DILETTANTI | 14/06/2017 | 07:12 Da Boyaca a Benevento, è questa la traiettoria di Einer Rubio, talento colombiano in forza alla Vejus TMF. La squadra campana diretta da Donato Polvere ha notato il 19enne scalatore cresciuto nella squadra voluta da Esteban Chaves e l’ha portato in Italia per confrontarsi con il meglio del ciclismo internazionale.
Il tuo Giro non è iniziato nel migliore dei modi... «Puntavo a una buona classifica generale, ma nella prima tappa sono caduto a 20 km dal traguardo e ho perso 5’ dai migliori. Tra oggi e domani vedremo se potremo fare qualcosa di buono».
Dove hai iniziato a pedalare? «A Bogotà, sono amico di Egan Bernal della Androni, siamo cresciuti insieme correndo in mtb. Sono quindi entrato a far parte della fondazione di Chaves. Estaban ci è di grande appoggio, personalmente ritengo sia merito suo se sono arrivato fin qui, la sua squadra giovanile è una grande opportunità per gli aspiranti ciclisti della nostra terra, Quando è in Colombia ci alleniamo con lui e, anche quando è in giro per il mondo, ci da consigli preziosi. In questo caso mi ha fatto riflettere su quanto sia fondamentale mantenere sempre una buona posizione in gruppo».
Come sei arrivato a Pago Veiano (BN)? «Grazie ad amici che avevano contatti con questa squadra. Sono in Italia dallo scorso inverno, sto imparando il modo di correre europeo. Il vostro è un bel paese, mi piace molto, anche se è totalmente diverso dalla Colombia. La gente è calorosa, il paesaggio vario, avete tante strade per allenarsi, con poco traffico rispetto a quello a cui ero abituato a casa mia».
Cosa sogni per il tuo futuro? «Di passare professionista in una buona squadra e correre le grandi corse. Se trovassi spazio al fianco di Esteban sarei l’uomo più felice sulla terra».
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