PIERGIOVANNI, LA PUGLIESE VOLANTE

DONNE ALLIEVE | 14/10/2017 | 07:17
La stagione 2017 si è conclusa in maniera magica per Federica Piergiovanni. La sedicenne di Bisceglie, che difende i colori del team toscano Inpa – San Vincenzo, in pochi giorni ha conquistato due importanti vittorie: il 24 settembre si è imposta nella “14a Cesano Maderno – Ghisallo” e il 30 settembre ha vinto, assieme alle compagne Gaia Masetti e Milena Del Sarto, il Campionato Italiano Cronosquadre per Allieve disputato a Treviglio.     

Federica, iniziamo dalla tua vittoria ottenuta con carattere al Ghisallo, dal tuo sorriso felice sul traguardo. Possiamo dire che è stata un’affermazione che hai costruito partendo dalla delusione del 2016, quando accarezzavi già il successo e, raggiunta nel finale, arrivasti seconda?
«Sì, la delusione della gara dell’anno scorso è stata tanta: dominare tutta la gara e perderla a pochissimi metri dall’arrivo, è stata una bella botta, ma anche un’esperienza che mi ha reso più forte. Quest’anno sono partita con tanta grinta, determinazione, voglia di far bene e ho centrato in pieno il mio obiettivo. Ovviamente l’emozione e la gioia che ho provato sono state incontenibili, proprio per l’importanza che davo a questa gara».

A meno di una settimana dal tuo importante successo personale è arrivata la gioia per la conquista della maglia tricolore nella cronometro a squadre. Mi racconti come, assieme alle tue compagne, hai affrontato la gara contro il tempo e che emozioni avete provato?
«Già, la maglia tricolore… indossarla è sempre stato un mio sogno da quando ho iniziato a praticare questo sport, sono riuscita a realizzarlo. Insieme alle mie compagne abbiamo affrontato il percorso con la consapevolezza di poter essere protagoniste, non ci siamo risparmiate e abbiamo dato tutto dall’inizio alla fine; man mano che passavano i chilometri, sapevamo di avere il miglior tempo e questo ci ha spronato. Alla conclusione siamo scoppiate in un pianto liberatorio di gioia. La soddisfazione più grande, però, è stata quella di vedere la felicità dei nostri allenatori Andrea e Giacomo che non hanno mai smesso di credere in noi e nelle nostre capacità. La maglia la meritavano anche loro».

Oltre alle due importanti affermazioni di cui abbiamo parlato fino ad ora, in stagione hai vinto il campionato regionale toscano della cronometro individuale e il Trofeo Midas di Macherio; sei arrivata seconda a Montefiascone e terza a Fomarco. Che tipo di gare preferisci, su quali percorsi ti trovi maggiormente a tuo agio?
«Devo dirti che quest’anno, purtroppo, nelle cronometro non ho raccolto i risultati che speravo: ho fatto una preparazione diversa rispetto a quella dell’anno scorso che si è rivelata sbagliata. Una volta capito questo, con i miei tecnici, abbiamo cercato di cambiare ed è arrivata la vittoria nel Campionato Regionale toscano, dove i valori espressi sono stati sicuramente i più veritieri. Comunque, in generale, preferisco dei percorsi misti, dove si può fare selezione, magari cercando di portare via qualche fuga e perché no, ambire alla vittoria».

Da quanti anni corri in bici, in che categoria hai iniziato?
«Corro in bici da sei anni, ho iniziato dalla categoria G4».

Come ti sei avvicinata al ciclismo, qual è stata la tua prima squadra?
«A cinque anni papà mi ha insegnato ad andare in bici, ma all’inizio non mi piaceva tanto pedalare, preferivo il nuoto e il tennis. Poi, un giorno le cose sono cambiate: ero in quinta e, all’uscita da scuola, alcune ragazze distribuivano dei volantini della Polisportiva Gaetano Cavallaro; tornata a casa, ho detto ai miei genitori che volevo provare a fare ciclismo, loro non mi hanno ostacolato e hanno rispettato la mia scelta».

Ti ricordi cosa hai provato la prima volta che hai messo il numero sulla schiena per partecipare ad una corsa?
«Ricordo che ero molto agitata ed emozionata. Nonostante avessi iniziato da poco a praticare questo sport ed allenarmi partecipai a una gara di sprint nella mia città, Bisceglie. Finita la gara ero molto felice: come prima esperienza non era andata male, anzi…».

Hai un portafortuna che porti con te quando corri?

«No, nessuno».

Un corridore che ammiri particolarmente?
«Peter Sagan, il mio idolo indiscusso».

E tra le ragazze c’è qualche atleta a cui t’ispiri?

«Marianne Vos, perché mi piacciono la sua tenacia e la sua determinazione. Tra le atlete italiane, direi la Longo Borghini: ha le mie stesse caratteristiche e in gara è sempre molto combattiva».

Altri sport che segui e sportivi che ammiri?

«Oltre al ciclismo, mi piace il nuoto che, come ti dicevo, ho anche praticato. Seguo sin da piccola le imprese di Federica Pellegrini, la mia nuotatrice preferita».

Che scuola frequenti?
«Frequento la terza classe del Liceo delle Scienze Umane, indirizzo Economico-Sociale, a Bisceglie».

Studio, allenamenti e trasferte alle gare: tu come riesci a gestire e organizzare questi importanti aspetti della vita di una giovane atleta?

«Sicuramente non è semplice conciliare studio, allenamenti, trasferte e gare, ma cerco sempre di organizzarmi nel migliore dei modi. I miei professori mi danno tanta fiducia, nonostante le molteplici assenze per andare a correre ogni domenica nel Nord Italia. La maggior parte delle volte, quindi, studio e recupero i compiti in treno per essere sempre al passo con le mie compagne di scuola».

La tua famiglia ti supporta, è contenta della tua passione e dei tuoi risultati?
«La mia famiglia mi sostiene sempre, in ogni cosa che faccio; è contenta della mia passione e anche dei miei risultati. Ammiro i miei genitori: fanno tanti sacrifici per me, sono sempre pronti ad aiutarmi in ogni situazione; mi stanno dando la possibilità di realizzare i miei sogni e, anche se purtroppo a causa dei tanti chilometri che ci separano non possono essere sempre presenti fisicamente alle gare, sono sempre vicino a me, sono i miei primi tifosi. Penso che non tutti i genitori darebbero questa possibilità ai loro figli, non è una scelta facile da prendere».

Nella stagione invernale riposerai o continuerai a pedalare tra ciclocross e pista?

«Quest’anno ho bisogno di staccare un po’ la spina, a malincuore non farò ciclocross, specialità che mi piace tantissimo. L’anno scorso tra studio, allenamenti, viaggi andata e ritorno per gareggiare e poi recuperare i giorni di assenza a scuola è stata dura. In sostanza, se ci penso, non mi sono fermata da quando ero al primo anno da Esordiente».

Hai già qualche idea su come sarà il tuo 2018 sportivo?

«Il passaggio tra le Junior sarà un bel salto rispetto alle Allieve, sia per quanto riguarda la lunghezza delle corse e sia perché ci saranno molte gare Open. Cercherò di ambientarmi e fare del mio meglio».

Un sogno nel cassetto?
«Il mio sogno nel cassetto è di riuscire a conquistare la Nazionale e a vincere la maglia iridata».

Luca Galimberti
 
 

 
 

        

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