ION IZAGIRRE. «NEL MIRINO HO PARIGI-NIZZA, PAESI BASCHI E POI...»

PROFESSIONISTI | 21/01/2019 | 07:29

Ion Izagirre si prepara ad affrontare la sua prima stagione in maglia aAstana nel pieno dela sua maturità ciclistica. Trent’anni, dieci da professionista e una nuova avventura che avrà come obiettivo le corse a tappe di una settimana e una crescita ulteriore nei grandi giri. Gli appuntamenti sono ben delineati: Parigi-Nizza, Paesi Baschi, Classiche delle Ardenne, Giro d’Italia e Vuelta a España.

Partiamo subito dalla caduta sua e duI suo fratello Gorka nel ciclocross di Ormaiztegi.
«Stiamo bene. Io non mi sono fatto nulla, anche Gorka se l’è cavata con qualche botta e un bello spavento».

Come si avvicina alla nuova stagione?
«Sto lavorando molto bene e la salute mi assiste. Ho trascorso un buon inverno e da oggi siamo a Calpe con la squadra per due settimane. Non vedo l’ora di cominciare».

Come procede l’inserimento nel team Astana?
«Al momento bene. Corro ancora con mio fratello Gorga e questo è importante per me. Ma tutto sommato è stato un inserimento smpice vistoc he ci sono tanti spagnoli come Pello, Omar, Luisle, Raquel, Aritz, Velasco…».

Che stagione la aspetta?
«Ho cambiato qualcosa, soprattutto nella prima parte visto che ero abituato a partire dall’Australia. Comincerò invece dalla Volta Comunitat Valenciana, poi Vuelta Andalucía, París-Niza, Giro dei Paesi Baschi, Amstel, Liegi e Giro».

L’obiettivo del Giro è vincerlo con Miguel Ángel López?
«Certo che sì. Penso che sia un obiettivo realistico dopo i suoi terzi posti a Giro e Vuelta. È giovane e avrà un anno di esperienza in più. Quanto  me, fino al Giro cercherò risultati personali, poi sarò a disposizione di Miguel Ángel».

Quindi per le l’obiettivo sono le corse di una settimana?
«Sì, come nelle ultime stagioni. Soprattutto Parigi-Nizza e Paesi Baschi, due gare che conosco bene e che si adattano alle mie caratteristiche. Voglio dare battaglia».

L’altro Grande Giro sarà la Vuelta…
«Così prevedono i piani. Lo scorso anno ci sono arrivato bene sfruttando la condizione del Tour de France, sono partito forte e gettato le basi per arrivare tra i primi dieci, ma nella seconda parte ho faticato perché mi mancava freschezza. Stavolta, almeno nei piani, dovrebbe essere diverso».


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