GIORNO DELLA SCORTA. Tra sorprese e forti emozioni

INIZIATIVE | 28/11/2016 | 13:12
Una 25ª edizione del Giorno della Scorta, quella di ieri, all’insegna della sorpresa, di contenuti forti e di altrettanto forti emozioni.
Sorpresa, per il saluto agli ospiti in piazza del Popolo con una esibizione degli sbandieranti della città e l’esposizione della bellissima Lamborghini-Huracàm mandata dal Ministero dell’Interno.
Contenuti forti per la relazione di Silvano Antonelli, la risposta del presidente della Regione Stefano Bonaccini e gli interventi che ne sono seguiti.
Emozioni quando Adriano Malori ha raccontato la sua sfortunata stagione, la sua voglia di ritornare come prima, ma anche il timore di non riuscirci.

A Faenza - città ospitale, amante del ciclismo e della sua sicurezza - i lavori si sono aperti con l’ingresso in sala consiliare del Gonfalone della città ed il saluto del sindaco Giovanni Malpezzi, a cui ha fatto immediatamente seguito il CT della Nazionale Davide Cassani, con parole di elogio per l’attività del Gruppo Progetti Scorta e al presidente della Regione per essersi prestato in modo fondamentale per il ritorno del Giro d’Italia Dilettanti.

Silvano Antonelli, presidente del GS Progetti Scorta e animatore dell’iniziativa, ha presentato una relazione soddisfatta per il livello di sicurezza raggiunto nelle gare ciclistiche, indicando i passaggi fondamentali di questi 25 anni, ma anche proposte per fare meglio e di più, rivolgendosi alle forze politiche e al Governo sollecitando una rapida approvazione della riforma del Codice della Strada con quelle misure previste per l’uso quotidiano della bici e con quelle soluzioni per la sicurezza delle gare ciclistiche suggerite dalla Polizia Stradale, con la necessità di introdurre l’obbligo del casco fino a 14 anni e misure innovative per la protezione degli atleti in allenamento.
Alla FCI ha chiesto di migliorare le tutele assicurative delle moto staffette/scorte tecniche, di parificare l’età (75) del tesseramento a quello degli ATC (autisti dei servizi tecnici), di allargare il fronte della formazione aprendo alle sperimentazioni e ai contributi delle singole regioni.

L’intervento del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini veniva immediatamente dopo e per una volta tanto si è ascoltato un politico che sullo sport ha idee precise e concrete, che conosce le problematiche della sicurezza e che ha voluto farsi paladino delle proposte contenute nella relazione di Antonelli impegnandosi, in qualità di presidente della Conferenza Stato-Regioni, a promuovere un’audizione dei soggetti che si occupano della sicurezza nel ciclismo.

Soggetti come il GS Progetti Scorta, a cui, dopo aver sottolineato l’importanza della condivisione del valore della sicurezza, Bonaccani ha detto: «Siete un esempio di impegno civico e di servizio, e siete fondamentali per la riuscita delle manifestazioni che portano a gareggiare tantissimi giovani e tantissimi atleti. Un attività riconosciuta anche dalle forze di polizia, che a proposito di riforma del codice della strada propongono forme di ausiliarietà tratte dall’esperienza della gare ciclistiche».

Parole molto apprezzate nei successivi interventi del presidente regionale del Coni Umberto Suprani e della Vice Presidente Vicario della FCI Daniela Isetti, che ha valorizzato l’impianto formativo federale e le varie soluzioni adottate a favore degli addetti alla sicurezza delle gare ciclistiche.

Per la prima volta al Giorno della Scorta il CT del settore femminile Edoardo Salvoldi, che ha ricevuto tanti applausi per i suoi fortunati successi a cui ha risposto con signorile modestia e alcune osservazioni sulla sicurezza nelle gare femminili, in compagnia del babbo Eugenio, Commissario di gara, tirato in ballo a sorpresa per tracciare un quadro della sicurezza a livello internazionale.
Una premiazione per Adelmo Federici, segretario del GS Progetti Scorta, costretto scendere dalla moto per aver raggiunto i 70 anni.

Una simpatica intervista collettiva a nove Campioni Italiani (Francesco Calì, Sofia Collinelli, Matteo Donegà, Nicolo’ Gozi, Sofia Fattori, Samuele Barbato, Mattia Pinazzi, Mattia Ferrieri, Jonathan Joseph Kajamini), dai 14 ai 18 anni, per registrare la loro attenzione e riconoscenza alle scorte tecniche, ma anche l’ammissione che mai nessuno di loro ha partecipato ad una lezione di sicurezza, dove si spiega come questa viene costruita e gestita.

Adriano Malori, nominato “Ambasciatore della sicurezza nel ciclismo”, ha attraversato i cuori dei tanti ospiti con il racconto della sua sfortunata stagione, il timore di non poter ritornare quello di prima, l’importanza di darsi obiettivi di vita ordinaria «come quello di riuscire ad abbracciare il proprio figlio» per superare le previsioni dei medici e gli sforzi tremendi della riabilitazione.

Spazio alle richieste dei Gruppi di motostaffette/scorte tecniche, detti anche “gli angeli dei ciclisti”, con la chiamata in pedana dei presidenti di Motostaffetta Friulana, Motostaffetta Selle Italia, Scorte Chimera Arezzo, Scorta Moto Club Morrovalle Gruppo Motociclisti Pistoiesi, le cui parole non sono apparse propriamente soddisfatte di quanto fatto fin’ora dalla FCI, seppure in quadro di orgoglio e soddisfazione per i risultati generalmente raggiunti.

La parola anche a Lino Secchi, presidente del Comitato regionale Marche, invitato ad illustrare la bellissima iniziativa “1° Bike Day sulla sicurezza stradale”, un appuntamento con partecipazione obbligatoria per tutte le categorie di corridori e che Secchi ha dichiarato di voler realizzare anche il prossimo anno.

Infine, la degna conclusione di una bellissima edizione del Giorno della Scorta: l’attribuzione del Premio Sicurezza 2016 al Prof. Enrico Fagnani, ideatore, realizzatore e responsabile del servizio radio-informazioni voluto dalla FCI nel lontano 1975 e gradualmente messo a punto dalla Lega Ciclismo Professionistico.
Un servizio indispensabile per la sicurezza e la qualità della gare ciclistiche su strada, che tutto il mondo ci invidia e che rappresenta una vera scuola di riferimento non solo per le gare professionistiche.
Incalzato dalle domande di Pier Augusto Stagi, abile conduttore dei lavori, il Prof. Fagnani ha tracciato  la genesi di questo servizio radio-informazioni, chiamando vicino a sé un collaboratore del passato, Mino Farolfi, e quelli attuali, Sergio Mometti e Virginio Rossi, con i quali ha voluto condividere il Premio e le successive foto di rito.

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