MA ZONIN PUO' ESSERE PER IL CONI UN'ECCELLENZA ITALIANA?

POLITICA | 15/08/2016 | 19:56
Fanno finta di nulla, se ne parla pochissimo, anzi non se ne parla affatto, ad eccezione di Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Il Coni brinda alle medaglie italiane con un vino orgoglio d'Italia e con una famiglia che probabilmente - loro- considerano orgoglio degli italiani. È bellissimo, non hanno il minimo inbarazzo. Non si sono neanche posti il problema. Potrebbero dire e diranno che l'azienda vinicola non ha nulla a che fare con il Ginni Zonin che ha creato non pochi guai di carattere bancario. Il Coni pretende che i propri atleti siano immacolati, il meglio della nostra Italia, il meglio della nostra gioventù, in compenso non fa una piega per un cognome che imabarazza e che evoca dolore per non dire rabbia a centinaia di migliaia di correntisti finiti in rovina. Per non parlare del Governo Renzi, che la spedizione a Rio ha battezzatto e benedetto. Che problema c'è? Basta non parlarne, fare finta di nulla, voltare pagina oppure strapparla direttamente. Oppure berci su. Prosit.

da Libero a firma Nino Sunseri

Medaglie di latta. Gli Zonin sponsor di Casa Italia dimenticano i 110mila rovinati

Speriamo davvero che, alla fine, il medagliere italiano alle Olimpiadi in corso a Rio superi la soglia minima di venticinque allori. Sotto questa asticella, infatti, la spedizione verrà considerata un insuccesso mentre l'orgoglio sportivo nazionale ha bisogno di un ricostituente dopo i dolori calcistici degli ultimi due anni. I tifosi più tifosi di tutti sono sicuramente i fratelli Domenico, Francesco e Michele Zonin che hanno ricevuto la proprietà dell'azienda di famiglia dal papà Gianni ex banchiere ed ex presidente della Banca Popolare di Vicenza. La casa vinicola infatti è lo sponsor ufficiale di Casa Italia, quartier generale della squadra azzurra a Rio. Un'operazione che serve a lucidare il blasone della dinastia piuttosto ammaccato dopo il crac della banca che ha coinvolto oltre centomila azionisti.

Meglio non pensare alle conseguenze d'immagine se i risultati degli Azzurri dovessero essere inferiori al minimo sindacale. Certo lo sponsor non è responsabile dei risultati sportivi ma la vittoria ha sempre le ali. Sponsorizzare un'operazione sportivamente sfortunata è proprio l'ultima cosa che serve a casa Zonin. È in corso un'operazione di marketing in grande stile per separare il terremoto della banca dalle sorti della casa vinicola. Un lavoro talmente profondo da non escludere la possibilità, com'è accaduto in altri casi, di arrivare, dopo la nuova governance, ad un nuovo marchio. Tornare da Rio con un medagliere povero, finirebbe, inevitabilmente per avere riflessi poco graditi. In molte zone del Nord est quella di Zonin non è più una denominazione di eccellenza come una volta. Figuriamoci se la missione azzurra dovesse ottenere scarsi risultati. Già lo sport veneto (non meno di quello italiano) è a lutto per le delusioni di Federica Pellegrini, grandissima atleta di origini padovane.

Lasciamo perdere il resto anche se sui campi di gara vanno i campioni non gli sponsor. Francesco Zonin, vice presidente di Zonin 1821 ha molto enfatizzato il successo di marketing per l'azienda: «Crediamo che Rio 2016 sarà un vero successo e permetterà di far conoscere le eccellenze italiane, sia nell'ambito dello sport che della cultura enogastronomica, al mondo». Ed è proprio sulle esportazioni che ora sono indirizzate le strategie commerciali del gruppo presente in 110 Paese. In particolare negli ultimi dieci anni negli Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Brasile. L'azienda ha chiuso i conti del primo semestre con un aumento del fatturato del 21% rispetto allo stesso periodo del'anno scorso, dopo un fatturato 2015 in crescita del 16% per un totale di 186 milioni di euro (raggiunti per l'84% all'estero e il 16% in Italia). Rio serve ad aprire una diversa pagina del futuro. L'ira dei 110 mila azionisti della Banca Popolare di Vicenza (118.000, ndr) non passerà tanto presto. Sperando di non associare il nome ad un'impresa sportiva poco fortunata.
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COMMENTI
Senza vergogna.
16 agosto 2016 07:33 Bastiano
Presentare come eccellenza l\'immagine di chi ha rovinato l\'Italia ed ha poi furbescamente sottratto i propri beni al giusto risarcimenti dovuto ai truffati, la dice lunga sull\'etica dei vertici CONI.
Comunque c\'è un marciatore pulito da immorale per far vedere che si combatte per l\'immagine pulita dello sport.

vergogna!!!
16 agosto 2016 22:04 angelog
Non ci sono parole, che si vergogni il coni, i zonin tutti e pure che scrive certi articoli!

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