POGACAR. «UNO "SVIZZERA" PERFETTO PER PREPARARE LE BATTAGLIE DEL TOUR. ORA RIPOSO E POI...»

PROFESSIONISTI | 21/06/2026 | 19:30
di Francesca Monzone

Se qualcuno nutriva ancora dubbi su chi sia oggi il corridore più forte del World Tour, il Giro di Svizzera ha fornito l'ennesima risposta. Tadej Pogacar ha conquistato la corsa elvetica con l'autorità del campione assoluto, vincendo tre tappe su cinque e lasciando ai rivali la sensazione di correre per il secondo posto.


Lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG ha trasformato il Giro di Svizzera nell'ennesima dimostrazione di forza di una stagione che lo vede ancora una volta dominatore del ciclismo mondiale. Ogni volta che la strada si è impennata, ogni volta che la corsa è entrata nel vivo, Pogacar ha risposto presente, imponendo il proprio ritmo e la propria superiorità.


La vittoria nella classifica generale è arrivata al termine di una giornata durissima, caratterizzata da temperature elevate e da un percorso selettivo che ha messo a dura prova il gruppo. Ma ancora una volta il campione sloveno ha dimostrato di avere qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.

«È stata una corsa veramente dura, ma la squadra ha fatto un ottimo lavoro -  ha dichiarato Pogacar al termine della tappa - È diventata sempre più difficile a ogni giro e alla fine è stato uno sforzo totale. Anche la Decathlon stava cercando di imporre un ritmo elevato sull'ultima salita, quindi ho cercato di continuare e mantenere quel ritmo fino alla cima». 

Il campione del mondo ha tagliato il traguardo in solitaria e alle sue spalle, con un ritardo di 7” è arrivato Lenny Martinez (Bahrein-Victorious), seguito da Lemmen Bart (Visma-Lease a Bike). «È stata una giornata brutale e faceva un caldo torrido, quindi sono felice di aver vinto la classifica generale e di poter tornare a casa da Urska».

Nella classifica finale Pogacar ha chiuso con un vantaggio di 6’32” su Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) e 6’53” su Mathias Vacek (Lidl-Trek).

Le parole del campione iridato  raccontano la durezza della giornata, ma non riescono a nascondere la naturalezza con cui  continua a vincere. Per Pogacar, infatti, il Giro di Svizzera non è stato soltanto un successo prestigioso, ma soprattutto un test fondamentale in vista dell'obiettivo più importante della stagione: il Tour de France.

Il prossimo 4 luglio il fenomeno sloveno sarà infatti al via della Grande Boucle e quanto mostrato negli ultimi giorni lo rende inevitabilmente il grande favorito per la conquista della maglia gialla a Parigi.

La sua condizione appare già vicina alla perfezione. Le accelerazioni in salita, la brillantezza nei finali più impegnativi e la capacità di recuperare giorno dopo giorno hanno confermato una volta di più perché Pogacar sia considerato il punto di riferimento assoluto del ciclismo moderno.

«Dopo l'ultima salita è andata bene - ha spiegato lo sloveno - Probabilmente è così che sarà anche il Tour, con questo impatto e con così tanti dislivelli accumulati prima della salita finale. È stato un ottimo modo per mettere alla prova le gambe, il cuore, i polmoni, tutto. Sull'ultima salita ho dato il massimo ed è stata davvero dura, ma è stata una bella salita».

Le sue parole confermano come il Giro di Svizzera sia stato affrontato anche come una vera e propria simulazione delle fatiche che lo attendono tra poche settimane sulle strade francesi. A chi gli ha chiesto se si senta già pronto per il Tour, Pogacar ha risposto con la tranquillità di chi sa di aver completato un altro tassello fondamentale nella propria preparazione. «Adesso si tratta soltanto di riposarsi un po' a casa, fare qualche allenamento specifico e poi partire per Barcellona».

Un programma semplice, almeno sulla carta. Ma dietro queste parole c'è la consapevolezza di arrivare all'appuntamento più importante della stagione con una condizione eccellente e con una fiducia ai massimi livelli.

Tre vittorie di tappa, il successo nella classifica generale e la sensazione di avere ancora margini di miglioramento: il Giro di Svizzera ha confermato ciò che tutti nel ciclismo sanno già da mesi: Tadej Pogacar continua a essere l'uomo da battere.

E mentre il conto alla rovescia verso il Tour de France entra nelle sue ultime due settimane, il messaggio lanciato dalla Svizzera è forte e chiaro: se qualcuno vuole strappare la maglia gialla dalle spalle del campione sloveno, dovrà riuscire a fare qualcosa che negli ultimi mesi è sembrato quasi impossibile, battere il miglior corridore al mondo.


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