VERSO IL TOUR. LA FILOSOFIA DI TIM HEEMSKERK, L'ALLENATORE CHE VUOL FARE GRANDE REMCO

PROFESSIONISTI | 08/06/2026 | 08:10
di Francesca Monzone

Nel ciclismo moderno, dove ogni watt, ogni dato e ogni dettaglio possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, gli allenatori sono diventati figure sempre più decisive. Tra i tecnici più importanti del panorama internazionale troviamo Tim Heemskerk, l'uomo che ha accompagnato Jonas Vingegaard nella sua scalata al vertice del ciclismo mondiale, con due Tour de France e una Vuelta. Oggi è chiamato a una nuova, affascinante missione: portare Remco Evenepoel a un livello ancora più alto e la prossima Grande Boucle sarà la prova regina di questa preparazione.

L'olandese, sostenitore dell’allenamento polarizzato, arriva alla Red Bull-BORA-hansgrohe dopo aver costruito una reputazione di assoluta eccellenza durante la sua esperienza alla Visma | Lease a Bike. Sotto la sua guida il danese ha ottenuto risultati straordinari: ora Heemskerk spera di arricchire ulteriormente il proprio palmarès contribuendo ai successi del due volte campione olimpico Remco Evenepoel.

Per il belga gli ultimi mesi sono stati particolarmente movimentati. In poco più di sei mesi ha cambiato tre allenatori. Il trasferimento dalla Soudal Quick-Step alla Red Bull-BORA-hansgrohe durante l'inverno ha rappresentato il primo cambiamento, mentre la recente partenza di Dan Lorang, destinato a ricoprire dal 1° agosto il ruolo di direttore delle prestazioni alla Lidl-Trek, ha reso necessario un nuovo assetto tecnico.


La scelta è ricaduta proprio su Heemskerk, che sta già collaborando con Evenepoel nella preparazione al Tour de France sotto la supervisione di John Wakefield. Una decisione che testimonia la grande fiducia riposta dalla squadra tedesca nelle capacità del tecnico olandese.


Entrato alla Visma nel 2018, Heemskerk ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di Jonas Vingegaard. Il rapporto tra i due è andato ben oltre quello professionale: lo stesso campione danese lo ha più volte definito "un amico", sottolineando il legame costruito negli anni.

Ma Vingegaard non è stato l'unico corridore a beneficiare del suo lavoro. Anche Matteo Jorgenson è cresciuto notevolmente sotto la sua guida, mentre Tiesj Benoot ha mostrato importanti progressi grazie ai suoi metodi di allenamento. All'interno del gruppo Visma, Heemskerk era considerato uno degli uomini chiave per lo sviluppo delle prestazioni degli atleti. La sua uscita dalla squadra olandese, annunciata nel febbraio scorso, ha sorpreso molti addetti ai lavori. A motivare la decisione è stato lo stesso tecnico, che aveva ammesso di attraversare un periodo di stanchezza professionale.

"Ultimamente ho notato di faticare a mantenere la mia creatività e la mia passione, che sono importanti nella mia professione", aveva spiegato al momento dell'addio.

La carriera di Heemskerk trova le proprie radici nella mountain bike. Laureato in Scienze Motorie all'Università di Maastricht, ha trascorso diversi anni in Canada, dove ha combinato l'attività agonistica con quella di allenatore di giovani atleti. Successivamente è diventato commissario tecnico della nazionale olandese di mountain bike, ruolo ricoperto per sette anni. Durante questo periodo ha preparato atleti per due edizioni dei Giochi Olimpici, accumulando un'esperienza che si sarebbe poi rivelata preziosa nel ciclismo professionistico su strada.

Heemskerk è considerato uno dei principali sostenitori dell'allenamento polarizzato, metodologia che prevede una netta distinzione tra allenamenti a bassa intensità e sessioni ad alta intensità, limitando il lavoro nelle zone intermedie. Le sue sedute sono celebri per la cura quasi maniacale dei dettagli. Ogni intervallo viene programmato con estrema precisione, seguendo una logica scientifica che punta a massimizzare i risultati nel lungo periodo.

Tuttavia, il concetto che più lo affascina è quello della resistenza alla fatica. Nel libro Het Plan, dedicato alla filosofia di allenamento della Visma, Heemskerk spiega come la vera sfida del ciclismo moderno sia riuscire a mantenere un elevato livello di prestazione per periodi sempre più lunghi.

Secondo il tecnico olandese è proprio la capacità di resistere alla fatica accumulata giorno dopo giorno a fare la differenza nei Grandi Giri, dove la costanza è spesso più importante del picco di rendimento.

La fama di Heemskerk è legata anche al suo rigore. L'ex mountain biker Milan Vader raccontò anni fa che il suo allenatore gli aveva persino suggerito di eliminare la televisione dalle proprie abitudini per migliorare la qualità del sonno e favorire il recupero. Un episodio che sintetizza perfettamente la sua filosofia: ogni dettaglio può influenzare la prestazione.

Chi ha lavorato con lui lo descrive come una persona seria, metodica e completamente dedicata alla professione. Non ama apparire e preferisce lavorare lontano dai riflettori, lasciando che siano i risultati dei suoi corridori a parlare per lui.

Dal punto di vista caratteriale, la collaborazione tra Heemskerk ed Evenepoel rappresenta un interessante incontro tra personalità molto diverse. Da una parte c'è l'allenatore introverso e riservato, dall'altra un campione carismatico, spontaneo e spesso molto diretto nelle sue dichiarazioni.

Alla Red Bull-BORA-hansgrohe, però, sono convinti che questa complementarità possa trasformarsi in un punto di forza. Inoltre, figure come Klaas Lodewyck e Sven Vanthourenhout avranno un ruolo importante nella gestione quotidiana dell'atleta belga.

Secondo chi conosce bene Heemskerk, il suo valore aggiunto sta nella capacità di ascoltare i corridori e individuare margini di miglioramento che spesso sfuggono agli altri. Anche un progresso dell'uno o del due per cento può risultare decisivo ai massimi livelli.

Ed è proprio questo l'obiettivo della nuova partnership: trovare quei dettagli che possono consentire a Remco Evenepoel di compiere un ulteriore salto di qualità. Se Heemskerk riuscirà a replicare anche solo parte del lavoro svolto con Vingegaard, il ciclismo mondiale potrebbe assistere a una nuova evoluzione del talento belga.

La sfida è appena iniziata, ma quanto già fatto da  Heemskerk lascia intendere che nulla sia impossibile. 

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COMMENTI
se la cantano e se la menano
8 giugno 2026 12:45 VERGOGNA
preparatori e ds più che ottimi li avevano già e li hanno silurati, direi che la debacle di Pellizzari parla da sola. ero convinto che red bull quest'anno sbancasse, in realtà stanno raccogliendo le briciole, hanno vinto solo due corse wt, con il budget e il livello dei corridori che hanno direi che siamo messi male male.

allora
8 giugno 2026 12:50 Line
alla fine non era cosi poi male la quick step per lui , se ha gia cambiato 3 allenatori .. follia pura ... ma speriamo vada forte al TDF come qualche anno fa quando fece il podio , cosi sara spettacolo puro con gli altri due marziani

Line
8 giugno 2026 17:07 Albertone
Se Lorang cambia e va in Lidl, il cambio non l'ha deciso certo Remco.
Quindi follia pura di cosa ?
Poi, come al solito, parte la parte dell'analisi caratteriale...
Accade in ogni squadra, tranne che per una, dove Ayuso poi cantò la storiella.
Adesso mi attendo che esce il moderatore, che spiega e rafforza il concetto dell'articolo.
Come al solito, ovviamente.

Albertone
8 giugno 2026 18:14 BuIlet
L'uomo con due argomenti: Ayuso che denuncia la dittatura UAE e Del Toro che perde il giro 2025. Qualsiasi sia l'argomento arrivi a dire sempre le stesse due cose.

VERGOGNA
8 giugno 2026 19:17 Stef83
Quindi ora non si può più neanche star male per un virus(Pellizzari)
Addirittura debacle.... mah!

BuIlet
8 giugno 2026 20:13 Angliru
Io non leggo una parola su Del Toro, se non da parte tua.
Account multiplo.

BuIlet
8 giugno 2026 20:16 Angliru
Sei il lettore ideale del giornalista che per 21 giorni ha parlato del giro 2024, quando nel frattempo si correva quello del 2026.

BuIlet
8 giugno 2026 20:51 Cicorececconi
Ayuso ha cambiato squadra così, per gioco.
Mentre qui si parla di stanchezza professionale.
In Bora si occuperà di selezionare le maglie o cucinare i pasti....
E vabbè, l'importante è crederci.

E Lefevre
8 giugno 2026 21:34 lupin3
che dice?

stef83
8 giugno 2026 21:53 VERGOGNA
come no, è andato piano per il virus.... a febbraio volava, a aprile di più ed è arrivato al Giro finito, non è che ci vuole un drago a capirlo. anche Hindley dicevano che aveva il virus, però invece di prendere 40 minuti ha fatto podio.... guarda un po te

Cici
9 giugno 2026 07:22 Eli2001
se Ayuso fosse in Bora per occuparsi dei pasti non si noterebbe la differenza. Sembrava dovesse spaccare il mondo una volta uscito dalla dittatura UAE ma as oggi non sembra proprio che il problema fosse quello.

VERGOGNA
9 giugno 2026 08:59 Stef83
Se hai segiuto il giro fino alla fine, credo che non mi sembrava così finito nelle tappe finali,dove spesso ha aiutato Hindley.

@ eli2001
9 giugno 2026 14:53 Arrivo1991
Ayuso era il tuo idolo in Uae. Via da lì, discreditare !!!! Alè

stef83
9 giugno 2026 15:21 VERGOGNA
il Giro direi che l'ho seguito abbastanza quest'anno e da uno che doveva fare podio finire a dover cercare le fughe da lontano per rendersi utile alla squadra non mi sembra una gran prestazione. ovviamente la mia non è una critica a pellizzari che mi piace un sacco ma a chi lo gestisce. per inciso, mi risulta avesse l'anno scorso un preparatore con cui si trovava molto bene, ma è stato silurato nonostante lui avesse chiesto di tenerlo. questo è quello che so, i risultati mi dicono che il cambiamento non è stato un gran che positivo... poi se vogliamo credere al virus ok.

Ricordi
9 giugno 2026 16:31 Gnikke
Il preparatore atletico di Marco Pantani si chiamava “Carpegna”. Era un “Signore” di 6 km e poco più, cui lui affidava gli ultimi giudizi sulla sua preparazione prima di un GT! Faceva partire all’inizio salita alcuni suoi compagni di squadra cui chiedeva praticamente di fare una crono scalata; due minuti dopo partiva Marco, e solo quando li raggiungeva e poi dava loro altri 2 minuti di distacco in cima, allora era pronto!! Altri tempi!

Arrivo1991
9 giugno 2026 17:31 Eli2001
Ci tengo a precisare che non ti conosco e che quindi non sai nemmeno chi sono. Che Ayuso fosse il mio idolo é l'ennesima scemenza detta tanto per dare aria alla bocca. Se trovi un mio commento dove lodo Ayuso metti il link come fai spesso. Per me era uno dei tanti della squadra di Pogacar (conoscevo poco anche Del Toro prima del famoso giro dei vostri sogni, ricordi?)

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