GIRO D’ITALIA. PIGANZOLI: «LA MIA FAMIGLIA E’ UN SUPPORTO SPECIALE, INTANTO PRENDO CONSIGLI DA VINGEGAARD»

GIRO D'ITALIA | 27/05/2026 | 08:30
di Giorgia Monguzzi

E' uno degli uomini del momento. Davide Piganzoli non è solo il futuro ma anche un presente sempre più vivo del nostro ciclismo. Anche ieri sulla salita di Carì il valtellinese ha letteralmente lanciato Jonas Vingegaard che si è preso la sua quarta vittoria di tappa. Un vero e proprio copia incolla di quello che era successo nel tappone aostano di sabato, non più una sorpresa ma la conferma che l’atleta italiano è uno dei più forti scalatori in gruppo nonché uomo di fiducia della maglia rosa.


Davide è arrivato al traguardo con le braccia alzate, formalmente sesto, ma idealmente vincitore insieme al suo capitano. Sulle strade il tifo era tantissimo, mentre in area Hospitality, al riparo dal sole cocente, la sua famiglia aveva lo sguardo fisso sul megaschermo. Mamma Cristina, papà Enzo e il fratello Gabriele erano travolti dall’emozione. Il loro è un supporto speciale, quello sincero di una famiglia che non ha mai smesso di credere nel loro campione, fatto di abbracci come quello in cui Davide è stato avvolto nella zona bus, una volta ripreso dalla tappa infernale. «Mi ritengo fortunato di avere una famiglia così. Mi hanno sempre seguito, mi spronano a migliorare e ci sono per ogni cosa. Mio fratello mi manda ogni giorno dei messaggi per aggiornarmi su quello che succede e in qualche modo mi dà la forza di non mollare» ci dice Davide. La sua famiglia cerca di essere presente il più possibile, c’era a Milano e ci sarà a Roma per il gran finale.


Con Davide però dobbiamo necessariamente fare un passo indietro perché a Carì è stato ancora una volta il co – protagonista insieme a Jonas Vingegaard di un successo devastante. Già alla partenza ci aveva anticipato che la sua squadra avrebbe fatto di tutto per controllare la tappa più corta del Giro e presto fatto, tutto secondo i piani. «Sapevamo che sarebbe stata una giornata difficile, soprattutto se fosse andata via la fuga ma fortunatamente siamo riusciti a controllare la situazione. Il piano era che Jonas scattasse a circa 5,5 km dall’arrivo dove c’era l punto più duro, ma ha deciso di anticipare i tempi. Siamo un team molto unito che sa quello che deve fare, Campenaert è stato strepitoso, forse è mancato un po’ Kuss, ma io sono subentrato senza problemi. Jonas mi ha detto chiaramente quando poi sarebbe partito, così io ho accelerato per preparargli il terreno e poi è stato tutto sulle sue spalle. E’ un corridore incredibile e la sua vittoria è come se fosse un po’ mia »ci  racconta Davide che ancora una volta ha fatto parte di un ingranaggio praticamente perfetto.

Non è scontato con un ragazzo di 23 anni alla prima stagione del World Tour abbia la fiducia di un capitano in questo modo, ma Piganzoli fin da subito ha trovato il suo posto nel team olandese. E’ consapevole dei suoi mezzi e nonostante in questi giorni il suo nome rimbalzi ancora più clamorosamente tra i media e tra i tifosi ha sempre seguito la sua strada senza montarsi la testa. Lavora duro e sorride sempre, ma soprattutto ha capito che lavorare per Vingegaard è soprattutto un’occasione unica per imparare tanto. «Sono veramente felice della mia condizione e la squadra sta credendo molto in me. Jonas è un bravissimo capitano e spesso mi prende in parte per parlare del modo migliore di affrontare le salite, mi spiega la sua mentalità come fa a vincere le corse e tutto quello che ci sta intorno. È bellissimo perché proprio lui è il primo a darmi fiducia, è convinto che possa fare grandi cose e spesso mi spinge affinchè io faccia la mia gara – prosegue Davide – nei due ultimi arrivi in salita ho cercato di tenere duro il più possibile, ma la soluzione migliore è stata quella di tenere il mio ritmo, non sfiancarmi per nulla. La squadra stessa mi ha detto più volte che non devo esagerare, devo salire con il mio passo, scoprirmi poco per volta e i risultati verranno di conseguenza».

Con 4 tappe vinte su altrettanti arrivi in salita Vingegaard è sempre più dominatore e il Giro sembra ormai chiuso. La battaglia sembra ormai possibile solo per le posizioni sul podio e il Team Visma potrebbe anche solo limitarsi a controllare. Come ci fa notare però Davide le tappe mancanti sono ancora 5 e, nonostante l’ampio margine di vantaggio con una giornata storta tutto potrebbe cambiare. Il suo compito sarà quello di supportare il capitano in tutto e per tutto mentre nella testa ha già un sogno preciso: «In questo momento ho solo un obiettivo: arrivare a Roma con Jonas in rosa. Io sono al Giro esclusivamente per lui ed ogni sua vittoria è come se fosse la mia.»


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