GIRO DI SVIZZERA 2026. SOLO 5 TAPPE E PARTENZA DALL'ITALIA, TUTTI GLI OCCHI SU POGAČAR

PROFESSIONISTI | 16/06/2026 | 08:20
di Carlo Malvestio

La 89ª edizione del Giro di Svizzera che partirà domani è particolare per diverse ragioni. In primis, perché la corsa torna a disputarsi in 5 tappe (17-21 giugno) come nelle sue primissime edizioni negli anni ’30, così da evitare la concomitanza con il Tour Auvergne - Rhône-Alpes e dare la possibilità al Giro di Svizzera femminile, a sua volta prova WorldTour, di svolgersi in contemporanea, su un percorso praticamente identico, solo leggermente accorciato. Poi, perché per la prima volta nella sua storia la corsa partirà dall’Italia, da Sondrio.


La corsa sarà in diretta sui canali di Discovery+


Il percorso

Come detto, quindi, si partirà dalla Valtellina, con la Sondrio - Sondrio di 144 km. Sarà una tappa subito esplosiva, con gli ultimi 17 km caratterizzati dagli strappi, brevi ma arcigni, di Ponte in Valtellina (1,4 km al 9%) e Bordighi (1,1 km all’11,5%). Gli uomini di classifica, verosimilmente, cominceranno subito a mettere un po’ di carne al fuoco. 

Avrà uno sviluppo molto simile anche la seconda tappa, con partenza e arrivo a Locarno per 157,7 km complessivi: negli ultimi 18 km ci sono le salite di Fanghi (3,5 km al 7%) e Orselina (1,4 km all’8,9%) che renderanno il finale molto aperto. La tappa sulla carta più semplice è la terza, con partenza e arrivo a Bad Ragaz per 157,4 km e tutte le difficoltà altimetriche raccolte nella prima parte di frazione. 

Il quarto giorno c’è un’interessante cronometro, 23,7 km quasi del tutto pianeggianti, con partenza e arrivo ad Aarburg, adattissima agli specialisti. Il piatto forte della settimana arriva però l’ultimo giorno, con la Villars-sur-Ollon  -  Villars-sur-Ollon di 150,7 km. La tappa non è altro che un triplo giro di un circuito che comprende la scalata al Col de la Croix (19,1 km al 7%), dove si trova appunto la cittadina di Villars-sur-Ollon, per un esperimento che era già stato fatto due anni, sue due soli giri però, con vittoria di Adam Yates. Per la precisione, l’arrivo si troverà dopo 9,6 km all’8% della scalata del Col de la Croix. 

(Altimetrie in copertina)

I favoriti

La riduzione delle tappe non sembra aver danneggiato la corsa in termini di partecipazione, anzi. Innanzitutto per la prima volta ci sarà al via Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG), che nel suo cammino per “completare il ciclismo” punta ad aggiungere un altro tassello al suo infinito palmares, dopo aver vinto il Romandia un paio di mesi fa. 

Dietro di lui c’è un’interessante schiera di pretendenti al podio: c’è Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe), a sua volta all’esordio al Giro di Svizzera, e ci sono poi Lenny Martinez e Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), che scaldano i motori in vista di un Tour de France in cui vorranno essere protagonisti. Ci sono i rientranti Mikel Landa (Soudal Quick-Step) e Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), che hanno rinunciato al Giro per ragioni fisiche. Occhio poi a Romain Grégoire (Groupama-FDJ), Enric Mas (Movistar), Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step) e Clément Champoussin (XDS Astana).

Per le tappe testerà la gamba Mathieu Van der Poel (Alpecin-PremierTech), ma occhio anche a Mauro Schmid (Jayco AlUla), Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike), Marc Hirschi (Tudor), Arnaud De Lie (Lotto Intermarché), Corbin Strong (NSN) e Luke Lamperti (EF Education-EasyPost).


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COMMENTI
Faccio il malizioso...
16 giugno 2026 16:17 VanDerPogi
...secondo voi hanno ridotto il giro di Svizzera a 5 tappe per invogliare i "big" come Pogacar a partecipare?
Ultimamente il Delfinato in preparazione al Tour, vista la collocazione in calendario, era sempre più gettonato...
Il Giro di Svizzera ai tempi di Merckx era il terzo giro per importanza e popolarità dopo Tour e Giro (superava la Vuelta) mentre ora è relegato ad essere più corto del Romandia...

Segno dei tempi
16 giugno 2026 16:49 lupin3
Probabilmente non ci sono più molte località disposte ad ospitare la corsa e quelle che lo fanno vogliono partenza e arrivo. È anche più facile organizzare così ed è la direzione verso cui (purtroppo o per fortuna) va il ciclismo su strada: gare in circuito, più corte, con anche la gara femminile. Teoricamente dovrebbe esserci più pubblico e maggior ritorno per le località interessate

VanderPogi
16 giugno 2026 17:49 Frank46
Può essere, però non è vero che era più importante della Vuelta. La Vuelta all'epoca era una corsa nuova e con poca storia rispetto al Giro di Svizzera. Molti facevano sia Giro che Tour e fare anche la Vuelta diventava pribitivo. Quindi se vogliamo fare il giochetto delle start list il Giro di Svizzera era più importante della Vuelta, ma il fatto stesso che la Vuelta fosse una gara di 3 settimane faceva da subito della Vuelta un GT mentre il Giro di svizzera era una gara di preparazione per il Tour. Poi che nessuno andava solo per partecipare e per preparare il Tour ma i più forti volevano sempre vincere, un pò come succede anche adesso, non lo metto in dubbio.. Però sempre gara di preparazione era.

E un grande campione se aveva vinto Giro e Tour di sicuro provava anche a vincere la Vuelta. Vincere il Giro di Svizzera contava il giusto invece, essere ai nastri di partenza era importante per il Tour de France perchè all'epoca solo correndo ti potevi preparare ad una corsa.

I grandi giri
16 giugno 2026 19:37 39per23
Una volta la vuelta la usavano per fare la gamba in vista del giro,poi al termine della seconda settimana si ritiravano

A questo punto,non lo facciano più.
16 giugno 2026 23:30 pickett
Piuttosto che vederlo ridotto così...La scusa della concomitanza col Delfinato non regge:ormai sono talmente tanti i corridori di alto livello che si possono tranquillamente dividere tra le due corse,e avere ugualmente due starting list di lusso.I motivi saranno altri,ma a questo punto meglio darci un taglio.

pickett
17 giugno 2026 06:16 Eli2001
Perché non farlo più? E quali sono secondo te i motivi? Non hai finito la frase mi sa...

Tour de Suisse
17 giugno 2026 09:15 Tola Dolza71
Essere così a ridosso del tour lo penalizza rispetto al Delfinato dove c'è più tempo di recuperare, soprattutto in caso di contrattempi, in vista della Grande Bouclé.
Poi una volta era anche una corsa buona per chi usciva con una grande gamba dal giro: vittorie di Garzelli e Casagrande

Tola Dolza
17 giugno 2026 18:52 Frank46
Quandomc'erano italiani di livello che puntavano a vincere il Giro spesso andavano allo svizzera abbianandolo poi al campionato italiano nel loro secondo picco di condizione prima eventualmente di concentrarsi per il finale di stagione per il terzo ed ultimo picco di forma... sempre per chi era in grado di gestirli 3 picchi. Comunque quello centrale era utilizzato più che atro per non perdere troppo la gamba, non era un vero picco di forma.

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