Nella mattinata di ieri, venerdì12 giugno, è mancato all’affetto dei suoi cari, in una residenza sanitaria di Saronno, Carlo Moglio, classe 1935.
Era uno dei piloti di punta nelle corse di ciclismo, in Italia e all’estero, del gruppo Corriere della Sera dove, oltre a svolgere i servizi diciamo normali, di routine quotidiana, accompagnando gli inviati di cronaca e altro, era entrato nel gruppo scelto dei piloti degli inviati che seguivano – allora - i vari eventi ciclistici vivendo dal di dentro, a stretto contatto con i protagonisti, le vicende di campioni e dei gregari pure. Nel caso di Carlo Moglio, per tutti “il Carletto”, il riferimento è agli anni 1970 e 1980 con nomi di spicco del giornalismo che, quasi in simbiosi, vivevano e condividevano le oltre tre settimane dei grandi Giri, le lunghe trasferte delle campagne franco-belghe primaverili, i mondiali e le classiche internazionali.
Carlo Moglio aveva vissuto una vivace giovinezza nella sua numerosa famiglia a Paderno Dugnano, lavorando dapprima in un autofficina milanese dove ha appreso sviluppato la sua competente passione per la meccanica automobilistica, poi rivelatasi utile in varie circostanze, quindi nell’attività artigianale della famiglia per poi essere assunto dal giornale di via Solferino.
Loquace, di carattere estremamente comunicativo, allegro, collaborava con i giornalisti che ospitava nella vettura che guidava con perizia stabilendo frequentemente rapporti di amicizia, soprattutto quando era alle corse con Fulvio Astori e Gianfranco Josti, il noto “decano” dei giornalisti di ciclismo e anche con gli inviati che curavano il pezzo di “colore”. Lo spazio non si lesinava ancora, allora, al ciclismo pure nei quotidiani a diffusione nazionale . E con il “decano” il rapporto è stato stretto e multiforme.
Grazie alla sua disponibilità aveva stretto momenti di collaborazione ed amicizia anche con varie altre affermate firme dell’epoca aldilà dell’appartenenza di testata.
La sua passione per la guida e i motori, una volta in pensione, l’ha portata avanti anche collaborando e guidando per vari test di vetture nell’ambito di Quattroruote dove ha collaborato, con la sua “verve” estroversa, anche nell’ambito familiare con le giovani figlie della titolare della casa editrice che si dilettavano nell’equitazione.
Poi il figlio Stefano, con sua moglie Laura, hanno regalato due nipotini a Carlo e a sua moglie Cesarina, che hanno goduto delle cure ed attenzione dei nonni.
Da qualche tempo, un annetto circa, la carta d’identità ha presentato i suoi freddi “numeri” causando disturbi vari a Carletto fino alla dipartita.
I funerali sono previsti per lunedì 16 giugno, alle ore 16, alla chiesa di San Martino, nell’omonima via, al n. 2, a Palazzolo Milanese di Paderno Dugnano.
Alla famiglia sentite condoglianze da tuttoBICI e tuttobiciweb.it
g.f.
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