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GIRO D'ITALIA | 08/05/2018 | 07:12
Ha preso gusto e confidenza con i successi di tappa al Giro d’Italia Elia Viviani che con il suo nome biblico è profeta e autore di vittorie in terra d’Israele. Due su tre. Bella media.

Con i colori della maglia ciclamino di primo della classifica a punti, in tutti i particolari, il veronese che ama e primeggia anche in pista, non si è fatto intimorire dal vistoso cambio di direzione di Sam Bennett e si è fatto “sentire” dall’irlandese della Bora passando “fra maglia e pelle”, in uno spazio ristrettissimo alle transenne, come scriveva il grande Mario Fossati per gli specialisti del “rush” finale affinato sui tondini. Eccellente prova di forza, abilità e coraggio di Viviani che ha messo alle sue spalle Sacha Modolo e, appunto, Sam Bennett.

Dopo il “riposo” di trasferimento la corsa riparte dalla Sicilia per un tris di tappe tutto siciliano. E’ la splendida Catania che accoglie il ritorno del Giro d’Italia nella Penisola dopo la storica partenza da Israele.

E’ la seconda città della Sicilia, dopo Palermo, e sorge al centro della fertilissima e popolosa zona della piana di Catania, nella Sicilia orientale, sulle sponde del mar Jonio, alle pendici meridionali dell’Etna, la montagna vulcanica che domina la città e un simbolo che sempre s’identifica con Catania. E’ centro ricco di storia e di bellezze monumentali di varie epoche, quali l’anfiteatro romano, la cattedrale medievale che contiene la tomba del grande compositore Vincenzo Bellini (Catania 1801-Puteaux – Francia – 1835). Lì accanto, sempre in piazza Duomo con il magnifico Palazzo degli Elefanti, inizia la via Vittorio Emanuele che nel suo tracciato presenta numerose e rilevanti testimonianze monumentali, storiche e culturali di varie epoche.

Da qui si sviluppa anche un’altra lunga direttrice viabile, rettilinea, di oltre tre chilometri, realizzata all’inizio del 1700 dopo il disastroso terremoto del 1963. E’ la via Etnea, con lastricato in pietra lavica e contornata da edifici di pregio. Accanto al duomo sorge pure la chiesa di S. Agata, una delle molte dedicate alla venerata patrona della città e, sempre nella piazza Duomo, con peculiari prospettive settecentesche, è collocata la fontana con l’elefante romano in pietra lavica – simbolo di Catania -, conosciuto come “Liotru”, ovvero il negromante bizantino Eliodoro o Diodoro..

Nei pressi si eleva il Castello Ursino, fatto erigere da Federico II di Svevia a metà del 1200 che ospita varie e ricche collezioni d’arte del Museo comunale. Altra via monumentale, con chiese barocche e edifici settecenteschi, è via dei Crociferi. Lo stile barocco caratterizza molteplici edifici monumentali.
La città ha regalato alla cultura scrittori e letterati quali Giovanni Verga – Vizzini (Catania) 1840-1922) – riconosciuto come il maggiore esponente della corrente italiana del verismo con i concittadini Luigi Capuano – Mineo (Catania) 1839-1915 - e Federico De Roberto (Napoli 1861-1927) e altri ancora nel corso dei tempi, così come altre personalità in vari campi. Fra questi si ricorda Emilio Greco (1913-Roma 1995), scultore si rilevanza internazionale, scrittore e illustratore.

L’università di Catania della prima metà del 1400 è la più antica dell’isola mentre di particolare rilievo è l’Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini, così come l’Accademia di Belle Arti. Era di Catania il noto latinista, accademico e politico Concetto Marchesi (1878-Roma 1957).
Era di Catania, orgogliosamente, Candido Cannavò, nato nel 1930 e scomparso a Milano nel 2009, sportivo praticante in gioventù e poi giornalista e scrittore di successo con interessi anche al di fuori dello sport, direttore storico e a lungo della Gazzetta dello Sport, sempre molto vicino alla corsa rosa.
La zona offre molteplici e prelibate specialità di terra e di mare, dove spiccano la “pasta con la Norma”, spaghetti coperti con melanzane fritte in olio e irrorati con salsa di pomodoro e ricotta salata, diversi primi e contorni tipici con un posto di riguardo per i dolci, soprattutto quelli con il marzapane, con una diversificata offerta enologica.

Il Giro d’Italia ha fatto tappa a Catania nel 1930 con vittoria del velocista di Busto Arsizio Michele Mara, nel 1949 successo di Mario Fazio, catanese profeta in patria, nel 1976, partenza del Giro, nella semitappa d’apertura con partenza e arrivo nella città etnea, sprint vincente del belga Patrick Sercu che replica il successo in quella pomeridiana da Catania a Siracusa. Purtroppo, nel corso della prima semitappa, ci fu l’evento luttuoso dello spagnolo Juan Manuel Santisteban della Kas, deceduto per una caduta in corsa andando a sbattere contro un guard-rail. Poi si registra il bis vittorioso dell’olandese Jean-Paul van Poppel – padre di poliedrici corridori – nel 1986 e nella tappa inaugurale del 1989, la Taormina-Catania e altri grandi sprinter alla ribalta come Mario Cipollini nel 1999 e Alessandro Petacchi nel 2003. Da Catania sono partite tappe: nel 1965 la cronometro con arrivo a Taormina vinta da Vittorio Adorni, nel 1967 con arrivo al Rifugio Sapienza, sull’Etna, con successo di Franco Bitossi.

MISTERBIANCO. La corsa si avvia verso sud, con un profilo del percorso mosso, toccando le località sedi anche d’insediamenti industriali e commerciali vari, di San Giovanni Galermo. Misterbianco, il comune di nascita (1922) di Pino Cerami, corridore professionista dal 1947 al 1964, emigrato e poi naturalizzato in Belgio dove è morto nel 2014, vincitore della Parigi-Roubaix del 1960 e di una tappa, a Pau, al Tour de France 1963, San Giorgio, popoloso quartiere catanese così come Fontanarossa, nella zona dove sorge l'aeroporto Vincenzo Bellini, il primo per traffico dell'Italia meridionale.
Si entra nella provincia di Siracusa per Lentini, cittadina storica situata fra agrumeti che producono la nota “arancia rossa”, nella parte nord dei monti Iblei, così come Carlentini e la frazione di Borgo Rizza.

FERLA. Si sale dolcemente verso Sortino, famosa per il miele e con belle costruzioni barocche, si supera il GM di Pietre Calde – 3^ cat. – e poi si scende verso Ferla, inserita nel circuito dei borghi più belli d’Italia, nella suggestiva ambientazione della Valle del fiume Anapo e dell’affluente torrente Calcinara. La Necropoli di Pantalica, con oltre cinquemila tombe a grotta artificiale, si estende per circa dodici chilometri in un’emozionante, peculiare, ambientazione naturale fra pareti rocciose chiare, a picco. Pantalica, nel 2005, con Siracusa, è stata inserita fra i siti patrimonio dell’umanità Unesco.

Il ciclismo conosce già la zona per il Trofeo Pantalica, corsa professionistica di primavera iniziata dal G.S. Forze Sportive Romane di Franco Mealli nel 1975, poi ripresa da RCS Sport, disputata fino al 2003, con un ottimo albo d’oro dove spiccano i cinque successi di Giuseppe Saronni. I comuni della zona si alternavano quali sedi di partenza e d’arrivo, così come per il Giro della Provincia di Siracusa, vivendo molto più brevemente però.

Si supera Cassaro, poi la località di Monte Pavone, nel comune di Buscemi, sempre nei Monti Iblei e quindi Palazzolo Acreide, antico centro d’origini greche con molteplici costruzioni monumentali barocche come le chiese di San Paolo e San Sebastiano inserite nel 2002 – con il barocco della Val di Noto – nel patrimonio dell’umanità Unesco.

VIZZINI. C’è il passaggio nella provincia di Ragusa per Giarratana e Monterosso Almo, comuni con prevalente produzione agricola prima del rientro in quella di Catania dove, a Vizzini, comune natale di Giovanni Verga, con buona produzione casearia, è previsto il secondo GPM di 4^ cat. – prima di Licodia Eubea, altro centro d’analoghe caratteristiche con nelle vicinanze il bacino artificiale del lago del Dirillo formato dall’omonimo fiume.
Segue poi Grammichele, cittadina caratterizzata dalla centrale piazza a forma esagonale con la cattedrale del 1700, il palazzo comunale e l’orologio solare più grande della Sicilia. Notevole e con caratteristici scorci paesaggistici- monumentali è, nel suo territorio, il parco archeologico Occhiolà, sito che ospitava l’omonimo abitato contadino prima del terremoto del 1693 da cui origina poi Grammichele.

CALTAGIRONE. E’ previsto un tratto in discesa fino all’innesto della strada statale 335 e quindi si riprende a salire, con pendenze limitate, dopo avere superato la località di San Bartolomeo, verso il traguardo di Caltagirone.
E’ la prima volta che il Giro d’Italia approda nella città che conta circa 40.000 abitanti con il centro storico disposto, quasi ad anfiteatro, su tre colline alle pendici sud-orientali dei monti Erei, lungo la strada che congiunge Catania a Gela. Di gran pregio, nella città, sono le splendide costruzioni barocche realizzate dopo il terremoto del 1693 che hanno determinato l’inclusione di Caltagirone nel patrimonio dell’umanità Unesco nel 1992, unitamente a quelli del Val di Noto. Affianca a una fiorente attività agricola quella della lavorazione di pregiate ceramiche smaltate nei colori verde, azzurro e giallo, attività già sviluppata al tempo dell’età araba e, da oltre tre secoli, la realizzazione di figurine in terracotta riproducenti soggetti di vita e costumi della Sicilia. Pregevoli testimonianze di quest’arte con oltre 2.500 reperti, dal IV millennio a. C., sono esposte nel museo regionale della Ceramica ospitato in un originale edificio degli anni ’50, in pietra calcarea e vi si accede dallo scenografico belvedere, detto il Teatrino, del 1792, che alterna gradinate e balaustre. Sono monumenti di pregio il Duomo, dedicato a S. Giuliano, con la vicina Corte capitaniale, caratteristico edifico del sec. XVI-XVII, la chiesa del collegio, detta anche del Gesù, S. Maria del Monte raggiungibile da piazza Municipio attraverso una scalinata di 142 scalini, rifatta nel 1953, in pietra lavica e con maioliche decorate, la chiesa di San Giacomo e varie altri edifici che costituiscono il patrimonio ambientale della città.

E’ nativo Caltagirone don Luigi Sturzo (1871-Roma 1959), sacerdote impegnato anche nella politica, fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano, scrittore, giornalista, insegnante, nominato senatore a vita nel 1952, così come Mario Scelba (1901-Roma 1991), politico presidente del Consiglio dei Ministri e più volte ministro e pure poi presidente del Parlamento Europeo e vari altri politici e artisti.
In tema di sport spicca la figura di Agesilao Greco (1886-Roma 1963), schermidore ricordato quale “anello di congiunzione” fra la scherma tradizionale e quella più moderna, d’intonazione sportiva. Fu insignito di molteplici riconoscimenti di valore in tutto il mondo.

Giuseppe Figini
(da Tv Roadbook del Giro d'Italia)

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COMMENTI
8 maggio 2018 15:13 BARRUSCOTTO
certo chi a inventato di interrompere la diretta per far parlare fabretti e garzelli deve essere un intelligentone viva eurosport

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