STORIA | 14/02/2018 | 07:11 Non è comune (eufemismo) trovare nel ciclismo, soprattutto nel settore produttivo, rappresentanti del gentil sesso alla guida di un’azienda che realizza biciclette. E non è perché le donne non siano in grado, anzi…, ma è che per convenzione e consolidata tradizione, il settore produttivo delle due ruote ha sempre declinato tali funzioni al maschile.
E’ un po’ quello che è successo per il ciclismo pedalato dell’altra metà del cielo che, salvo qualche rarissima eccezione come l’emiliana Alfonsina Morini (1891-1959), poi coniugata con un milanese di cognome Strada – che negli anni ’20 gareggiava con gli uomini. Fu un fatto non senza scandalo di certi cosiddetti benpensanti dell’epoca. Nel 1924 si schierò al via del Giro d’Italia vinto dal piemontese d’origine Giuseppe Enrici. Il ciclismo al femminile è andato a mano a mano sviluppandosi dopo il secondo dopoguerra per raggiungere la ben diversa realtà di oggi.
La premessa è per cercare d’inquadrare l’effetto di genere nell’ambito ciclistico e rilevare la figura di una signora che da venti anni opera nell’azienda di famiglia e da sette è amministratore delegato. Parliamo di Sara Pitozzi e dell’azienda Piton che dal 1975 è presente sul mercato nazionale. Guido Pitozzi è stato il fondatore della Piton che ha sede nel Bresciano, a Travagliato precisamente, grosso centro fra Brescia e Chiari, che si lega allo sport con il nome dei fratelli Baresi, Franco e Beppe, due storiche bandiere, seppure contrapposte, del Milan e dell’Inter. E’ una zona dove la passione ciclistica non manca ed è continuamente alimentata.
La produzione con il marchio Piton comprende tutte le tipologie, dalla strada, al fuoristrada, al triathlon è ha costruito nel tempo un consolidato e diffuso mercato che, oltre al bacino bresciano, si estende in varie parti d’Italia e all’estero. In ditta il fondatore Guido Pitozzi è stato poi affiancato dai nipoti, e Sara è da vent’anni che lavora in azienda, occupandosi dapprima della parte amministrativa e commerciale ma, inevitabilmente, per operare al meglio nella professione, ha dovuto, e l’ha fatto con interesse e piacere, approfondire la conoscenza della parte più specificamente tecnica e meccanica. E sorride ricordando soprattutto i tempi dell’esordio quando i suoi interlocutori, fornitori, clienti, appassionati, dirigenti sportivi erano – e sono – in sostanza al 99%, maschi.
Ha dovuto combattere e superare, e pure fare superare, qualche posizione pregiudiziale. Con determinazione e tempra è però riuscita, aiutata anche dal mutare dei tempi, a rimuovere pure le posizioni più ostiche in materia di donne e di biciclette. E’ affiancata in azienda dai fratelli Simone, che si occupa in modo specifico della parte tecnica e meccanica, e Marco. Tutti si rapportano comunque all’esempio mutuato ed ereditato dallo zio Guido, costante riferimento per i fratelli Pitozzi. Nel settore dell’agonismo Piton fornisce biciclette e assistenza a diverse formazioni agonistiche e, fra queste, è di rilievo la pluriennale collaborazione con la bresciana Delio Gallina, realtà a livello nazionale della categoria élite e under 23 e varie numerose altre, in differenti categorie e settori.
Di recente l’attività ciclocrossistica ha proposto alla ribalta il giovanissimo Kevin Pezzo Rosola che ha dato diverse dimostrazioni di capacità nel settore del fuoristrada, a livello nazionale, a conferma dell’eredità di classe e passione ciclistica mutuata dagli illustri genitori, inserito per la stagione crossistica nella squadra Piton.
La moderna sede Piton di Travagliato, con officina e fornitissimo negozio, offre a tutti gli interessati a varie forme di ciclismo gli elementi – biciclette, abbigliamento, accessori e, importante, consigli, per soddisfare adeguatamente la passione di ognuno per le due ruote.
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