SOCIETA' | 28/02/2018 | 07:06 Annualmente tra il 1 gennaio ed il 31 marzo occorre inviare un nuovo Modello EAS nel caso in cui sia necessario comunicare delle variazioni rispetto al Modello trasmesso gli anni precedenti. Partiamo da un presupposto, chi deve trasmettere il Modello EAS? La normativa del 2009 prevede che tutte le associazioni devono inviarlo a determinate condizioni, le ASD possono compilarlo in modo semplificato solo se sono già iscritte al CONI.
L’unica circostanza in cui le associazioni non devono trasmettere EAS è se incassano unicamente quote di iscrizione all’associazione. Nel caso in cui l’ente percepisca somme per la partecipazione a corsi o lezioni (cosa ovviamente frequente) sono obbligate a trasmettere il Modello.
La norma era stata scritta in maniera fuorviante in quanto le istruzioni indicano che le associazioni trasmettono il Modello EAS solo se effettuano attività commerciale, elemento che ha fatto presumere erroneamente al 99% delle associazioni di non essere tenute all’invio.
Però, come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 45 del 2009 al punto 1.2 “Sono tenute alla trasmissione del modello tutte le associazioni che, a fronte delle prestazioni rese nell’ambito di attività strutturalmente commerciali, percepiscano corrispettivi specifici, a nulla rilevando la circostanza che detti corrispettivi vengano eventualmente qualificati come contributo o quota associativa.”
Ciò significa, come abbiamo evidenziato in precedenza, che qualsiasi importo che l’ente incassa ad eccezione della singola quota associativa, obbliga o obbligava l’associazione all’invio del Modello EAS.
Le associazioni devono inviare il Modello entro 60 giorni dalla loro costituzione, se non lo hanno fatto possono trasmetterlo entro il 30 ottobre dell’anno successivo alla loro costituzione versando la sanzione di 250€. Se anche questo termine è superato il Modello si può trasmettere in qualsiasi momento senza versare sanzioni, ma i suoi effetti hanno efficacia solo dal giorno di presentazione.
Ricordiamo che la mancata trasmissione del Modello EAS impedisce alle associazioni di usufruire della normativa fiscale di vantaggio prevista per le associazioni sportive.
Quali variazioni sono soggette a comunicazione tramite un nuovo invio? Se varia il presidente, la sede o il nome dell’associazione non si usa l’EAS ma si comunica la variazione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni usando il Modello AA5/6 o AA7/10. Con il nuovo EAS dovete comunicare variazioni “qualitative e non quantitative.” Ciò significa che se avete dichiarato che i vostri soci sono fino a 20 ma nel 20017 sono diventati 100 non dovete comunicare nulla, lo stesso vale se avete dichiarato che le erogazioni liberali ammontavano a 2.000€ ma nel 2017 ne avete percepiti 10.000€ non si deve rinviare nulla. Occorre invece comunicare ad esempio se prima non incassavate erogazioni liberali ed ora invece ne avete, oppure se non avevate la P.IVA ed ora l’avete aperta oppure ancora se ora avete un immobile in locazione mentre precedentemente era in comodato e così via.
In allegato trovate un documento che con semplicità indica tutte le domande soggette a variazione e quali invece non lo sono. Data la complessità della materia rivolgetevi ad un commercialista esperto di Terzo Settore per valutare se siete tenuti ad assolvere tale obbligo oppure no.
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