CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 28/05/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

Tanto più ora che il capoclassifica si è tagliato i baffi (affatto folti), davvero viene difficile guardare ai Vichinghi del Giro con timore, quasi che si trattasse di un’orda conquistatrice. All’atto pratico, però, i danesi ci hanno preso gusto, perche, come titola il Corsera, “Con Jonas in rosa fa festa l’amico Val­gren: «Nel nostro Paese tutti in bici da bimbi»”. Già, anche l’esperto corridore della Ef ha conosciuto la gavetta, non ciclistica (passione indotta dalle vacanze estive in camper sulle salite di Francia), del mercato del pesce. Lo ricorda Ciro Scognamiglio nel ritratto di Vingegaard su La Gazzetta, dove si legge anche una paginata di intervista a Bettiol, con titolo eloquente: “L’ultimo romantico”.


Se per il viaggio nel ciclismo italiano Repubblica si affida ad un Cicerone ottimista come Ivan Basso(“Da questo Giro i nomi azzurri del futuro per le corse a tappe”), confortato dall’ottimo comportamento dei suoi ragazzi in maglia Polti VisitMalta, Pier Augusto Stagi su Il Giornale ritorna a Valgren, ricordandone in tono scherzoso (“Come un sal­mone risale la cor­rente, non teme di fare la fine di uno stoc­ca­fisso.”) le traversie seguite al brutto incidente che sembrava interromperne la carriera. Oltralpe, mentre inizia il conto alla rovescia per la finale di Champions con il PSG, non manca mai uno spazio consono dedicato al Giro. L’Equipe, sul proprio canale video, sforna pure un documentario su Paul Magnier, ma la suggestione per immagini, oggi, è quella della Pokèball di Valgren. O tempora, o mores.


GAZZETTA DELLO SPORT
LA LEGGENDA DEL RE PESCATORE
GLI INIZI DI JONAS, MERCATO ALL’ALBA E IN CAMPER AL TOUR
In quel grande frullatore che è in fondo una corsa a tappa di tre settimane, ieri Jonas Vingegaard ha avuto qualche istante di tempo per riflettere su quando era un adolescente che non aveva ancora incominciato a pedalare sul serio da troppo tempo: “naturalmente facevo grandi sogni - ha raccontato- . Ma con ciò che ho già raggiunto, e ciò che sto realizzando in questi giorni…Sto andando addirittura oltre, non lo avrei immaginato. Il vecchio Jonas, guardandosi indietro, sarebbe orgoglioso del Jonas di adesso”. (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA 
IL POTERE DANESE SI E’PRESO IL GIRO
L’ONDA LUNGA DELL’EFFETTO VINGEGAARD
Mal­to­de­strine, gel poli­me­rici, car­boi­drati ad azione ful­mi­nea per una volta non c’entrano nulla: la forza per sfer­rare l’allungo mici­diale con cui il danese Michael Val­gren ha con­qui­stato ieri la 17ª tappa del Giro d’ita­lia dopo cin­que anni di digiuno e dolori è frutto dell’ener­gia imma­gaz­zi­nata dalle crea­ture Poke­mon con­te­nute nella Poke­sfera verde esi­bita sulla linea del tra­guardo, pre­zioso dono del figlio. Il con­na­zio­nale Vin­ge­gaard quando vince mostra le foto dei figli, Michael ha tirato fuori dal taschino l’amu­leto tra­spor­tato per 200 chi­lo­me­tri: quando ci credi, tutto fa brodo. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA 
BASSO: “DA QUESTO GIRO I NOMI AZZURRI DEL FUTURO PER LE CORSE A TAPPE”
Nella classifica del Giro sono diventati due gli italiani nella top 10. Grazie alla fuga e al 3° posto di Andalo nella tappa vinta dal danese Valgren, Damiano Caruso è salito al 9° posto alle spalle di Davide Piganzoli. Un vecchio(38 anni) ed un qusi bambino(23) , più le vittorie di giornata di Ballerini, Ganna e Bettiol: l’Italia che pedala in rosa è tutta qua. Ma ci sono altre soddisfazioni, più immateriali, come l’orgoglio e la capacità di essere protagonisti: è il caso della Polti Visit Malta, che anche ieri ha piazzato due uomini, Bais e Tonelli, nella fuga buona (Cosimo Cito)

IL GIORNALE
UN GIRO «DANESE». C'E' GLORIA PER VALGREN FATICATORE DEL PEDALE 
Il Giro con­ti­nua a par­lare danese: dopo Vin­ge­gaard ecco Val­gren. Da un fuo­ri­classe da Grandi Giri ad un fati­ca­tore del pedale che si porta a casa per la prima volta in car­riera una tappa di un grande Giro.
Una vit­to­ria alla car­riera, per il 34enne cor­ri­dore della EF, che dopo una serie di ottimi risul­tati (un’Amstel, due Giri di Dani­marca, tappe alla Tir­reno e altro), quat­tro anni fa ha rischiato seria­mente di pian­tare lì tutto. Vit­tima di una brut­tis­sima caduta in corsa, si rompe in un sol colpo bacino, anca e ginoc­chio. La car­riera è a rischio, ma Val­gren non si da per vinto e torna alle corse. Come un sal­mone risale la cor­rente, non teme di fare la fine di uno stoc­ca­fisso. Quest’anno, a cin­que anni di distanza, torna al suc­cesso pro­prio alla Tir­reno-Adria­tico e adesso anche sulle strade rosa di Andalo, con la bene­di­zione del suo grande amico Vin­ge­gaard: «È un bravo ragazzo, se lo merita», assi­cura la maglia rosa. (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE
VALGREN, POKE BALL PER UNA VITTORIA 
Prima di partire dalla Danimarca per partecipare al Giro d'Italia, Michael Valgren (34 anni) ha ricevuto un regalo da suo figlio: una Poké Ball, la piccola sfera del videogioco Pokémon usata per catturare creature rare, che ha mostrato al traguardo. "L'anno scorso nutrivo già grandi speranze di vincere una tappa al Tour de France, quindi questa volta mio figlio, che adora i Pokémon, mi ha regalato una Poké Ball con i colori della nostra squadra. È una specie di portafortuna", ha spiegato ieri il corridore della EF EducationEasyPost, aggiungendo che in cambio riceverà qualcosa di ancora più speciale: una vittoria al Giro. (Thomas Perotto)

TUTTOSPORT 
VALGREN, LA LUCE OLTRE IL DOLORE
Resilienza. Una delle parole più utilizzate, e dunque abusate, dei giorni nostri. Secondo il dizionario: “capacità di far fronte in modo positivo agli eventi traumatici o alle difficoltà, traendo forza dalle avversità”. Ecco, abusata o meno, questa è l’etichetta cucita alla vittoria di Michael Valgren sulle strade del Giro d’Italia. La prima in un grande giro, a trentaquattro anni compiuti in inverno. Ma, soprattutto, a quattro dalla rovinosa caduta alla Route d’Occitanie. Nella carriera e nella vita del danese c’è un prima e c’è un dopo. (Daniele Galosso)

CORRIERE DELLO SPORT
AMULETO DANESE
Un portafortuna speciale nella tasca della maglia per vincere la prima tappa al Giro d’Italia. Tagliando il traguardo di Andalo, Michael Val-gren ha tirato fuori un amuleto a forma di sfera poké, ovvero l’involucro in cui sono contenuti i Pokémon con cui gioca il figlio e l’ha mostrato al cielo dopo averlo stretto tra i denti. Aspettava di farlo dallo scorso luglio, quando gliel’aveva regalato in occasione del Tour de France, ma non era riuscito a sfoderarlo perché la Grande Boucle non era andata secondo i piani. Ieri, invece, a meno di un chilometro dalla fi ne ha colto il momento giusto e si è liberato di Andreas Lek-nessund (2°) e Damiano Caru-so (3°) per involarsi in solitaria e sfogare tutte le sue emozioni, prima con un urlo di gioia e poi scoppiando in lacrime appena superato il traguardo. (Alberto Dolfin)


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