WONDERFUL LOSERS. I GREGARI DEL GIRO DIVENTANO STELLE DEL CINEMA

INIZIATIVE | 27/04/2018 | 14:36
Wonderful Losers – A Different World arriva al cinema. In occasione del Giro d’Italia, a maggio, sarà possibile vedere sul grande schermo il film dedicato ai gregari, i “guerrieri” del ciclismo professionistico, realizzato dal pluripremiato regista lituano Arunas Metalis con il girato delle scorse edizioni della corsa rosa. Protagonisti del documentario Daniele Colli , Paolo Tiralongo, il canadese Svein Tuft, l’olandese Jetse Bol e i medici della carovana Giovanni Tredici, Massimo Branca ed Elena Della Valle.

Wonderful Losers racconta le storie dei ciclisti che non vincono quasi mai e che raramente compaiono in televisione e sulle prime pagine dei giornali, i “portatori d’acqua", i Sancho Panza del ciclismo professionistico. Descrive la loro volontà smisurata, la loro devozione e la capacità di sopportare la fatica e il dolore per continuare la gara ad ogni costo e dare il personale contributo alla vittoria finale del loro capitano. Se cadono si rialzano e fanno di tutto per continuare la corsa: alzare bandiera bianca non è ammesso. 

In Wonderful Losers questi eroi perdenti non sono soli: il team dei medici, stipato in una piccola e claustrofobica automobile, accorre per prestare le prime cure, si lancia sull'asfalto a soccorrere chi è caduto o medica i feriti che, senza fermarsi, si agganciano ai finestrini dell’auto. Il lavoro dei medici ricorda quello di una guerra: sono sulla “linea di fuoco”, dove il ritiro non è un'opzione. I 21 giorni del Giro d'Italia sono il perfetto scenario per l'odissea dei gregari e dei loro angeli custodi, i medici di corsa. 

L'ex ciclista lituana Edita Pucinskaite, vincitrice di Tour, Giro e campionato del mondo, che ha scritto il soggetto con Metelis, definisce il documentario con poche ma efficaci parole: «71 minuti di sincera verità, un regalo per chiunque faccia sacrifici per gli altri, nello sport o nella vita».

Il regista Arunas Matelis, grande appassionato di due ruote, dal canto suo aggiunge: «In qualche modo questo film è il tentativo di realizzare un sogno che mi ha seguito per tutta la vita, fin da quando correvo da ragazzino: superare le più grandi sofferenze scalando le montagne più dure del Giro. Correre in bicicletta non è semplicemente uno sport. I ciclisti sono proprio come una legione di gladiatori, uomini temprati dalla fatica che combattono contro gli avversari, le avversità, le intemperie (il vento, le ripide salite, la pioggia o la neve) ma anche contro la fragilità e l’egoismo dell'essere umano». 

E ancora: «Questo sport appare quasi come una metafora della vita, dove il talento, l'impegno, il sacrificio, non sono messi al servizio del proprio successo ma di quello della propria squadra. L'essenza dello sforzo atletico non è finalizzata ad acquisire una leadership ma spesso ha lo scopo di sacrificarsi in favore di un proprio collega e della squadra. Per gareggiare in questo sport è necessario possedere una titanica forza di volontà non solo per raggiungere i migliori risultati atletici ma anche per mantenere immune la propria mente e il proprio stile di vita dall’individualismo, dall'orgoglio e dall'egoismo. Il ciclismo professionistico mi permette così di osservare i valori, le virtù, le passioni umane attraverso la lente d'ingrandimento che questa difficile attività sportiva mi mette a disposizione. La gara ciclistica può anche essere intesa come un’allegoria della nostra società, dove vi sono leader e gregari e ciascuno si assume il ruolo che gli compete in base alle proprie capacità e meriti». 

In Italia il film uscirà principalmente con Movieday, per poter realizzare la proiezione evento è necessario prenotare il biglietto con anticipo e raggiungere il quorum prefissato per ogni sala. Sul sito www.movieday.it sono presenti tutte le date con relativo numero di biglietti da prenotare entro la settimana precedente alla proiezione. Se non volete perdervelo, correte a prenotare il vostro posto in sala.

Giulia De Maio
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