FISCO, COSÌ PER SPORT. I RICAVI DA ATTIVITÀ COMMERCIALI
SOCIETA' | 13/01/2017 | 07:33 Oltre alle entrate istituzionali (ad esempio le quote sociali) ed i contributi decommercializzati (quali la partecipazione a corsi o competizioni sportive), una rilevante fonte di entrate per gli enti Non Profit è data dagli introiti di natura commerciale.
L’Art 148 TUIR stabilisce che sono sempre considerate commerciali, indipendentemente che tali attività siano rivolte a soci, non soci, tesserati o esterni: - Cessione di beni destinati alla vendita - Pubblicità e Sponsorizzazioni - Somministrazione di alimenti e bevande - Organizzazione di viaggi e gite - Prestazioni alberghiere e di trasporto
Inoltre sono sempre considerate commerciali le attività svolte nei confronti di non soci o associati, anche se rientrano tra le attività istituzionali dell’associazione, in quanto vengono considerate delle prestazione rese nei confronti di terzi.
Analizziamo ora in dettaglio l’elencazione fornita dal legislatore: Per cessione di beni si intende che la vendita di qualunque prodotto è possibile unicamente con l’emissione di una fattura commerciale. Ad esempio la cessione ai soci di materiale sportivo quali la divisa sociale o l’attrezzatura sportiva non può essere gestita con l’emissione di una semplice ricevuta non fiscale, ma richiede un documento fiscalmente valido.
Pubblicità e sponsorizzazioni sono due termini simili, ma che individuano due fattispecie ben differenziate. Gli importi erogati dagli sponsorizzanti sono completamente deducibili fino a 200.000€ annui e richiedono la stesura di un contratto tra le parti in cui a fronte dell’impegno economico venga indicato in che modo l’ASD diffonderà la visibilità del marchio dello sponsor.
La Somministrazione di alimenti e bevande quale attività commerciale intende che sia la gestione di un punto ristoro all’interno della struttura sportiva, ma anche rinfreschi, pranzi sociali e simili ove il socio paga un importo per poter usufruire del servizio è sempre considerato un incasso di natura commerciale. E’ quindi consigliato ad esempio che siano gli stessi partecipanti all’eventuale pranzo/cena sociale a saldare la propria quota al ristoratore.
L’organizzazione di viaggi e gite, che prevedano soggiorni in hotel, cene in ristoranti, l’organizzazione del trasporto ed altri servizi tipici di un tour operator si considera sempre commerciale. La Cassazione si è pronunciata di recente affermando che se saltuariamente, in una o due occasioni all’anno, l’ente organizza viaggi o soggiorni a fronte di molte altre attività svolte, allora tali attività occasionali possono non essere considerate di natura commerciale se il ricavo economico è marginale.
Tutte le limitazioni di cui sopra sono state introdotte al fine di evitare concorrenza sleale nei confronti di imprese commerciali con licenza quali hotel, ristoranti, tour operator, negozianti e così via. Spesso questa norma pone difficoltà alle associazioni che in molte occasioni non sono neppure a conoscenza di non poter vendere ad esempio il proprio merchandising oppure pensano di non incorrere in alcun rischio organizzando periodicamente pranzi/cene con i soci.
Nel prossimo articolo affronteremo la tematica dei regimi fiscali di vantaggio previsti per le ASD nonché gli adempimenti connessi all’apertura della Partita IVA.
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