PROFESSIONISTI | 29/04/2018 | 10:02 La notizia veniva sussurrata da qualche settimana, fra una Gran Fondo ed una pedalata cicloturistica, nell' ambito degli irriducibili del ciclismo di Terra di Lavoro... Ed era quella di una Caserta, città per tradizione sempre così ben disposta per le iniziative ciclistiche, vigile alla finestra in attesa di cogliere una chance perfetta, per proporsi - senza remore e titubanze - come palcoscenico di un evento sportivo che fosse di inaudito impatto. E quale chance ideale, se non addirittura un Campionato del mondo di ciclismo, poniamo quello del 2020?
Bene, quegli spifferi degli appassionati oggi risultano serenamente accreditati, perché l'Amministrazione di Caserta - come ha confermato nei giorni scorsi il presidente della FCI Renato Di Rocco, che è anche vicepresidente in carica della UCI - ha di fatto inoltrato la sua candidatura ufficiale ad ospitare questa prossima kermesse mondiale, la cui storia travagliata va brevemente riassunta.
La rassegna iridata del 2020 - dopo quelle già in calendario che si disputeranno in Austria (Innsbruck) quest'anno, e nello Yorkshire (Inghilterra) la stagione prossima - aveva privilegiato l'Italia, e nello specifico, come annunciato ai Mondiali di Bergen a settembre scorso, il disegno tecnico presentato dal Veneto, con Vicenza e Venezia, ed i Colli Berici, quali elementi portanti di una seducente scenografia.
Questo progetto da allora, e sino ad oggi, non ha però ottenuto dagli enti pubblici la dovuta garanzia politico-istituzionale, tale da coprire l' impegno economico di spese richiesto dall' UCI (si parla di cifre fra i 7 ed i 10 milioni di euro) per aggiudicare un Mondiale, e così la attribuzione del Mondiale al Veneto risulta sempre più in bilico, come emerso nel Consiglio Direttivo dell'UCI che si è tenuto a Valkenburg, due mesi fa. E che ha deciso di procrastinare, sino a giugno, la scadenza ultima ed irrevocabile per l'assegnazione ufficiale del Mondiale 2020.
In questa empasse, e con l'impegno convinto del presidente Renato Di Rocco a difendere il diritto dell'Italia ad organizzare il Mondiale 2020, al di là delle alternative Olanda ed Australia già incombenti, per evitare quantomeno una infelice caduta di immagine del nostro sport, ecco dunque la fioritura di altre opzioni italiane, pronte a surrogare la eventuale rinuncia del Veneto. E fra esse, ci risulta, e con vigore entusiasta, la città di Caserta, con la Campania a ruota.
La rassegna iridata di ciclismo, che manca dall'Italia dal 2013 (Firenze), non è mai stata ospitata in Campania nelle 84 edizioni disputate, e anche questo elemento di suggestione culturale potrebbe costituire un ulteriore incipit di orgoglio per un esordio che rappresenterebbe un primato assoluto. Vale la pena ricordare che la kermesse iridata, articolata in sette giorni di gara, mette in palio una decina di titoli, fra uomini e donne, elite, under 23 ed juniores, con prove in linea e prove contro il tempo, su percorsi che vanno per esse opportunamente tracciati... Il che suggerisce la naturale considerazione del ritorno economico e turistico per un territorio intero che si potrebbe giovare, con i suoi itinerari e le sue peculiarità di orografia e di paesaggio - dal litorale domizio alle alture tifatine, dal vulcano di Roccamonfina al bacino del Volturno -, di una occasione di visibilità dai coefficienti straordinari.
Già, una Caserta che ha dismesso la maglia nera degli indicatori economici senza cuore, ma scende in lizza non solo romanticamente, una città ancora di bici popolata, per sognare di indossare una maglia iridata. Gian Paolo Porreca, da Il Mattino
Un Grand Départ storico ed elettrico. Nel 2027, il gruppo del Tour de France Femmes avec Zwift attraverserà il mare, una prima nella sua storia, per gareggiare in tre tappe in Inghilterra, un mese dopo il Grand Départ Gran Bretagna...
C'è anche la storia del ciclismo italiano all'Italia Sports Summit, che sul lungomare di Viareggio ha aperto oggi ufficialmente le celebrazioni per l'ottantesimo anniversario dell'Unione Stampa Sportiva Italiana, emanazione sportiva del sindacato nazionale dei giornalisti. In mezzo ai panel su...
Importante novità per quanto riguarda la corsa a tappe che ha rivelato al grande pubblico Tadej Pogacar e che lo scorso anno è stata vinta da Paul Seixas, ben di più che semplice astro nascente del pedale transalpino. Parliamo del...
Nella sua carriera da corridore, Daniele Bennati non è mai stato tipo da grandi montagne, anche se esattamente vent’anni fa, nel 2006, riuscì a imporsi in una tappa della corsa da cui il Tour of the Alps ha raccolto l’eredità,...
Mathieu van der Poel non prenderà parte alla tappa di ciclocross di Coppa del Mondo di domenica a Benidorm. La gara non era mai stata effettivamente programmata, ma c’era comunque una piccola possibilità. Il CT della nazionale olandese Gerben de...
È in maniera decisamente originale e creativa che Mattia De Marchi ha lanciato il suo nuovo progetto gravel The Grip. Con una studiata serie di contenuti, diluita sapientemente negli ultimi tre mesi e ricca di riferimenti agli anni 90’/...
Derek Gee West correrà il Giro d’Italia 2026 e lo farà con l’obiettivo di migliorare il quarto posto conquistato lo scorso anno e salire sul podio. Il canadese, fresco di accordo triennale con la Lidl Trek del General Manager Luca...
Oscar Onley è uno dei corridori più promettenti per le corse a tappe, talentino britannico di 23 anni e vero e proprio colpo di mercato del Team Ineos. La formazione inglese lo voleva a tutti i costi e lo ha...
La sua base europea è a San Marino, mentre la sua casa con tutti gli affetti è la metropoli di Monterrey, ma è cresciuta a Tampico. Si tratta Romina Hinojosa, giovane talento messicano che corre con la Lotto-Intermarché. Spesso dietro...
La Federazione Ciclistica Italiana ha inviato a tutti i Gruppi parlamentari una serie di proposte di intervento legislativo in materia di sicurezza stradale. Le proposte sono il risultato del lavoro di una specifica Commissione federale che, negli ultimi mesi, ha...
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.