CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 15/05/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

Spiegazzare un giornale è reato (oggetto di rampogne in ambito di famiglia), ma tra le pieghe dei quotidiani di venerdì 15 maggio si colgono sfumature interpretative sulla tappa napoletana del Giro, terreno (anzi acciottolato) di conquista per Davide Ballerini. Se Gazzetta ci riporta a quell’urlo ("Vai, vai, vaai che sono caduti. C’è il buco”) di Matteo Malucelli nei confronti del compagno di squadra, dal titolo canterino e danzante de “la rosea”, quello stesso frangente seguito alla caduta dà spunto al Corsera, con Marco Bonarrigo a ricordare che “Se ti alzi sulla sella nella curva lastri­cata e in con­tro­pen­denza che da via Con­sole arriva a piazza del Ple­bi­scito men­tre piove, cadi. L’ha sco­perto ieri Elmar Rein­ders”.


Quell’annotazione ha una sua fondatezza. “Muro da Fiandre che non ti aspetti” evocato su Repubblica, dove si annota come in carriera (solida) il 31enne canturino abbia sempre dato il meglio sui cubetti di porfido. Come Franco Ballerini, nessuna parentela tra il vincitore di due Parigi-Roubaix e il primo classificato di ieri nel cuore della città ai piedi del Vesuvio. Chi si immaginava tutt’altro epilogo è stato un deluso Jonny Milan, la cui esternazione affatto velata (“mi sem­bra assurdo fare un arrivo così”) è spunto ripreso da Il Giornale, pur celebrando a dovere la vittoria di Ballerini. Al pari del velocista della Lidl Trek, Oltralpe anche il collega di reparto sprinter, Paul Magnier, mastica amaro, almeno per un giorno. Così fanno sapere quelli de L’Equipe, non solo in vena di descrizione geografico-paesaggistica, con annessi cenni storici. Già, una pagina intera sul Blockhaus - sotto con la similitudine rispetto al Ventoux- è pure modo inedito di scandire l’attesa per la dura frazione con arrivo lassù, dove si contrastava il brigantaggio ai tempi di Garibaldi. Che ai francesi piace sempre.


GAZZETTA DELLO SPORT
BALLA, BALLA BALLERINI 
Momenti, istanti, fra­zioni di secondo: quanto basta per orien­tare il destino. «Vai, vai, vaiiiiii che sono caduti. C’è il buco!», urla in radio Mat­teo Malu­celli a Davide Bal­le­rini, cor­rendo il rischio di spac­car­gli un tim­pano. Ma ne vale la pena: c’è una tappa del Giro d’Ita­lia da vin­cere, sul tra­guardo pre­sti­gioso di Napoli nella magni­fi­cenza di Piazza del Ple­bi­scito. E Bal­le­rini ese­gue: lascia tutto se stesso sulla bici e con una pro­gres­sione da applausi rie­sce a tenere die­tro Jasper Stuy­ven e Paul Magnier. Si mette la mano sul casco per l’incre­du­lità, prima di potersi sten­dere a terra a uno sguardo dal tea­tro San Carlo: «Ancora non me ne rendo conto» ammet­terà un bel po’ dopo, ed è natu­rale: ce ne vuole di tempo, quando la realtà supera il sogno più bello. (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA
«VAI, C'È IL BUCO...» E BALLERINI VOLA
Elenco non esau­stivo di situa­zioni peri­co­lose quando si pedala a 50 chi­lo­me­tri l’ora: la prima piog­gia che tra­sforma il fondo stra­dale in sapo­netta, il pavé, alzarsi sui pedali in curva o nei cambi di pen­denza. Se ti alzi sulla sella nella curva lastri­cata e in con­tro­pen­denza che da via Con­sole arriva a piazza del Ple­bi­scito men­tre piove, cadi. L’ha sco­perto ieri Emar Rein­ders, pesce pilota di Dylan Groe­newe­gen, uno che i guai allo sprint è abi­tuato a com­bi­narli in prima per­sona, ma sta­volta ha dele­gato il com­pito a un gre­ga­rio. Risul­tato: a due­cento metri dal tra­guardo oltre ai due olan­desi sono finiti a terra (o a piedi) i favo­riti Magnier e Milan, bloc­cando la strada a tutti i cor­ri­dori meno uno. Meno uno è Davide Bal­le­rini da Cantù, anni 31, one­stis­simo glo­be­trot­ter del pedale. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA 
DALLA CADUTA SPUNTA BALLERINI, PRIMO SPRINT AZZURRO
Ballerini non è un cognome che nel ciclismo possa passare inosservato. Nessuna parentela, ma quante somiglianze tra l’indimenticabile Franco, due Parigi-Roubaix vinte in carriera(1995 e 1998) e Davide, che sul pavè ha sempre esibito la miglior versione di sé stesso. Ieri, ad esempio, sul muro da Fiandre che non ti aspetti, da via Acton a piazza del Plebiscito (Cosimo Cito).

LA STAMPA
GIRO D'ITALIA, 6a TAPPA A BALLERINI: PRIMA VITTORIA ITALIANA 
Davide Ballerini vince in volata la 6ª tappa del Giro d'Italia, Paestum-Napoli, e diventa il primo italiano a imporsi in questa edizione. «Bellissimo, speravo in una vittoria ma non oggi non così». Una brutta caduta nel curvone conclusivo coinvolge Milan: «Non capisco proprio perché dobbiamo trovare dei finali così complicati». Domani 7ª frazione: via da Formia, arrivo in salita sul Blockhaus dopo 244 km.

IL GIORNALE
LA PRIMA VOLTA DI BALLERINI CHE RESTA IN PIEDI NONOSTANTE LA PIOGGIA
Vedi Napoli e poi sbroc­chi. «Mi sem­bra assurdo fare un arrivo così – dice a caldo e senza mezzi ter­mini Jona­than Milan, velo­ci­sta Lidl-Trek, che mette piede a terra in una volata con­di­zio­nata nuo­va­mente da una caduta in una curva resa mali­gna dalla piog­gia -. Difatti c’è stata la caduta: non capi­sco per­ché biso­gna andare a cer­care degli arrivi di tappa come que­sto, lo trovo sem­pli­ce­mente assurdo. Sarebbe stato peri­co­loso anche con l’asciutto».
Sotto accusa per Milan la curva a U posta a 400 metri dalla con­clu­sione, affron­tata per poi per­cor­rere il ret­ti­li­neo finale che por­tava in Piazza del Ple­bi­scito. Una curva in pavé che sotto la piog­gia si è tra­sfor­mata in una trap­pola: l'errore di Rein­ders, pesce pilota di Groe­newe­gen. (Pier Augusto Stagi)
 
L'EQUIPE
RENDEZ-VOUS AU BLOCKHAUS
E’ un nome che suona strano, con un’aura avvolta da mistero, minacciante, che induce all’errore di localizzazione geografica. “Il Blockhaus te lo immagini alla frontiera austriaca, poi ho capito che si trovava nel Sud Italia” - spiegava Guillame Martin alla partenza del Giro 2022. Il Monte Blockhaus, con i suoi 2143 metri, si trova nel cuore del Parco della Majella, in Abruzzo. Sulla sommità di questa “collina isolata”(Remy Rochas), “che si staglia dalle montagne circostanti”(Geraint Tho­mas), si ha l’immagine di luogo inespugnabile e strategico. Vi fu costruito un fortino, nel XIX secolo, per contrastare briganti e contrabbandieri nell’Italia unificata da Garibaldi. (Julien Chesnais) 

TUTTOSPORT
CADUTA ANNUNCIATA E MAGNIER SCAPPA VIA
In piazza Plebiscito brinda Davide Ballerini: è il vincitore della Paestum-Napoli, sesta tappa del Giro. Il co-masco della Xds-Astana,  potente, bravo e fortunato, ha preceduto in progressione Jasper Stuyven e il gruppo. Il portoghese Afonso Eulalio ha salva-to la maglia rosa in una tappa disturbata a tratti dalla pioggia, e non poco di questi tempi. Una volta tappe come la Paestum-Napoli erano “di trasferimento” e con rischi ridotti per vip da classifi ca. Coi tempi che corrono regna nervosismo in gruppo, arrivare alla fine senza cadere è un successo. (Alessandro Brambilla)

CORRIERE DELLO SPORT
FESTA BALLERINI
Altro finale a sorpresa al Giro anche in Piazza del Plebiscito. Il primo successo italiano porta la firma di Davide Ballerini, ma nemmeno lui ci credeva mentre tagliava il traguardo di Napoli, perché in realtà era lì per tirare la volata al compagno di stanza Malucelli. Quando però, a circa 650 metri dal traguardo, il pavé reso scivoloso dallo scroscio di pioggia scatenatosi appena 5 minuti prima, ha fatto finire gran parte del gruppo maglia rosa per terra, tagliando fuori tutti i velocisti.   A deragliare è stato il treno della Unibet Rose Rockets. (Alberto Dolfin)


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