PIEDE A TERRA. DALLA GRANFONDO ALLA SFIDA PER LA SICUREZZA. GALLERY

SOCIETA' | 20/04/2019 | 07:43
di Marco Scarponi

La Seconda Granfondo e il Pat festival sono scivolati via non senza lasciare il segno. I segni della fatica, del sorriso e del futuro, innanzitutto.

Per far sì che tutto funzionasse nei migliori dei modi oltre 200 volontari hanno sorvegliato gli incroci della gara e molti altri hanno atteso i corridori ai ristori. La protezione civile, i vigili urbani e l'assistenza medica sono stati perfetti.

Ma soprattutto, il Gruppo Ciclistico Michele Scarponi ha dimostrato ancora una volta di essere compatto e preparatissimo quando c'è da fare sul serio e la strada sale. Un gruppo che ci ha preso per mano fin da subito e continua a scandire il ritmo di una corsa a tappe infinita e a volte durissima. I numeri danno ragione alla fatica e al sorriso: oltre 2100 partecipanti che hanno fatto i complimenti all'organizzazione per i percorsi (3, uno lungo, uno medio e un terzo non competitivo), per la sicurezza, per i ristori, per il pasta-party, per tutto. Chi non è venuto quest'anno si è perso una giornata bellissima in cui la pioggia ha lasciato spazio al sole mentre il serpente infinito dei corridori, tantissimi in maglia Astana, si arrampicava leggero sulle schiene delle colline di Michele sfidando i filari delle vigne vuote e la ghiaia sotto le ruote.

E' stato un trionfo tutto per te, Michele. Non ho visto un corridore tagliare il traguardo senza prima indicare il cielo, come Fuglsang a Recanati nella scorsa Tirreno-Adriatico. Sono saliti dalla Calabria per esserci ed è sceso Roberto Conti, il tuo amico Roberto Conti, dalla vicina Romagna per tornare a incitare i ciclisti sulle tante salite che hanno dovuto affrontare.  Abbiamo parlato di te e di sicurezza. L'abbiamo fatto come ci hai insegnato tu, con qualche battuta e con tanto amore.

Poi i bambini, un futuro che è stato presente per una mattina, hanno impreziosito la manifestazione partecipando alla gimcana in piazza Garibaldi e hanno pedalato sulle strade del centro storico di Filottrano finalmente libero dalle automobili.

I giorni precedenti è andato in scena il Patfestival, un inizio più che positivo. Molto partecipata è stata la conferenza di Urbino dove la Fondazione ha trattato con Alfredo Giordani il tema della “velocità” e con Manuel Massimo di Bikeitalia quello della “comunicazione” riguardo la strage stradale. Quello della velocità è un mito da sfatare il prima possibile poiché è chiaro ormai che la causa principale di ogni collisione sia  la velocità eccessiva. In Europa stanno affrontando il problema, la Volvo ha annunciato che non metterà più sul mercato auto che vanno oltre i 180 km/h, ma sono solo piccoli timidi passi. La Fondazione Michele Scarponi insieme alla Fondazione Guccione, a Vivinstrada e a tante altre associazioni ha lanciato la petizione su change.org #ISA (Intelligent Speed Adaptation) il dispositivo per la limitazione automatica della velocità sui veicoli a motore. Più vite salvate e meno multe sulle strade.

Poiché solo mettendo il più forte in condizioni di non nuocere potremo avere una strada sicura per tutti.

Perché la strada è di tutti, a partire dai più fragili.

www.fondazionemichelescarponi.co

P.s. Da quest'anno è possibile donare il 5x1000 alla Fondazione Michele Scarponi scrivendo il codice fiscale 93154670421

Marco Scarponi, fratello di Michele

 

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