DE LUCA (FCI ROMA): «SI INDIVIDUINO ANELLI SICURI SULLE PROVINCIALI, CON CARTELLI "STRADA FREQUENTATA DA CICLISTI"»

DIBATTITO | 03/09/2026 | 08:21
di Nicolò Vallone

Mentre il GP Ciclismo Oggi e Domani, a tre weekend dalla fine, continua il suo corso e vede dominatori netti in ambito Esordienti e classifiche più aperte in ambito Allievi, noi ieri abbiamo parlato di altri delicati temi con il coordinatore del progetto: Marcello De Luca, consigliere provinciale FCI Roma e membro della commissione Attività di Promozione Ciclistica della FCI Lazio presieduta da Maurizio Brilli.


Constatando che oltre metà degli Allievi tende a non portare a termine le gare, con conseguente pioggia di abbandoni in un ciclismo su strada che già fatica sempre più ad attrarre nuovi giovani, il nostro interlocutore ha concentrato le proprie riflessioni su un aspetto che, oltre a generare una carneficina sulle strade d'Italia, scoraggia (comprensibilmente) i genitori dall'iscrivere figli e figlie alle categorie agonistiche: la sicurezza. O meglio, la non sicurezza. Quella drammatica fatica che gli utenti della strada hanno nel condividere uno spazio che dovrebbe essere di tutti i mezzi di locomozione.


Questa è l'idea che De Luca ci ha illustrato in anteprima, in attesa di rifinirla e proporla come progetto vero e proprio, secondo gli iter burocratici del caso:

«Negli ultimi anni ci si è concentrati molto sulle piste ciclabili. Che sono utili e da promuovere, certo, ma il loro aumento a dismisura ha alimentato l'assioma "le biciclette vadano sulle ciclabili, sulla mia strada non ci devono stare". Questo è infatti il pensiero che, in varie forme e toni, mi sento rivolgere a ogni uscita in bici. Solo che sulle ciclabili non si può sempre andare, sia perché non sono ovunque sia perché, se si hanno esigenze di allenamento o comunque di un certo tipo di pedalata, è sulla strada che si deve andare. E quella strada dev'essere di tutti, con un rispetto reciproco che si è ormai perso nella società esasperata che stiamo vivendo. Secondo me, quindi, oltre che occuparsi delle ciclabili, la vera sfida per chi gestisce la mobilità è facilitare la vita delle bici sulle strade e la convivenza tra i diversi utenti e mezzi di locomozione. Unendo queste considerazioni col ricordo di quando, cinquant'anni fa, i ciclisti romani si allenavano sul Grande Raccordo Anulare, anello di quasi 70 chilometri non così trafficato come oggi, ho maturato l'idea che si dovrebbe cercare di progettare anelli stradali sicuri per l'allenamento ciclistico, le gare giovanili e qualsiasi tipo di pedalata. Come fare? Ogni provincia potrebbe individuare sulle proprie strade dei singoli tratti che potrebbero fungere da anello sicuro, dove disseminare i cartelli "strada frequentata da ciclisti" e accompagnare il tutto con una campagna di comunicazione e sensibilizzazione ad hoc. Non disegnare l'ennesima ciclabile, ma agevolare la convivenza di tutti sulla stessa strada. Ci vorrebbe in tal senso un'azione congiunta tra la Federazione, qualora sposasse il progetto, e le amministrazioni locali. Da privato cittadino ho già chiesto che venga adottata una simile soluzione nei primi 26 chilometri della Provinciale Tiberina, frequentatissima da ciclisti. Chissà se qualcuno mi risponderà mai…»

La speranza, però, è che le prime risposte arrivino innanzitutto dagli uffici federali una volta che il progetto vi sarà proposto ufficialmente. Prima di salutarci, De Luca ha condiviso con noi altre tre riflessioni. Una sulle gare giovanili: «Al di là della realizzazione di questi "anelli sicuri" penso che gareggiare in circuito, e magari coinvolgere maggiormente gli autodromi come teatro delle corse, sia utile per mitigare i contrasti domenicali con gli altri utenti della strada». La seconda, sul metro e mezzo: «La precisazione "ove le condizioni lo consentano" nell'art. 148 del Codice della Strada apre a qualsiasi interpretazione personale per non rispettarlo». Infine, la provocazione: «Chi fa l'esame della patente dovrebbe passare dei mesi in bicicletta per immedesimarsi e capire...»

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COMMENTI
Argomenti giusti
3 settembre 2026 08:59 lupin3
di strettissima attualità, ma che purtroppo tenderanno a ghettizzarci sempre più

Corsie ciclabili
3 settembre 2026 11:39 moris
Giustissimo. In provincia di Modena esistono alcune di queste zone, peccato non siano collegate tra loro e siano molto brevi.
Prendendo esempio da alcuni passi alpini, tanto per iniziare dove possibile si potrebbero individuare delle "corsie ciclabili": i ciclisti avrebbero un proprio spazio (e non sparsi con effetto "mandria") e gli altri utenti avrebbero l'avviso che quella strada è frequentata da ciclisti ponendo (forse) maggior attenzione.

lupin3
3 settembre 2026 11:41 Cicorececconi
Si, anche perchè non è che ci siano così tante strade così sicure

Finalmente
3 settembre 2026 12:10 Miguelon
Si i dividuano almeno dei problemi con delle soluzioniipotetiche.

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