I VOTI DI STAGI. SAGAN EROE TRISTE, CHRIS E TOM CAMPIONI DI SINCERITA'

TOUR DE FRANCE | 20/07/2018 | 19:18
di Pier Augusto Stagi

Peter SAGAN. 10. Non è certo un momento felicissimo questo per il fuoriclasse slovacco, la separazione dalla moglie non è cosa né di poco conto né tantomeno marginale. Sono cose che pesano, alle quali uno come Peter dà peso. Dicono che in gruppo scherzi e sorrida, ma non è quello di sempre. In volata, sì.


Alexander KRISTOFF. 8. L’Europa si inchina al cospetto del mondo, ma qualcosa mi fa pensare che presto la musica cambierà. E non per questioni politiche.


Thomas DE GENDT. 8. Non si stanca mai. Cuor di leone. Porta via la fuga con tenacia e determinazione, ma oggi le squadre dei velocisti non lasciano spazio. Ci riproverà, è sicuro.

Sonny COLBRELLI. 7. «Mi spiace un sacco non aver vinto per dedicare una vittoria al nostro capitano». Sette per la buona intenzione.

Andrea PASQUALON. 6,5. Zitto zitto è lì, ancora tra i dieci. Soprattutto è ancora lì: al Tour.

Vincenzo NIBALI. 10. Incassa le scuse dal grande capo del Tour. Si prende gli applausi più grandi dal grande popolo del ciclismo. Noi lo ringraziamo per quello che è e per quello che fa: sempre con grande disponibilità e semplicità. Ieri sera torna alle 23 in albergo e ai cronisti chiede con pudore: «Cinque minuti possono bastarvi?». Dieci.

L’EQUIPE. 7. “Irrespirabile”: c’è la sintesi di una giornata che dal ciclismo è sconfinata in un “rave party”. Sul banco degli imputati l’organizzazione, che fa quello che può, anche se qualcosa di più si può fare. La gendarmerie, ad esempio, quando vede un demente con un fumogeno in mano potrebbe semplicemente blindarlo. Non è cosa impossibile, molto più facile che rincorrere Froome o Thomas.

Chris FROOME. 8. «Non ho mai detto di rallentare a nessuno: nessun gesto di “fair-play”». Quello di ammetterlo è forse il gesto più elegante che potesse fare.

Tom DUMOULIN. 8. «Neanche per sogno: abbiamo rallentato per guardarci, era tattica, la corsa è corsa. Sapevo di Vincenzo, ma non lo abbiamo aspettato». Evviva la sincerità.

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COMMENTI
A proposito di "fair play".........
20 luglio 2018 20:42 nsilvioant
A proposito di "fair play", nessuno ricorda gli episodi, entrambi con protagonista Nibali andò si a vincere, dopo che in una breve tappa di montagna, scattò appena Froome in maglia gialla finiva a terra alle sue spalle(Tour 2015), ammettendo candidamente all'arrivo che non si accorse di nulla, quando invece le telecamere dall'alto lo smentivano!!!!!
E che dire, quando al Giro 2016, irriconoscibile, assente fino alla terz'ultima tappa, quando la condizione arrivò ad orologeria all'improvviso, secondo i tanti tifosi ed appassionati, ed invece si sbloccò finalmente dal punto psicologico solo dopo che il giovane olandese che indossava la maglia rosa(fantastico protagonista anche ieri) andò a schiantarsi contro la parete di ghiaccio appena svettati sullo Stelvio; e pure li, ha tirato dritto per andare a vincere in fondo alla discesa. Il giorno dopo, col morale alle stelle, finalmente sbloccato, ebbe la meglio sul giovane Estaban Chavez, conquistando la vittoria finale del suo secondo Giro.Possibile che tutti hanno dimenticato questi due episodi clamorosi di "fair play" avvenuti non a 4 Km dall'arrivo come ieri, ma quando ne mancavano molto di più!!!!!!
La verità, è che in corsa, peccato per i malcapitati e sfortunati di turno, non si guarda in faccia a nessuno, e ieri è toccato a Nibali, ed i suoi diretti avversari, prima uomini, poi campioni l'hanno ammesso senza tanti giri di parole!
Nigro Silvio Antonio

W la sincerità ma..
20 luglio 2018 21:25 noodles
W la sincerità di froome e dumo. Peccato che froome si invelenì quando ruppe il cambio sulla Croix de fer e dumolin disse che dovevano aspettarlo quando ebbe problemi intestinali sullo Stelvio. Hanno fatto bene a correre come hanno corso. Basta non si lamentino quando capita a loro

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