PIEVE DI SOLIGO, IL MURO DI CÀ DEL POGGIO E QUEL NUMERO DI PAUL SEIXAS

GIRO D'ITALIA | 28/05/2026 | 08:37
di Aldo Peinetti

In piazza Vittorio Emanuele a Pieve di Soligo le mastodontiche strutture del traguardo sono già montate. Forse non tutti lo sanno: la linea d’arrivo della 18esima tappa del Giro ricalca in toto, metro più metro meno, il finale della gara della nota Intertnazionale di Solighetto, manifestazione per juniores alla quale va attribuito il merito di aver scalato per la prima volta Cà del Poggio, nel 2007.


Lo ricorda bene il segretario della società organizzatrice della corsa che l’anno passato vide imporsi Roberto Capello, astigiano di Cossombrato. L’albo doro è sontuoso, con un nome in rilievo e tanti ragazzi poi diventati professionisti affermati, dallo sloveno Jakub Omrzel a Romain Gregoire, da Antonio Tiberi ad Andrea Fortunato. Era il 2023 quando un allora junior del primo anno di nome Paul Seixas fece il numero, presentandosi solo al traguardo con 17” sul connazionale Aubin Sparfel e su Andrea Bessega, nell’ordine secondo e terzo.


“Era il 2007 e ci trovammo con l’allora presidente Guido Dorigo ad immaginare un nuovo e più impegnativo tratto conclusivo, Cà del Poggio fu una folgorazione per tutti noi, il resto è stato un successo clamoroso di territorio” - ricorda Claudio Busetti, professione acconciatore e segretario della storica Sc Solighetto presieduta dal carismatico imprenditore Raffaele Mazzucco. Per garantire quel primo transito sul muro fu necessaria un’autorizzazione provvisoria arrivata dalla provincia di Treviso, il cui presidente di allora era Luca Zaia.

“Una rotatoria venne aperta per l’occasione e poi chiusa per il completamento dei lavori” - ricorda Bussetti, che fa naturalmente parte del Comitato di Tappa, impegnatissimo a dar vita ad una variegata serie di eventi, persino il concerto del chitarrista di Vasco Rossi, Maurizio Solieri, che con le sue svisate dense di decibel scalderà l’atmosfera. Pieve di Soligo (dove risiede l’ex maglia gialla Tommaso de Pra, 87enne) ha il titolo di Città ma non è una metropoli, anche se poi una centralità internazionale l’ha guadagnata eccome quell’erta acuminata fino al ristorante panoramico di Alberto Stocco, figura chiave nella promozione del muro, gemellato con Grammont e Mur de Bretagne.

Una scommessa vinta con il primo passaggio del Giro nel 2009, seguita-ci avevano preso gusto- dal transito della corsa rosa nel 2013, 2014, 2017, 2020, 2022, 2024 e, da (pen)ultimo, nel 2025. Alla quota non trascendentale di 242 metri sul livello del mare, impennata di 1,1 km a 12,3 per cento di media!, sarà una settimana campale, perchè già domenica 31 con la Roncade-Caorle il Muro concede il bis grazie al Giro Women. D

omenica 14 giugno non sarà affatto una diminutio lo svolgimento della classica internazionale di Solighetto (Trofeo Gd Dorigo), bensì la dimostrazione che la prima volta del Giro d’Italia a Pieve di Soligo è conseguenza di un radicamento ciclistico speciale tra le Colline del Prosecco. Prova provata di quanto le corse che innervano il calendario delle categorie anticamera del professionismo - lo dicevamo dei dilettanti ma la nozione è allargata agli junior- siano spesso e volentieri un test per qualcosa di clamoroso.

Prossimo a prender parte alla Ronde de l’Oise, in Francia, con la devo della Ef, Capello la vede così: "Innanzitutto ho un bellissimo ricordo di Cà del Poggio, la mia prima vittoria da junior. Ricordo il caldo e la durezza del percorso, è stato speciale anche per come è andata a livello di squadra, con cinque ragazzi della Grenke Auto Eder ai primi cinque posti. Domani al Giro? Pronostico l’affermazione di Narvaez” - spiega chi proviene dalle colline piemontesi ed è reduce da uno sforzo scolastico simile ad un tappone: esami d’ammissione da privatista (scritto e orale di tutte le materie) all’Istituto per geometri Obert di Asti. Pieve di Soligo attende. Chissà se Felix Gall, che qui s’impose nel 2016, esattamente dieci anni orsono, si prepara a concedere il bis vincente. Emulerebbe anche il suo coequipier Seixas, riuscito a far sua l’internazionale di Solighetto sfuggita invece a Tadej Pogacar proprio in occasione dell’affermazione di Gall: eppure anche quel giorno Taddeo fece notizia, giungendo terzo malgrado usasse una bici di riserva. 


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