FACCE DA OSCAR. Nicolò Costa Pellicciari. GALLERY

TUTTOBICI | 03/11/2016 | 07:09
Oggi conosciamo il più giovane protagonista della Notte degli Oscar tuttoBICI 2016, che si terrà presso l'Hotel Principe di Savoia di Milano mercoledì 16 novembre. Nicolò Costa Pellicciari, emiliano di Luzzara (Re) della Davoli GFM Zide Bagnolese, ha vinto l'Oscar tuttoBICI Gran Premio Lampre Merida tra gli Esordienti del primo anno, vale a dire i ragazzi nati nel 2003. Nicolò ha preceduto nell'ordine il piemontese Manuel Oioli ed il veneto Matteo Consolini.

Come è andata questa stagione?
«Il 2016 è stato per me un anno molto positivo. Ho raccolto 21 successi, perciò non posso che essere soddisfatto. Ci sono stati tanti momenti belli e tanti piazzamenti da festeggiare con la squadra e la famiglia, e alcuni meno piacevoli come il Campionato Italiano che non è andato come speravo. Fino a poco tempo fa non sapevo che esistesse questo premio, quando l'ho scoperto mi sono informato con Francesco Calì che l'ha vinto un anno fa e mi ha detto che è stato molto bello partecipare alla vostra serata».

Come hai scoperto il ciclismo?
«Ho iniziato a praticarlo all'età di 6 anni, la passione è nata assistendo a una gara nel mio paese organizzata da mia mamma e negli anni precedenti da mio nonno. Una corsa che prima era per esordienti e ora è per giovanissimi: dopo aver visto quei bambini in sella felici, ho chiesto di poter provare anche io e non ho più smesso, anzi andare in bici mi piace sempre di più. La bicicletta per me è divertimento, sfogo ma anche passione».

Campione del cuore?
«Peter Sagan, per come corre, perché è uno corretto e simpatico, mi piace sia in bici che giù dalla sella».

Sei al terzo anno della scuola media, come te la cavi?
«Così così. Diciamo che mi piace di più andare in bici che stare sui libri... Ho ereditato la passione dei miei nonni che mamma Mirka e papà Simone, che però giocava a calcio, hanno trasmesso sia a me che a mio fratello minore Daniele che già pedala nella categoria G4».

Cosa vorresti fare da grande?
«Spero di andare il più lontano possibile con il ciclismo e poi vedremo in futuro. Che corridore potrei diventare? Non ne ho proprio idea, ve lo potrò dire tra qualche anno...».

Un consiglio da chiedere a Ulissi e agli altri big presenti alla Notte degli Oscar?

«Più che altro una curiosità: vorrei sapere come viene interpretato il ciclismo nel mondo professionistico, se è ancora un gioco divertente o solo un lavoro».

Giulia De Maio


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