BERNARDELLI E IL BON TON DELLA POLITICA

POLITICA | 02/08/2016 | 18:47
Il 28 luglio scorso Francesco Bernardelli è tornato a guidare il Comitato Regionale Lombardo dopo un anno d’inibizione comminato dalla commissione federale. Ma questo poco ci importa, fa parte della storia e di un passato recente che è giusto archiviare in fretta. Quello che mi ha colpito è come il presidente sia tornato nell’esercizio delle proprie funzioni: come prima uscita politica ha sentito la necessità di convocare per sabato 6 agosto una riunione riservata ai soli componenti dei Comitati Provinciali, e non come sarebbe stato più logico, con chi in questo anno l'ha sostituito. Anche in questo caso è bene dire a chiare lettere che ciò disposto non va contro nessun regolamento, cozza soltanto con quei “modus operandi” che per semplificazione definisco educazione politica. Insomma, un presidente che torna al proprio posto dopo un anno di assenza e che come prima cosa sente la necessità d’incontrare i Presidenti Provinciali anziché il presidente facente funzione che in questi dodici mesi l’ha sostituito (Cordiano Dagnoni, vice-presidente vicario in essere), mi lascia parecchio perplesso. Prima dei Presidenti Provinciali – con tutto il rispetto per la loro figura e il loro ruolo – logica imporrebbe, se non proprio il bon ton del buon politico, un incontro con il Consiglio tutto, con il quale dovrebbe tornare nei prossimi mesi a lavorare in armonia. Ma qui mi taccio e chiedo venia, per l’argomento trattato e i modi. Ho parlato di bon ton, educazione politica e armonia. Forse pretendo troppo, e per questo mi scuso.        p.a.s.
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