L'ORA DEL PASTO. EDICICLO CONTRO

LIBRI | 02/05/2018 | 07:33
Sono rifugi, ostelli, bivacchi, però di carta. Sono chiese, cripte, cappelle, però a righe. Sono grattacieli, cattedrali, castelli, però di lettere. Sono miniere, giacimenti, casseforti, però di storie. Sono montagne, mari, vulcani, però di idee. Sono patrie di romanzi, saggi, poesie, senza però. Sono le librerie. E da domani ce ne sarà una, se non in più (la razza sembra proprio in estinzione), nuova.

A Portogruaro (Venezia), in via Cesare Beccaria 13, nasce “il bookshop” (l’anglicismo è il prezzo che di questi tempi sembra comunque doversi pagare) di Ediciclo e Nuova Dimensione, coraggiose case editrici che, qui come mai, giocano in casa. E una nuova libreria (per quanto chiamata bookshop) è ossigeno, è energia, è vita. E’ una voce che non si spegne, è una tradizione che continua, è un suono che si moltiplica. Ecco: un’eco. Una libreria è eco-logica.

Ediciclo pubblica libri a base di biciclette: dalle guide (il primo libro è stato “Salite nel Triveneto volume 3”, anno 1987, che precedette allo sprint l’uscita dei volumi 1 e 2) ai saggi (il più recente è “Il ‘caso’ Fiorenzo Magni” di Walter Bernardi), passando dal pedalare al camminare, attraversando le piccole filosofie del viaggiare e incrociando le grandi storie del correre. Modestamente, molto devo alla comune causa: senza Ediciclo “Gli angeli di Coppi” non avrebbero mai potuto volare, “I diavoli di Bartali” non avrebbero mai potuto complottare, “La leggenda delle strade bianche” sarebbe rimasta misteriosa, e il neonato “Spingi me sennò bestemmio” avrebbe rischiato di rimanere nel suo limbo.

Ma Ediciclo ha fatto molto di più: ha unito Margherita Hack (“La mia vita in bicicletta”) ad Alfredo Martini (“La vita è una ruota”), Andrea Satta (I riciclisti”) a Guido Foddis (“Il Giro a sbafo”), Altan (“Pimpa in bicicletta”, con Giancarlo Pauletto) a Wu Ming 2 (“Il sentiero degli dei”), “I sarti italiani della bicicletta” (di Paolo Amadori e Paolo Tullini) a “La bicicletta di bambù” (di Matteo Sametti), “Il diario del ciclista” (di Eliza Southwood) a “Le maglie leggendarie del ciclismo” (di Chris Sidwells), “La speranza correva a sinistra” (di Franco Quercioli) a “Tutte le salite del mondo” (di Riccardo Barlaam). E via andare. Compresi un festival (“Ciclomundi”) e una rivista (“Cycle!”) troppo belli per essere veri. E’ invece resistita una pedalata in salita di fine anno, troppo vera per essere anche facile.

Nell’era di Amazon e degli “smart phone”, Ediciclo pedala contromano e controcorrente, contraria alle controindicazioni e incurante del contropedale, e spalanca la sua libreria. Così domani alle 18.30 Vittorio Anastasia, in qualità di editore, formulerà i saluti; Pauletto, in veste di autore e amico, introdurrà la mostra “Copertine d’artista”; poi alcuni autori (Marco Ballestracci e Alberto Fiorin, ci giurerei, essendo a chilometro zero o quasi) faranno incursioni letterarie, spettacolari, improvvisate, estemporanee; infine si alzeranno gomiti e calici. Alla nostra.

Marco Pastonesi
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