CONTINENTAL | 16/02/2018 | 11:37 Buon sangue non mente e Cristian Fanini, da degno erede del vulcanico patron Ivano, non è certo uno che si nasconde o che cerca giustificazioni. Quando c’è da elogiare le gesta dei suoi atleti, è sempre in prima linea ma lo è altrettanto quando bisogna dare delle sonore strigliate. E’ vero che questo inizio di stagione è stato assai tribolato da varie vicissitudini ed alimentato dalla malasorte (vedi incidente di Ficara), tuttavia le gare disputate fino ad oggi, seppur di grande prestigio, non hanno portato nell’entourage di A&V - Prodir quel senso di appagamento corrispondente alle aspettative.
Ci sono state le buone prestazioni di atleti come Gabburo e Bernardinetti (che al Provence ha vestito anche la maglia di leader della montagna) ed i piazzamenti dello svizzero Stussi e del lettone Bogdanovics, ma ciò non può ancora considerarsi del tutto soddisfacente per un team che nel 2017 ha letteralmente strabiliato, e ha come obbiettivo quello di fare un ulteriore salto di qualità in questa stagione.
“A me non piace fare come tanti atri che elogiano sempre e comunque i propri colori. Sicuramente sarebbe più facile ma non lo trovo corretto. È bene essere sinceri ed obbiettivi, a volte anche contro i propri interessi. Lo ritengo un fattore necessario se si vuole crescere, oltre che un segno di rispetto imprescindibile verso i nostri sponsor ed i nostri tifosi. Per questo devo ammettere di essere tutt’altro che soddisfatto da quanto ottenuto fino ad oggi” spiega Fanini.
“La squadra è andata a fasi alterne - prosegue il team manager lucchese – ha disputato corse di alto livello gestendo abbastanza bene la pressione, però troppe volte a mio avviso ci sono stati cali di concentrazione in corsa, e questo faccio fatica a tollerarlo. Sia chiaro, io non chiedo ancora che si parta per vincere, sarei un folle a pretenderlo, visto che ci troviamo ad affrontare gare dove quasi tutti sono già molto più pronti di noi che abbiamo come obbiettivo quello di dare il massimo alla fine di Marzo (dal Coppi e Bartali in poi). Tuttavia esigo dai miei atleti un approccio diverso ed un atteggiamento più coraggioso quando ci sono da affrontare le situazioni difficili. Il più delle volte reagiscono da veri guerrieri, mettendo in luce quella caratteristica fondamentale che fa la differenza tra i corridori con la C maiuscola e quelli che invece dovrebbero subito cambiare mestiere. In altre occasioni però, ho notato che si tende a perdersi con troppa facilità. Questo per un professionista è inaccettabile, certi blackout non dovrebbero accadere, quindi con Frassi, Marchetti e Giorgini, lavoreremo sodo per cambiare rotta fin da subito. In realtà in Francia siamo stati in molte occasioni all’altezza della situazione, andando all’attacco da veri protagonisti ed ottenendo anche alcuni risultati (pur sempre al di sotto delle nostre aspettative e soprattutto delle potenzialità dei nostri atleti), invece al Trofeo Laigueglia, alla fine, abbiamo decisamente deluso e mi dispiace molto perché la classica ligure oltre ad essere la gara di debutto del calendario italiano - e quindi per certi fattori anche basilare pare dare un giusto imprinting alla mentalità della squadra e allo spirito del gruppo - è una gara che in passato ci ha visti vincere in due occasioni e quindi ci tenevo in particolar modo e speravo che i nostri atleti riuscissero a compiere una giornata memorabile. Così non è stato, peccato! L’unica nota positiva è stata la prestazione di Davide Gabburo che si è messo in luce nella fase calda della corsa, dimostrando di avere i numeri giusti per ottenere presto qualche importante risultato”.
Si deve dare una svolta drastica, importante. Gli atleti in primis hanno voglia di riscatto e spingeranno a tutta sull’acceleratore affinché si arrivi il prima possibile sui livelli prestabiliti. Il tecnico Frassi al pari di Fanini non cerca scappatoie da una situazione poco gradita anche lui (che nel 2017 è stato l’unico tecnico italiano a vincere due prove della Ciclismo Cup). In programma adesso ci sarà un'altra corsa a tappe francese di assoluto prestigio, il 50me Tour Cycliste International du HAUT VAR MARTIN (domani e domenica) e anche se una vittoria appare ardua da ottenere, il D.S. pisano sa bene che i suoi atleti dovranno affrontare la corsa pronti a dare sempre il 110%. Infatti, un risultato autorevole, condizionerebbe in maniera forte e positiva l’atmosfera all’interno del team.
I selezionati per l’HAUT VAR MARTIN sono: Bernardinetti (ITA), Gabburo (ITA), Zullo (ITA), Stussi (SUI), Freuler (SUI), Yustre (COL) e Banushi (ALB). Una formazione che, con le giuste convinzioni, saprà rialzare la china con orgoglio ed ottenere qualcosa di buono. “Abbiamo tutti i mezzi per fare bene – commenta Frassi – sappiamo che ad oggi c’è soltanto da migliorare ma con la dovuta calma arriveranno i risultati. Condivido la visione di Fanini e capisco il suo disappunto per come si sono svolte alcune gare. Lui è un passionale che, come tutti noi, mette anima e cuore nel team. Però io resto estremamente fiducioso, dato che sono pienamente consapevole del talento e del valore dei miei corridori e posso garantire che con la giusta dose di cattiveria, entusiasmo e determinazione, quest’anno arriveremo a toglierci soddisfazioni che per molti oggi sembrano quasi inimmaginabili”.
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