I VOTI DI STAGI. POGACAR AGGIORNA STORIA E STATISTICHE, EVENEPOEL TUTTA GRINTA, JONAS E ISAAC... CHE FATICA

I VOTI DEL DIRETTORE | 14/07/2026 | 19:20
di Pier Augusto Stagi

Tadej POGACAR. 10 e lode. Riscatta l’onta di due anni fa, quando il campione del mondo perse allo sprint dal rivale Jonas Vingegaard. Dice di non interessarsi di storia e statistiche lo sloveno, ma non c’è un giorno che non risistemi sia una che le altre. Alla fine lo dice: «Questo appuntamento ce l’avevo in mente da un po’, da quando Jonas mi ha battuto e ho onorato la presa della Bastiglia vincendo in maglia gialla». Nel giorno della presa della Bastiglia, il campione del mondo si prende la scena, con l’ennesimo colpo di classe. Non manda a brandelli la corsa, non la distrugge, ma la tramortisce, sferrando l’ennesima picconata. Per il campione del mondo è la tappa numero 24 in carriera, la numero 33 nei Grandi Giri, 124a in carriera (16a stagionale). Per lui oggi la maglia gialla numero 60, raggiunto Miguel Indurain, ora davanti ha solo Bernard Hinault (79) e Eddy Merckx (111). Ma conoscendolo, davanti a sé ha ancora qualche pagina di storia e di statistiche da aggiornare.


Remco EVENEPOEL. 9. Barcolla ma non molla. Ha la testa più dura del cemento e anche quando sembra destinato a finire alla deriva, trova sempre la forza di risalire la china. Lotta contro tutto e tutti, con la grinta dei fuoriclasse, dimostrando ancora una volta che il ruolo di leader nella Red Bull è cosa sua. Si stacca, rientra e poi sprinta con rabbiosa velocità. Vince la volata per distacco e finisce alle spalle del fenomeno. Bisogna però riconoscere che anche lui non scherza affatto.


Paul SEIXAS. 9. È sempre lì, con il migliore, confermando di non essere un intruso, ma un degno rappresentante di una categoria: di quelli nati pronti. Per quanti storcono il naso che è troppo giovane per essere qui, basti ricordare che qui ha voluto esserci lui. E quando un corridore si sente di fare una cosa, lo si deve semplicemente accompagnare. Tanto poi alla teoria segue la pratica e “le petit garçon” ci sembra già molto pratico.

Jonas VINGEGAARD. 5. È proprio vero: mai tornare dove si era stati felici. Oggi il danese deve incamerare un’altra amarezza. L’ennesima picconata che lo sloveno gli rifila. Dopo due anni, ecco la vendetta che non è servita fredda, perché il clima è infuocato. Lui in ebollizione ci va, ma nonostante questo, si mostra ancora fiducioso. «Arriveranno le salite più lunghe». Certo, arriveranno: speriamo che possa essere nella condizione – per dirla con Pantani – di abbreviare l’agonia.

Florian LIPOWITZ. 7. Non fa pedalate inutili: lui è lì. Non barcolla e non molla. 

Juan AYUSO. 7,5. Fa corsa di testa e davanti ci resta. Non ha guizzi, ma nemmeno cedimenti. Concreto come pochi, tenace come pochissimi. Del Toro vive la sua giornata no, lui ne approfitta e si veste di bianco.

Mattias SKJELMOSE. 7,5. Scorta fedelmente il suo capitano Ayuso con grande efficacia. Fanno blocco unico e non si separano neanche in classifica: entrambi restano lì nella top ten.

Isaac DEL TORO. 5. Va in ebollizione e perde secondi e maglia. Scivola giù dal podio. Un brutto ruzzolone, ma è sempre in sella.

Tom PIDCOCK. 6,5.  Scivola per terra, ma il britannico non si perde d’animo e non perde nemmeno tanto terreno. È ancora lì nel vivo della corsa e riuscirci oggi non era per niente semplice. Guadagna tre posizioni nella generale: adesso è 10°.

Lenny MARTINEZ. 6,5. Conosce perfettamente i propri limiti e anche oggi prova a fare un passettino in più. 

Richard CARAPAZ. 7. Non raccoglie nulla, ma in un Tour di giganti, lui non è un nano. Ci prova con coraggio e solo per questo, merita tutti i nostri applausi. Anche le sconfitte hanno sapori diversi.

Davide PIGANZOLI. 7. Scorta alla grande in suo capitano, poi non si lascia andare, controlla la sua risalita e un paio di posizioni nella generale le recupera: adesso è 13°. 

Javier ROMO. 7,5. L’uomo Movistar resta per lungo tempo al comando con Harold Tejada (XDS Astana): corsa da uomini duri, poi a 72 km dal traguardo, resta solo: cose da folli. Da applausi.

Matteo TRENTIN. 17. Lo ferma la febbre ed è costretto a tornare a casa. Tour di sofferenza, in un clima infuocato: difficile per chiunque “guarire” in certe condizioni.


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COMMENTI
domanda
14 luglio 2026 20:17 PIZZACICLISTA
Oggi non vota Tiberi?

5
14 luglio 2026 20:34 Craven
Bisognerebbe darlo a tutti quelli che stavano piacevolmente a ruota del danese per poi fare la volatina. Piganzoli, se non impara a gestirsi, nella terza settimana lo raccolgono col cucchiaino.

Craven
14 luglio 2026 21:12 Rask11
O non ha visto la tappa, o si è distratto. Evenepoel ha fatto tutta la salita da solo, staccato, resistendo aggrappato con i denti a pochi secondi, senza sfruttare la ruota di nessuno; è rientrato in discesa e pianura per poi piazzare uno scatto imperioso sul finale. Se Vingegaard non riesce a togliersi di ruota gente che non è Pogacar direi che è un problema suo.

Craven
14 luglio 2026 21:23 apprendista passista
Concordo sul "5" a tutti gli inseguitori. Su Piganzoli ha dimostrato molto al Giro e...speriamo. Certo, qualcuno con Vingo doveva starci...

Craven
14 luglio 2026 21:28 BuIlet
il danese é il grande avversario di Pogacar e gli altri gli lasciano il peso della corsa. Per i supercampioni la vita é dura. Anche Remco dovrebbe capirlo invece di fare i capricci quando pretende di essere aiutato da gente che poi brucia nel finale.

Craven
14 luglio 2026 21:35 Vacario
Hanno fatto il loro. Ormai si corre per i due gradini più bassi del podio e l’onere di cucire il buco spettava a chi doveva competere con Pogacar per la vittoria finale (almeno nei sogni)

Vingo
14 luglio 2026 22:05 De Vlaemink69
È meno brillante degli altri anni se resta con quei corridori. Evidentemente le fatiche del giro si fanno sentire,altro che attaccare Pogi..... cavolate.

Vacario
14 luglio 2026 22:35 Craven
Sta di fatto che non fanno una bella figura, soprattutto vedendo quante energie avevano per lo sprint.

Proposta
14 luglio 2026 22:38 Gnikke
Ogni giorno un punto in più nel voto a Seixas! In considerazione della sua età!

vingegaard
14 luglio 2026 23:57 fransoli
se guardiamo all'unica salita addatta alle sue caratteristiche che è stata fatta, il Tourmalet, non direi proprio che è stato meno brillante degli scorsi anni, li ha perso solo 30 secondi da un Pogacar che ha frantumato di due minuti il precedente record di ascesa, il che significa che pure lui è andato sotto di 1 minuto e mezzo.. i problemi secondo me sono due: il primo è Pogacar, che in questi anni è migliorato ulteriormente, non riesce a tenerlo e si ritrova in una posizione scomoda a bagnomaria che gli fa spendere parecchio pagando gli sforzi nei finali; il secondo è che la Visma non è minimamente all'altezza della Visma degli scorsi anni e il danese, come oggi, si ritrova solo a fare il lavoro che un tempo faceva il Kuss della situazione, con tutti gli altri che stanno alla sua ruota sfruttandone il lavoro, altri che, per il momento, mi sembrano forse più forti rispetto alla concorrenza degli scorsi anni. Pogacar ha fatto due passi aventi, Vingegaard magari ne ha fatto mezzo, gli altri un passo e si sono avvicinati leggermente. Ma attenderei l'arrivo di domenica per trarre conclusioni

Craven
15 luglio 2026 09:00 Ale1960
Cosa deve gestire Piganzoli? Non è certo qui per fare classifica. È l'ultimo uomo di Vingegaard. Ormai ha preso il posto di un sofferente Kuss. Finché ne avrà il suo compito è quello. Comunque lo sta facendo alla grande. A differenza degli altri Visma che sembrano piuttosto stanchi.

Ale
15 luglio 2026 10:42 Craven
Kuss si sta gestendo per essere davanti quando servirà, basta vedere come e quando si stacca. Piganzoli non ha esperienza da gregario di livello e non serve a niente tenere dopo che si stacca se poi dovrà lavorare.

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