L'AGENDA RITROVATA, PEDALATA PER LA GIUSTIZIA

STORIA | 25/06/2017 | 07:28
Un filo che cuce uno strappo, quello di "una giustizia che a 25 anni di distanza non c'è". Parole che annodano pensieri e significati, se a pronunciale è Salvatore Borsellino. Fratello del magistrato ucciso in via D'Amelio dalla mafia, in una delle ferite ancora aperte della storia italiana degli ultimi decenni. Quel filo che Salvatore cerca di annodare attorno allo Stivale "segue un percorso che più sinuoso non può essere", proprio perché non gli interessa di diventare lineare. "Anzi, lo spostarci da una parte all'altra ci permette di toccare il maggior numero di località".

Ed è così che "L'agenda ritrovata" - dopo un prologo tra Ivrea, Novara e Bollate - si mette sui pedali da Milano, in quest'ultima domenica di giugno, per tessere una trama di coraggio e speranza che conduce sino a Palermo. Una pedalata attraverso il Paese, in 25 tappe, "per riportare l'attenzione su quel che accadde quel 19 luglio 1992 proprio a Palermo e sulla sparizione dell'agenda rossa di Paolo, il taccuino su cui annotava i propri appunti e che sicuramente riportava i motivi per cui è stato assassinato. Quell'agenda che, all'indomani della strage, è scomparsa".

E ci vuole coraggio, lo stesso del magistrato, per battezzare questo percorso a tappe 'L'agenda ritrovata', proprio perché "ritrovata non è mai stata", appunta Salvatore. "Pedaleremo da Milano a Bologna, poi verso l'Adriatico sino a Jesi, attraversando il Centro da Perugia a Grosseto, per giungere sulla costa tirrenica. E transitando a Eboli, quindi Potenza e la Puglia, col ritorno sull'Adriatico, fino a Bari, Metaponto e raggiungere la Calabria sulla costa ionica fino a Villa San Giovanni, prima di concludere pedalando da Messina a Palermo".

Ci saranno tre tedofori ufficiali (Ivan Colombo, Matteo De Lillo e Francesco Ricci), più tutti coloro che vorranno aggiungersi sul percorso, anche se per brevi tratte. "Io stesso conto di pedalare i primi 10 km dopo il via, poi gli ultimi 20 di ciascuna tappa. Qualcuno pedalerà per l'intero percorso, altri daranno il proprio contributo solo su segmenti più corti. Saremo affiancati da importanti partner e associazioni, con finestre di visibilità che ci saranno garantite in Rai durante le tappe del Tour de France. Paolo era un grande appassionato di ciclismo, è stato anche presidente dell'Uvi di Palermo. Ma quel che conterà davvero sarà portare attraverso l'Italia questa copia dell'agenda rossa di Paolo, 'L'agenda ritrovata' appunto, facendola dormire ogni sera in una cosiddetta casa amica. Per mantenere vivo il ricordo di quel che accadde, di questa verità che ancora non c'è, e per spiegare ai più giovani cosa mio fratello abbia fatto".

Stefano Arosio
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