L'ORA DEL PASTO. LUSIANA E QUELLA FONTANA DEDICATA A WALTER PASSUELLO. GALLERY

NEWS | 15/07/2026 | 08:25
di Marco Pastonesi

Tre abeti, un quarto di luna, una cornice che somiglia a una donna sorridente, un rubinetto e la vasca a semicerchio. La fontana del ciclista, a Lusiana Conco, sull’Altopiano dei Sette Comuni vicentini, è punto di partenza, passaggio e arrivo, di rifornimento e, da quando è stata dedicata a Giuseppe Walter Passuello, anche di pellegrinaggio.


Giuseppe di primo nome, ma Walter per tutti, Passuello senza alcuna parentela con l’Adriano corridore degli anni Sessanta e Settanta, anche lui vicentino ma di Longa di Schiavon. E’ vero che – era il 1977 - quando Adriano smetteva, Walter cominciava, e pare che i due Passuello si siano incrociati, sì e no, una sola volta. Walter era nato, appunto, a Lusiana, ma in alcune fonti, per esempio su procyclingstats.com, si scrive che fosse di Milano, dove la famiglia si era trasferita quando lui era ancora piccolo. La vita lo avrebbe poi destinato a Livorno, ma senza mai prendere o lasciare un accento: per quel poco che parlava, lo faceva in italiano.


A Lusiana, neppure cinquemila abitanti, Passuello è considerato il campione: lui ce l’ha fatta. Dieci anni da professionista, sei Giri e una Vuelta, le classiche del calendario italiano e internazionale. Gregario, di quelli di lusso, da Gavazzi a Moser, da Saronni a De Vlaeminck, e a questi ultimi due era più legato per affetto e stima. “Con De Vlaeminck – specifica Domenico – aveva ideato tecniche primordiali di allenamento scientifico, qualcosa che si avvicinava alle SFR, le salite forza resistenza, più dovute all’esperienza che alla ricerca, più alle sensazioni che ai dati, più al passaparola che ai sacri testi”. Nessuna vittoria individuale, una a squadre (nella cronostaffetta in Abruzzo in squadra con Moser), almeno quattro secondi posti (uno anche alla Vuelta nel 1978), un terzo (al Melinda del 1985) e un quinto (al Giro del 1981, la tappa di Pavia vinta da Gisiger). Rammarichi? “Mai sentito lamentarsi – confida Domenico Passuello, figlio d’arte, prima nel ciclismo, poi nel triathlon, e qui ancora atleta e tecnico -. Ho intuito che c’era rimasto male quando, forse era il 1984, nelle premondiali si era comportato bene e piazzato benissimo, ma poi la convocazione in azzurro non era arrivata”.

Me lo ricordo a Cerreto Guidi, in Toscana – dice Beppe Saronni -, nel 1976, correvamo ancora tra i dilettanti. Ero in fuga con lui, Mazzantini e Barone, tutti e tre della Chima Castello, uno squadrone. Sull’ultimo strappo scattai e vinsi: per loro fu una grande beffa e un piccolo dramma. Poi però ne avremmo riso molto, insieme, ogni volta che ci si rivedeva”. “Finita la carriera professionistica, ci siamo incontrati a qualche granfondo e ciclostorica – dice Francesco Moser -. Walter si allenava più seriamente di noi, ci staccava come se fossimo bambini e arrivava un quarto d’ora prima di noi”. Aveva già aperto un negozio di biciclette a Livorno, Walter, sugli Scali delle cantine, sul Pontino, e qui avrebbe lavorato proprio fino all’ultimo istante. Era il 2020, aveva 68 anni. Il cuore.

Chi lo avrebbe mai detto, sembrava un uomo di ferro. “Invece – racconta Domenico - abbiamo poi saputo che qualche volta, in bicicletta, aveva già avuto qualche problema. Lo aveva sottovalutato, o trascurato, o minimizzato. Nessun esame, nessun controllo”. Alla bicicletta (e al ciclismo) era rimasto legato da vera passione: le uscitine all’ora di pranzo anche da solo, quelle più serie la domenica mattina con i soliti amici, prima le granfondo, poi quando diventarono competitive, meglio le ciclostoriche.

E adesso la fontana del ciclista, dedicata a Walter, nella sua Lusiana. Quella fontana è il simbolo del ciclismo. La fatica. Ma anche la felicità. Una sorgente – sempre – di vita.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Assegnati i titoli italiani dell’Omnium elite al velodromo Francone di San Francesco al Campo. Tra gli uomini, giornata da incorniciare per Matteo Fiorin, che si laurea Campione d’Italia dopo aver interpretato da protagonista tutte e quattro le prove del programma,...


Si è risolta con la volata vincente di Noah Hobbs la prima tappa del Tour de l’Ain 2026. Sul traguardo di Bourg-en-Bresse, sede d’arrivo di una frazione inaugurale di 160.9 chilometri partita da Parc des Oiseaux, il ventiduenne...


La seconda giornata dei Campionati Italiani Assoluti su pista al velodromo Francone di San Francesco al Campo (Torino) si apre nel segno di Miriam Vece, che conquista il titolo tricolore nel Keirin donne elite. La cremonese delle Fiamme Oro ha...


Greg LeMond, il californiano che piazzò la bandierina USA nell'albo d'oro del Tour de France un decennio prima del texano Lance Armstrong, in occasione del finale del Tour de France ha condiviso con L'Equipe parole non certo morbide nei confronti...


La Val di Sole è ormai da diversi anni una delle grandi capitali mondiali della MTB, e punta ad esserlo sempre di più. In meno di 20 anni ha ospitato 4 Mondiali e dopo le edizioni del 2008, del 2016 e...


La voce è meno potente di un tempo, segnata dalle difficoltà degli ultimi mesi, ma quando parla di ciclismo gli occhi di Eddy Merckx tornano a brillare come quelli del campione che ha cambiato la storia di questo sport. Nella...


Un altro Grande Giro, il secondo della stagione, è andato in archivio ma trattandosi del Tour de France, e in ottica ranking UCI della gara in calendario che metteva in palio più punti di tutte, è più che mai...


Si è spento Giovanni Zonta, 87 anni, detto “Mistero”. Era di Nove, in provincia di Vicenza. Il suo tempo libero lo ha trascorso per oltre 40 anni con la passione del ciclismo, prima come dirigente tra le fila del Velo...


Al termine del Tour de France, dopo il discorso del vincitore, ci sono state anche le dichiarazioni di Christian Prudhomme, il direttore della corsa gialla, che come da protocollo, tira le somme della corsa. Riguardo al vincitore, Prudhomme  incorona Pogacar,...


Tadej Pogacar ha vinto il Tour de France 2026, eguagliando il record storico di cinque successi ottenuti da Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. Il fuoriclasse sloveno è anche l’unico ad aver centrato il trionfo finale per due volte da campione...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra