremo del 1974 vinta in maglia iridata, la Roubaix del 1966, il Lombardia del 1966 e quello del 1973.

La sua carriera si è sviluppata parallela a quella di Eddy Merckx del quale Gimondi è stato il più tenace e longevo dei rivali. Grazie al suo carattere da bergamasco coriaceo, Gimondi non è mai partito battuto e ha sempre cercato di battagliare contro il Cannibale del quale è diventato poi grande amico per la vita.

Nelle sue 15 stagioni da professionista, affrontate con le sole maglie della Salvarani e della Bianchi, Gimondi ha conquistato ben 141 vittorie e indossato per 11 volte la maglia azzurra ai campionati del mondo.

Conclusa la carriera agonistica nel 1978, Gimondi è sempre rimasto legato al mondo del ciclismo: una breve parentesi da tecnico ma soprattutto una lunghissima militanza come dirigente sportivo della Bianchi, in particolare nel settore del fuoristrada, oltre che come consulente sportivo.

Una delle immagini più belle che abbiamo negli occhi è quella del 2 agosto 1998, quando lui- presidente della Mercatone Uno Albacom - è salito sul podio del Tour de France per alzare il braccio del vincitore di quella edizione, il “suo” Marco Pantani, primo italiano a riconquistare la Grande Boucle dopo Felice.

Sarà retorico, ma ci piace pensare che Marco e Felice si stanno già riabbracciando, lassù, nel paradiso dei ciclisti.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Morto
16 agosto 2019 20:40 fido113
Non ci credo

Ciao Felice
16 agosto 2019 20:42 SERMONETAN
R.I.P Grande Campione mi sono appassionato al ciclismo per le tue imprese.E quella passione che ancora oggi quasi 60enne e ancora viva.

SBIGOTTITO!
16 agosto 2019 21:35 stargate
Addio, grandissimo e umile Campione, persona vera. (Alberto Pionca, Cagliari)

tristezza
17 agosto 2019 01:16 pickett
Il primo ciclista per il quale ho fatto il tifo;non ho potuto seguire i suoi anni migliori,ma ricordo benissimo il suo ultimo trionfo al Giro,nel 76.Ultimamente mi sembrava invecchiato moltissimo,dimostrava piu dei suoi 76 anni,temo che fosse malato.Il destino gli ha consentito ,forse,di schivare una fine lenta e dolorosa.Ciao felice!

Nello "zoo dei giornalisti mestieranti",
17 agosto 2019 11:25 canepari
mai come oggi ho visto in giro “coccodrilli” abortiti, emaciati, striminziti. Cercato in fondo al quarto cassetto, nello stagno dove sguazzano anche gli alligatori (per i vecchi campioni di nuoto, naturalmente…), non si è trovato, perchè non era previsto per Felice Gimondi, un pezzo al gusto di “de Profundis”/”non ti scorderemo mai”. Sì, era magro, sembrava incartapecorito, a volte confuso, instabile, curvo e soggetto a traumi fortuiti, ma la sua tempra orobica e la sua vitalità mediatica non lasciavano presagire una dipartita prematura. E così venerdì sera in tutte le redazioni si è scatenato il panico: “Oddio, Gimondi…Chi era costui?..” No, dai, non è andata proprio così… Tutti conoscevano Gimondi , ma quasi tutti sono dovuti andare a ripassare, sotto la scure del cronometro, la carriera ciclistica dell’ultimo grande pedalatore azzurro ante/Nibali. I pezzi realizzati che ho letto stamattina sui giornali erano tutti assolutamente simili: famiglia, carriera, rivalità con Merckx e gli immancabili ricordi dei colleghi rivali corridori. Non ho trovato, se non tra le righe di qualche giornalista più sensibile alla storia del ciclismo, un commento tecnico e umano su ciò che Felice ci ha lasciato. Uno solo, preparatissimo, che non nomino ma stimo, ha proposto un’analisi su cosa c’era di mitico in Gimondi, soprattutto cosa, il Campione di Sedrina si portava dietro dei nostri “Padri Fondatori” e “Padri Nobili” . Felice Gimondi è un concentrato, una sintesi di tutto ciò che è stato “pedale”. E tornando indietro nel tempo, non vorrei creare un trauma a qualche lettore ricordando che in lui c’era la capacità di volare sulla polvere e sul fango tipica dei pionieri. C’era l’astuzia e la grinta agonistica di Girardengo, la signorilità di Binda, la forza muscolare ben ammaestrata di Guerra. La bicicletta di Coppi era la stessa, come era simile, ma ovviamente discorde, la sua posizione sul mezzo meccanico pur volando anche in pista e contro il tempo. Come Bartali era uso a non mollare mai, e di questa qualità ne sa qualcosa il suo amico-rivalissimo Eddy… Come Fiorenzo Magni, una volta appesa la bicicletta al chiodo, ha saputo interpretare magnificamente il ruolo di UOMO; di illuminato dirigente, di imprenditore, di affettuoso padre, e di ottimo marito della signora Tiziana, sua miss per tutta la vita. E alla splendida famiglia di Gimondi va il nostro pensiero e una preghiera.



Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Assolo di Usoa Ostolaza nella ottava edizione del Gran Premio Ciudad de Eibar (1.1) per donne elite che si è svolta a Eibar in Spagna sulla distanza di 108 chilometri. La ventottenne di Zarautz ha preceduto le connazionali Urteaga e...


La notte ci ha portato via Primo Franchini, fuoriclasse dell’ammiraglia, ma soprattutto scopritore di talenti e pioniere: rimarrà nella storia per esser stato il primo a portare al professionismo i ciclisti di quella che all’epoca era l’Unione Sovietica. Se n’é...


Ha superato il 50% la percentuale di vittorie ottenute in Cina da Guillermo Silva sul totale di quelle conquistate in carriera. A Sanya, infatti, il corridore uruguaiano dell’XDS Astana, autore prima di questa settimana di quattro acuti da professionista,...


Un corridore italiano non vince il Tour of the Alps dal lontano 2013. Era ancora Giro del Trentino, si impose il solito Vincenzo Nibali, dopodiché sono saliti sul podio Domenico Pozzovivo tre volte e Antonio Tiberi, l’ultimo, nel 2024. Ci...


Un mese fa Alessandro Pinarello ci ha impressionato disputando un'ottima Tirreno-Adriatico, tanto è vero che abbiamo pensato di dedicargli un'intervista sul numero di aprile di tuttoBICI. L'occasione per conoscere meglio questo ragazzo che ci ha... premiato e ha continuato a...


Siamo nel vivo delle Classiche delle Ardenne e domenica ci sarà  uno degli appuntamenti più attesi del calendario: la sessantesima edizione della Amstel Gold Race, la classica olandese che si snoda sulle strade del Limburgo con un percorso che ricalca...


Aveva tasche disordinate: “Il sabato mattina le svuota: saltano fuori banconote, spiccioli, scontrini, dépliant, biglietti del tram già obliterati, una carta di credito che usa poco, la tessera di giornalista e quella sanitaria. Ma, soprattutto, tanti ritagli di giornale. Per...


Lo scorso anno era stata protagonista della stagione delle Classiche piazzandosi alla Milano – Sanremo Women, al Giro delle Fiandre e alla Freccia Vallone per poi vincere la  Liège-Bastogne-Liège. Quest’anno per Kim Le Court le cose stanno andando diversamente: rimasta...


La Bardiani-CSF 7 Saber è pronta a prendere il via del Tour of the Alps, in programma dal 20 al 24 aprile, con una formazione di sei corridori che unisce esperienza e giovani prospetti, con l’obiettivo di essere...


Grande soddisfazione in casa Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone: il toscano Tommaso Bambagioni e il lombardo Alessandro Cattani sono stati convocati in Nazionale Italia per il Tour of the Alps 2026, la prestigiosa corsa a tappe World Tour che si...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024