IL PASTO AL GIRO. LA FAME DI PAOLINI

STORIA | 17/06/2018 | 10:28
di Marco Pastonesi

Trofeo Laigueglia 1974. Un uomo solo al comando: Eddy Merckx, evaso, da solo, dal gruppo. Dietro, al suo inseguimento, si lancia Enrico Paolini. Giorgio Albani, direttore sportivo di Merckx nella Molteni, frena il Cannibale: “C’è Paolini a 30 secondi. Aspettalo”. Merckx, contrariato, frena e aspetta, poi ricomincia a tirare. Trecento metri lui, cento Paolini. “Enrico, non fare il furbo”, gli intima. “A me basta arrivare secondo”, dichiara Paolini. Senonché Ernesto Colnago, che comanda l’ammiraglia della Scic, si avvicina a Paolini e gli ordina: “Di’ a Merckx se ti lascia vincere”. Come chiedere al boia di farsi ammazzare. Infatti Merckx gli risponde: “No”. E aggiunge: “Tu mi tiri la volata”. E Paolini, consapevole che disubbidire al Cannibale gli avrebbe rovinato la vita, gliela tirò. Primo Merckx, secondo Paolini, e terzo, staccato, Gimondi.



C’era anche Enrico Paolini al Giro d’Italia Under 23, nello staff della VPM Porto Sant’Elpidio Monte. Marchigiano, 73 anni (come Merckx), 11 da professionista (e 11 Giri d’Italia con sette vittorie di tappa), in tutto una trentina di vittorie fra cui tre campionati italiani. Il vecchio Paolini: umano, modesto, aperto, comprensivo, pronto a raccontarsi. Così.
La prima bici: “Quella di mio padre. Grigia, normale, freni da turismo, senza cambio, con i parafanghi. Ci andavo in giro, da solo o con gli amici, nella zona di Santa Maria delle Fabbrecce, e me la cavavo”. La prima bici da corsa: “Regalata da mio padre Aldo. Era una Bianchi, di quel colore lì, verde acqua. Gli era costata 45 mila lire, una mezza fortuna. Lui faceva un po’ di tutto, dal muratore al ferraiolo, cioè legava le gabbie per i pilastri. Avevo 15 anni”. La prima uscita: “Venerdì la bici, sabato l’uscita. Incontrai un gruppetto della Società ciclistica Rinascita di Pesaro. Mi unii al gruppetto. Da Pesaro a San Marino, una sessantina di chilometri, e ritorno, un’altra sessantina. Sulla Panoramica alungai, li staccai, poi li aspettai. E così mi iscrissi alla loro società”.


Il primo giallo: “C’era da fare la visita medica. Andai dal medico sociale, mi guardò, mi controllò, poi disse che non ero idoneo. Avevo il torace troppo piccolo. ‘Ritorna fra due mesi’, e mi consigliò di dedicarmi alla ginnastica svedese. Tornai a casa e piansi di dolore. Invece di eseguire gli esercizi prescritti – allargare le braccia per allargare anche il torace -, cercai un altro medico. Trovai il medico condotto, quello della mia famiglia, che era anche medico sportivo. Mi guardò, mi controllò, mi visitò, poi disse che era tutto a posto. E così mi tesserai”.
La prima corsa: “Da esordiente, a metà stagione. Quattordicesimo. E contento”. La prima vittoria: “A Padiglione di Osimo, in volata. E felice come una Pasqua. Come premio mi arrivò a casa un vaglia di 5 mila lire, due euro e mezzo di adesso, ma allora sembrava una gran cifra. E in più andavo a caccia dei traguardi volanti e dei gran premi della montagna, e tutto quello che guadagnavo, lo davo in casa, iscritto al bilancio familiare”. Due anni da esordiente e due da allievo, e intanto il cantiere navale: “Per mia fortuna il capocantiere aveva corso, e allora mi concedeva due mezze giornate, il martedì e il giovedì, per allenarmi. E per mia somma fortuna il titolare, che pure non aveva corso, si sentì coinvolto nella mia carriera. Il lunedì, quando entravo in cantiere, mi chiedevano come fosse andata. Se dicevo ‘primo’, mi davano altre 2-3 mila lire. Se dicevo ‘secondo’, altre mille. E alla fine facevo un secondo stipendio”.
Era una squadra artigianale: “Da dilettante junior, eravamo in due o tre. A volte si andava alle corse in taxi, con le bici sul tetto. Oppure sulle macchine dei tifosi, che durante il viaggio ci caricavano a molla”. Poi fu una squadra familiare: “Ad Albinea, vicino a Reggio Emilia. Adottato come un figlio. Camera e bagno. Quell’anno Wainer Franzoni ottenne 12 vittorie, io due ma facendogli da gregario. Franzoni fu chiamato dalla Gris 2000, che passava dai dilettanti ai professionisti. Disse: ‘Vengo, ma con Paolini’. Alla Gris 2000 erano incerti, e aspettarono. La successiva corsa la vinsi io, per distacco. E venimmo presi, tutti e due, dalla Scic”. Paolini non se ne andò più: ci corse 11 stagioni.

Quella volta che “al primo ritiro con la Scic, a Terracina, vidi Vittorio Adorni e gli dissi ‘buongiorno’, lui non sapeva se ridere o piangere, mi impose ‘diamoci del tu’, poi in corsa mi spiegava e mi comandava, ‘Enrico, va’ avanti, che adesso va via la fuga’, e infatti la fuga andava via”. Quella volta che “giù dal Carpegna, il tubolare si scollò dal cerchione, finii contro una segnaletica protetta da una balla di paglia, altrimenti non sarei qui a raccontarla, sotto c’era il precipizio”. Quella volta che “sul Grossglockner mi sembrava che la salita non finisse più”. Quella volta che “ai Mondiali del 1975, in Belgio, anche se avevo vinto la Coppa Bernocchi e andavo come una moto e stavo benissimo, Alfredo Martini mi convocò tra gli azzurri ma solo come riserva, e io ero così deluso che, ai box, non ci volevo neanche andare”. Quella volta che “al Tour del 1971 non partii nella diciannovesima e penultima tappa, per i dolori di una caduta, e pensare che ero nono nella generale e primo degli italiani”. E tutte quelle volte che “correvo davanti, perché prendere aria non mi dava fastidio, ero uomo da fughe, da attacchi, da avventure”.


Paolini fa presto a tirare le somme: “Una volta c’era più fame”. E l’appetito – lo insegnava proprio il Cannibale – veniva anche mangiando.



Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo di scena al termine della prova donne elite dei Campionati Europei di Ciclocross. Marie Schreiber, prima sul traguardo al termine di una tiratissima volata a due con la campionessa del mondo Lucinda Brand, è stata infatti retrocessa...


Aubin Sparfel si prende la corona continentale del Ciclocross. Il portacolori della Decathlon CMA-CGM Team ha conquistato il titolo europeo della categoria Under 23 al termine di una gara intensa e combattuta fino agli ultimi metri. Il talento francese...


Il Ristorante “La Casa dei Gelsi” di Cusinati di Rosà, in provincia di Vicenza, sarà domenica 8 novembre il meraviglioso scenario della 50^ edizione del Ritrovo delle Glorie del Ciclismo Triveneto voluto dall’Associazione che raccoglie i corridori appartenenti alle regioni...


Con la vittoria della belga Lentel Huys hanno preso il via a Zeddam, nei Paesi Bassi, i Campionati Europei di Ciclocross che si concluderanno nella giornata di domani. Il primo titolo continentale assegnato, quello riservato alla categoria donne juniores, è...


Restano in Emilia Romagna i modenesi dell’Ale CX Team che domenica 8 novembre saranno in gara a Casalecchio di Reno nel Bolognese. L’appuntamento è con la settima edizione della gara nazionale Ciclocross d’Autunno, valida come terza e penultima prova del...


Lutto tra le fila del ciclismo marchigiano. È arrivata la triste notizia della scomparsa di Emanuele Senzacqua: tesserato come giudice di gara nel 2006, ha ricoperto l'incarico di ispettore nazionale antidoping, fino a guidare come presidente la commissione regionale giudici...


Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto...


Si sono sfidati molte volte nel corso della stagione e lo faranno ancora questa domenica. Li abbiamo visti confrontarsi alla Strade Bianche, al Tour de France, al GP de Montréal, ai Mondiali e poi a Il Lombardia: Paul Seixas e...


Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra