I legali di Riccò: non è stata premiata la collaborazione

| 02/10/2008 | 14:49
Amarezza, sorpresa, sconcerto: sono queste le prime sensazioni che mergono dalle parole di Alessandro Sivelli, legale di Riccardo Riccò, dopo la sentenza emessa nei confronti del modenese. «Siamo sconcertati, la lealta' non è stata premiata. Non è mai bello parlare dopo una sanzione aumentata rispetto alla richiesta della Procura. Se Riccò avesse taciuto, avrebbe ottenuto probabilmente lo stesso risultato». La Procura antidoping aveva chiesto una squalifica di 20 mesi per l'atleta, che si aspettava uno sconto di pena in virtu' della collaborazione garantita agli inquirenti. La sanzione decisa dal Tribunale comprende 18 mesi di stop per assunzione di sostanza dopante e 6 mesi per la frequentazione con il dottor Carlo Santuccione, soggetto inibito a vita dalla giustizia sportiva. In teoria, il modenese rischiava uno stop di 30 mesi. «Se Ricco' avesse taciuto sarebbe stato squalificato ugualmente per 2 anni. La sua lealta' non e' stata premiata e per questo siamo molto delusi. Ora valuteremo, credo ci sia lo spazio per impugnare la sentenza e proseguire l'iter disciplinare». Secondo il dispositivo della sentenza, il Tribunale Nazionale Antidoping presieduto da Francesco Plotino dichiara «Riccò responsabile degli addebiti disciplinari che gli sono stati ascritti e, ritenuta la diminuente di cui all'articolo 10.5.3 del codice WADA in relazione alla violazione antidoping di cui all'articolo 2.1, gli infligge la sanzione di un anno e 6 mesi in ordine all'addebito di assunzione di sostanza dopante e la squalifica di 6 mesi in ordine all'addebito di frequentazione del Dott. Santuccione, già inibito a vita dalla giustizia sportiva. Così complessivamente vengono inflitti a Riccò 24 mesi di squalifica». Il Tribunale «dspone che la sanzione decorra dal giorno della sospensione provvisoria (31 luglio 2008) con scadenza 30 luglio 2010. Dispone che la presente decisione sia comunicata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pescara e al Consiglio dell'Ordine dei Medici di Pescara, per i provvedimenti di rispettiva competenza'».
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