L'ABC DI COSTA. OCCHIO ALLE RICADUTE

GIRO D'ITALIA | 22/05/2019 | 17:39
di Angelo Costa

C come cadute. Nel senso di capitomboli. Sono gli incidenti sul percorso, da non confondere con gli incidenti di percorso: entrambi sono contrattempi, ma i primi lasciano i segni. Nel ciclismo sono frequentissimi, tanto che la federazione internazionale, per correre ai ripari, ha ridotto il numero di partecipanti alle gare: siccome si cade anche nelle crono individuali, per risolvere il problema è allo studio un tipo di corsa senza corridori. Rispetto ad altri sport, i ciclisti sono atleti seri: quando cadono, anche feriti si preoccupano di ripartire subito, non di essere ingaggiati all’Actor’s studio. Si cade ovunque: in pianura, in salita, in discesa, persino salendo sul palco del foglio firma e lasciando quello delle premiazioni. C’è anche chi cade sulle scale dell’albergo o scendendo dal pullman del team: anziché sul bollettino medico, questi finiscono nell’elenco dei pirla. Di cadute gravi purtroppo è ricca la storia: tra le più note quella del marchigiano Massi, ancora ricordata sui cartelli stradali. Ne esistono di vari tipi: quella del campione in crisi di risultati (caduta in basso), quella del ciclista che impreca (caduta di stile), quella di chi non azzecca la strategia (caduta in errore), quella di chi si fa beffare da un rivale più furbo (caduta in trappola). La più classica resta la caduta sui rettilinei lunghi e larghi: succede perché ci si sente così al sicuro da cadere nella noia. La più frequente resta quella nei volatoni, come a Modena: svolgendosi in una delle capitali di uno sport antico come la ruzzola, c’era da aspettarsi il ruzzolone. Da una tappa così, ne sono usciti grattugiati in tanti: la partenza di Carpi, più che un ritrovo di ciclisti, assomigliava a un defilé di mummie. Eppure sono ripartiti tutti, compresi Battaglin e Simion, che dopo il secondo capitombolo in pochi giorni sono i testimonial ideali dell’invito dei medici a stare riguardati: è sempre meglio evitare le ricadute.


P come pubblicità. Nel senso di forma di comunicazione. Tra i vari mezzi con cui si esprime, molto diffusi nel ciclismo i filmati tv, che gli sponsor fanno interpretare direttamente ai loro atleti: è la conferma che alcuni corrono per spot. Tra i team che ne fanno un uso massiccio c’è la Katusha, sponsorizzata da uno shampoo reso famoso anni fa da Dumoulin, non perché gli donasse una chioma perfetta, ma perché trovava sempre un compagno che lo precedeva nella doccia: primo caso di shampoo che non solo arresta la caduta dei capelli, ma anche il campione che vuole lavarsi. Attualmente il testimonial degli intervalli pubblicitari è Marcel Kittel, che non corre questo Giro, ma soprattutto non corre più con la squadra russa: primo caso di shampoo che non solo scaccia via la forfora, ma anche il campione. Più recente il cortometraggio di un’azienda di sedili per auto, trasmesso negli intervalli pubblicitari della corsa rosa: per esaltare la qualità del prodotto, racconta delle ‘strade sconnesse di Budapest’. Magari sono le stesse che fra un anno ospiteranno la partenza del Giro: tipico caso in cui qualcuno deve aver sbagliato percorso.   


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il ritorno a sorpresa di Mads Pedersen alla Milano-Sanremo (da lui poi conclusa con un ottimo quarto posto) rischia di essere l’unica notizia positiva in una prima parte di stagione che è stata e continua a essere marchiata dalla...


La Turnhout Gravel, valida come ottava tappa stagionale (la quarta nell’anno solare 2026) delle UCI Gravel World Series, ha visto brillare le stelle di Nicole Frain e Jarno Bellens. La trentatreenne australiana del team Factor Racing, già a segno...


La Settimana Internazionale Coppi e Bartali si prepara a vivere una nuova edizione di grande spessore tecnico e sportivo, confermandosi come uno degli appuntamenti più solidi e riconosciuti del panorama ciclistico internazionale. La corsa a tappe organizzata dal GS Emilia,...


Nalini presenta RAY, il kit maglia–pantalone–calza che non si limita a ridurre la resistenza aerodinamica: agisce attivamente sul corpo dell'atleta, migliorando la risposta fisiologica allo sforzo, accelerando il recupero muscolare e consentendo prestazioni più alte per più tempo. Non è un'evoluzione:...


Chissà cosa avrebbe detto e pensato il Bepin Drali, nel vedere il suo marchio sulle strade della Milano-Torino e della Sanremo. Piccolo grande uomo, ironico e riservato, veloce di mani e di testa, pronto a festeggiare con quella “punturina” che...


La Berghem#molamia 2026 si prepara a tornare il 14 giugno 2026 sulle strade delle Prealpi Orobiche, ma per chi vuole partecipare il momento giusto per iscriversi è adesso. La quota agevolata è infatti disponibile solo fino al 31 marzo 2026, una scadenza...


Ancora una volta il Teide ha messo in difficoltà alcuni corridori a causa del meteo avverso e questa volta ad essere seriamente preoccupato è stato Remco Evenepoel, che  a rischiato di non arrivare in tempo al Giro di Catalogna. Il...


Madame Souza e il nipote Champion, appassionatissimo di ciclismo, che corre il Tour de France coinvolto in un giro di scommesse clandestine. Antonio Ricci che, con il figlio Bruno, a Roma disperatamente cerca una bicicletta che gli è stata rubata....


21 anni dopo il suo trionfo alla Milano-Sanremo, Alessandro Petacchi è nuovamente a braccia alzate sull’iconico traguardo di Via Roma. Stavolta, però, niente di ufficiale o agonistico, è un semplice modo per finire al meglio una pedalata organizzata da DMT...


Lancelot Gayant sulle tracce dello zio Martial che fu professionista dal 1982 al 1992, con una vittoria di tappa al Giro d'Italia e una al Tour de France, e la medaglia d'argento in linea ai campionati del mondo 1988 di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024